La preoccupazione dei sindaci per il futuro dell’Ospedale di Asti e di Nizza-Canelli
A cura dell’ufficio stampa dell’Asl
Si è riunita questa mattina la Conferenza dei sindaci dell’Asl AT richiesta, nei giorni scorsi, da 53 primi cittadini per approfondire il futuro assetto della sanità astigiana.
Il direttore generale Luigi Robino nei giorni scorsi ha illustrato all’assemblea dei sindaci la comunicazione ufficiale della Regione riguardante la mancata copertura finanziaria (imputata dalla Direzione regionale della Sanità al bilancio consuntivo 2009) del nuovo ospedale della Valle Belbo. Altro argomento il mancato finanziamento delle Case della salute di Calliano, Castello d’Annone e Villanova.
“Ho avuto nei giorni scorsi un colloquio – ha spiegato Robino – con il direttore della Sanità piemontese Paolo Monferino da cui è emerso che la situazione economica attuale è tale per cui ciò che si pensava di fare in passato, oggi non è più possibile. In questo quadro non ho trovato un atteggiamento di chiusura rispetto alle politiche territoriali: non è stata messa in discussione la costruzione, già da tempo avviata, delle Case della salute di San Damiano e Villafranca”.
Di fronte alle richieste di chiarimento sulle future politiche riguardanti la sanità, ha preso la parola la consigliera regionale Rosanna Valle, membro della commissione Sanità. L’amministratrice ha spiegato che “i 22 consiglieri del Pdl hanno avuto diversi incontri sul tema, istituito internamente la Consulta sulla sanità e incontrato ieri l’assessore CaterinaFerrero per approfondire le due proposte attualmente in esame e riguardanti rispettivamente la costituzione di 6 e 8 aziende ospedaliere. Va detto che i consiglieri del Pdl, rispetto alle due ipotesi, si sono espressi a favore della seconda. Le Asl, invece, manterranno l’attuale ambito provinciale, come prevede la legge regionale”.
E’ poi stato approvato all’unanimità un ordine del giorno (vedi sotto), indirizzato al presidente Cota, all’assessore Ferrero e al direttore della Sanità Monferino, che chiede un incontro immediato con la Regione e apre un tavolo permanente sulla sanità con tutti gli enti dell’Astigiano.
>> Leggi l'ordine del giorno nel .pdf allegato
Pubblicato da: Redazione il 19/12/2010
in: Diritti e Rovesci
Tags: asti, cultura , città , valle belbo
Scarica il documento PDF allegato
Dossier “Che cosa fare per l’ambiente”
Convegno, Palazzo della Provincia 18 ottobre 2010
>> Introduzione,
di Pier Franco Ferraris, Assessore all'Ambiente Provincia di Asti
>> Introduzione
di Marisa Valente, Presidente Consulta Organizzazioni Ambientaliste
>> A proposito del fotovoltaico sui terreni fertili
di Massimo Fiorio, deputato, Commissione agricoltura della Camera
>> Il Biogas tra le abitazioni di “Belangero” (in frazione San Marzanotto ad Asti)
di Monica Gentile, Comitato Belangero
>> Perché l’Associazione VALLE BELBO PULITA
di Giancarlo Scarrone, Presidente associazione Valle Belbo pulita
>> Energie rinnovabili,
di Erildo Ferro, Osservatorio del paesaggio dell'Astigiano
>> La tangenziale Sud Ovest
Avv. Giorgio Caracciolo, Presidente Comitato Tangenziale Sud Ovest
>> Commento al Convegno
di Roberto Zanna
Pubblicato da: Redazione il 29/10/2010
in: Terra Aria Acqua Fuoco
Tags: acqua , asti, cultura , dossier ambiente , energia , fotovoltaico , paesaggio , parchi e riserve , politica, leggi , san marzanotto , turismo , valle belbo
Perché l’Associazione VALLE BELBO PULITA
Il vero BENESSERE è la qualità della vita in un ambiente sano.
Il vero BENESSERE è la qualità della vita in un ambiente sano.
Si può parlare di un ambiente sano quando tutte e tre le componenti del nostro ecosistema, TERRA, ARIA ed ACQUA sono sane.
In un territorio candidato ad essere patrimonio dell'umanità non è possibile che manchi uno di questi. L'acqua del Belbo, quella descritta da Cesare Pavese, in tante sue opere…come era nel settembre 2008 ???
Non è certamente H2O + qualche minerale + la relativa durezza in KH o gradi francesi nè,
come la definisce l'enciclopedia "Wikipedia",
“l'Acqua è un liquido incolore, insapore e inodore”,
Insapore non sappiamo, non abbiamo avuto certamente il fegato per assaggiarla, ma incolore vorrei che l’aveste vista, inodore poi…..
Era solo un liquame composto da concimi chimici vari, insetticidi, anticrittogamici, ditiocarbammati o rameici, detersivi di ogni tipo, più soda, più vari tipi di rifiuti sospesi CERTAMENTE NON I 2 ATOMI DI IDROGENO CON 1 ATOMO DI OSSIGENO!
Questo a dire il vero è successo ripetitivamente ogni anno, ma non al livello così preoccupante come nel 2008…
Dallo statuto di Valle Belbo Pulita
L'associazione si propone i seguenti principali scopi :
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Promuovere tutte le attività, le iniziative, i progetti che favoriscano il recupero ambientale delle acque del torrente Belbo, dell’aria in valle, e del territorio collinare e di fondovalle, ponendo le condizioni affinché si verifichino condizioni reali di benessere per le popolazioni residenti e per i turisti che ci onoreranno della visita.
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In particolare mantenere viva la speranza delle nostre genti di un reale recupero di vivibilità dell’acqua del torrente Belbo, dei rii affluenti e delle possibili e recuperabili sorgenti, della qualità dell’aria che respiriamo, e dei panorami lirici che un tempo ci appartenevano, operando sempre e comunque nel massimo rispetto delle leggi della Repubblica Italiana e della Costituzione dello Stato. Segnalando alle autorità competenti abusi, infrazioni e stati di degrado ambientale, di Terra, Aria, Acqua, prioritariamente dai casi più macroscopici, ma non trascurando neppure i minori.
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Il logo della associazione è costituito da una foglia stilizzata, che in sé rappresenta già la natura.
- Nella parte superiore destra vengono rappresentati i nostri vigneti, in verde che sfumano nei nostri cieli azzurri, quindi la nostra cultura agricola, conseguentemente la terra e l’aria.
- La parte inferiore sinistra i boschi della parte alta della valle, quindi le terre più antiche.
- La parte centrale a lisca di pesce di un azzurro più intenso rappresenta l’asta del torrente Belbo e i suoi affluenti
Il diagramma inserito nella diapositiva è di provenienza da una presentazione della Dott.ssa Mariuccia Cirio dell’ ARPA di Asti presentata a Canelli nel 2008
Pubblicato da: Redazione il 26/05/2010
in: Terra Aria Acqua Fuoco
Tags: asti, cultura , dossier ambiente , parchi e riserve , valle belbo
La crisi idrica della Valle Belbo
di giancarlo scarrone, consulta associazioni ambientaliste di asti
L’associazione “Valle Belbo Pulita” è una associazione serena, obbiettiva, sorta perché si è creato un gravissimo problema ambientale al torrente Belbo.
Riteniamo che per raggiungere il consenso sugli obbiettivi che il Contratto di Fiume propone, occorre basare tutto sul confronto e la negoziazione con tutti gli attori e quindi tutti i soggetti della Valle Belbo coinvolgendoli per poter attivare i progetti di riqualificazione fino al raggiungimento degli obbiettivi finali.
Strategicamente è importante e necessario che comunità simili, dove c’è necessita mitigare l’impatto sull’ecosistema acquatico, dovuto alla presenza di opere di difesa rigide e dove si è accentuata nei tempi, l’artificiosità dell’asta fluviale, siano da considerare in un quadro unitario, tutte le comunità che hanno caratteristiche simili anche di compromissione. L’obbiettivo previsto per una maggiore fruibilità dell’area fluviale, richiede prioritariamente un netto e consistente miglioramento qualitativo delle acque del fiume, che si consegue, sia con la corretta gestione degli impianti di depurazione, che degli scarichi civili ed industriali.
Il rispetto delle regole nei depuratori
I soggetti della Valle Belbo sono convinti che sia indifferibile e prioritario un miglioramento del sistema fluviale del Belbo. Per ottenerlo occorre la collaborazione di tutti.
Per intervenire sul rischio idraulico e sul dissesto idrogeologico, occorre, anche in questo caso, un coordinamento tra gli enti preposti. La soluzione di tutte le problematiche relative al comprensorio fognario di Santo Stefano Belbo sarà determinante, ma non solo. Altri scarichi abusivi incontrollati, vanno individuati e governati dalle autorità competenti.
Occorre essere consapevoli che questo genere di problematiche non si risolvono singolarmente, ma solo collaborando con le amministrazioni competenti territorialmente: Comuni, Province, ATO, ARPA; è infine determinante la collaborazione con i gestori degli impianti di depurazione.
E’ il gestore che è responsabile dei processi e tenuto a rispettare le norme per lo scarico nelle acque superficiali, nel nostro caso il Belbo. Il gestore è il soggetto che deve fare rispettare le regole ai conferitori e denunciare violazioni e inadempienze; non ha la possibilità di ricevere sempre e comunque quantità incontrollate di acque reflue, il depuratore ha una ben specifica potenzialità e deve avere uno spazio residuo di sicurezza.
Estendere la gestione delle acque
La definizione pilota di un Piano di gestione delle acque meteoriche, previsto solo per i comuni di Canelli, Nizza Monferrato e Santo Stefano Belbo va esteso ai comuni di Castagnole Lanze, Costigliole d’Asti, Castiglione Tinella, Colosso, Cossano Belbo, in quanto convogliano una parte sproporzionata di reflui meteorici all’impianto di depurazione con enormi problemi alla velocità di transito nel depuratore e conseguentemente una scadente depurazione. Quanto detto vale anche per i Comuni di Incisa Scapaccino e Castelnuovo Belbo. Le acque meteoriche vanno separate e inviate nei corsi d’acqua superficiali. Occorre quindi che le citate amministrazioni prevedano nei loro piani regolatori che i nuovi insediamenti civili e produttivi facciano la separazione delle acque meteoriche, progettando fognature separate: per acque reflue da inviare a depurazione e acque meteoriche da inviare nei corsi d’acqua superficiali.
Il bilancio idrico
Nelle estati gli anni 2007 e 2008, il fiume Belbo era completamente asciutto a quattro chilometri a valle delle sorgenti, nel tratto che va dal ponte della strada Mombarcaro - Paroldo fino a San Benedetto Belbo. Percorrendo a piedi il tratto citato e per tutto il fondovalle per 6 chilometri, fino al ponte sul Belbo, nel Comune di San Benedetto, non si è trovata più nessuna traccia di acqua, neppure stagnante. Solo 300 metri a monte di suddetto ponte alimentava il Belbo un ruscello di 3 litri al secondo. E’ indispensabile nella stagione estiva, un accordo tra le Province per il controllo dei prelievi, per far sì che il minimo vitale per il torrente, anche in rapporto ai reflui scaricati, non venga prelevato. Occorre organizzare rigidamente programma di prelievo.
Proponiamo quindi che siano inseriti nella “cabina di regia” anche i Sindaci o rappresentanti delle Amministrazioni di un comune della Val Tinella, dei comuni di Calamandrana, Incisa Scapaccino, Castelnuovo Belbo, perché sono Comunità con le stesse criticità da affrontare.
Facciamo richiesta ufficiale, infine, alle autorità competenti, che un rappresentante di “Valle Belbo Pulita”, la nostra associazione, venga inserito all’interno della “cabina di regia”, anche senza diritto di voto, per poter esprimere in quel consesso le nostre sensibilità, le nostre conoscenze ed esperienze sul problema dell’inquinamento del Belbo.
Vedi il documento completo nel .pdf allegato
















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