CultureIncontri
Blog di informazione culturale, turistica, paesaggistica e ambientale a cura dell'Associazione Davide Lajolo
Ideazione e direzione: Laurana Lajolo
Direttore responsabile: Valentina Archimede
 
Filtri attivi: Tag = università [Togli filtro]

Lettera ai ragazzi, di Roberto Saviano

La Repubblica.it 16/12/2010

Lettera ai ragazzi, di Roberto Saviano

CHI LA LANCIATO un sasso alla manifestazione di Roma lo ha lanciato contro i movimenti di donne e uomini che erano in piazza, chi ha assaltato un bancomat lo ha fatto contro coloro che stavano manifestando per dimostrare che vogliono un nuovo paese, una nuova classe politica, nuove idee.
Ogni gesto violento è stato un voto di fiducia in più dato al governo Berlusconi. I caschi, le mazze, i veicoli bruciati, le sciarpe a coprire i visi: tutto questo non appartiene a chi sta cercando in ogni modo di mostrare un'altra Italia.
I passamontagna, i sampietrini, le vetrine che vanno in frantumi, sono le solite, vecchie reazioni insopportabili che nulla hanno a che fare con la molteplicità dei movimenti che sfilavano a Roma e in tutta Italia martedì. Poliziotti che si accaniscono in manipolo, sfogando su chi è inciampato rabbia, frustrazione e paura: è una scena che non deve più accadere. Poliziotti isolati sbattuti a terra e pestati da manipoli di violenti: è una scena che non deve più accadere. Se tutto si riduce alla solita guerra in strada, questo governo ha vinto ancora una volta. Ridurre tutto a scontro vuol dire permettere che la complessità di quelle manifestazioni e così le idee, le scelte, i progetti che ci sono dietro vengano raccontate ancora una volta con manganelli, fiamme, pietre e lacrimogeni. Bisognerà organizzarsi, e non permettere mai più che poche centinaia di idioti egemonizzino un corteo di migliaia e migliaia di persone. Pregiudicandolo, rovinandolo.

Scrivo questa lettera ai ragazzi, molti sono miei coetanei, che stanno occupando le università, che stanno manifestando nelle strade d'Italia. Alle persone che hanno in questi giorni fatto cortei pieni di vita, pacifici, democratici, pieni di vita. Mi si dirà: e la rabbia dove la metti? La rabbia di tutti i giorni dei precari, la rabbia di chi non arriva a fine mese e aspetta da vent'anni che qualcosa nella propria vita cambi, la rabbia di chi non vede un futuro. Beh quella rabbia, quella vera, è una caldaia piena che ti fa andare avanti, che ti tiene desto, che non ti fa fare stupidaggini ma ti spinge a fare cose serie, scelte importanti. Quei cinquanta o cento imbecilli che si sono tirati indietro altrettanti ingenui sfogando su un camioncino o con una sassaiola la loro rabbia, disperdono questa carica. La riducono a un calcio, al gioco per alcuni divertente di poter distruggere la città coperti da una sciarpa che li rende irriconoscibili e piagnucolando quando vengono fermati, implorando di chiamare a casa la madre e chiedendo subito scusa.

Così inizia la nuova strategia della tensione, che è sempre la stessa: com'è possibile non riconoscerla?

>> Leggi tutto l'articolo originale su Repubblica.it

Commenti

Non ci sono commenti a questo articolo

> Vedi tutti i commenti
> Commenta questo articolo

Ascanio Celestini in ricordo di Edoardo Sanguineti

Facoltà di Lettere dell'Università di Genova

Ascanio Celestini é stato invitato alla Facoltà di Lettere dell'Università di Genova per aprire una serie di conferenze in ricordo del Prof. Edoardo Sanguineti. Questo é l'inizio del lungo intervento di Ascanio Celestini, che ha letto poesie di Sanguineti, ha recitato alcuni monologhi e ha espresso le sue riflessioni sulla società attuale.
 

Pubblicato da: Redazione il 01/11/2010

in: Le mappe del tesoro

Tags: cultura , culture/incontri , università

Commenti

Non ci sono commenti a questo articolo

> Vedi tutti i commenti
> Commenta questo articolo

IL CASO: Il lungo elenco degli atenei a rischio così i ricercatori bloccano le lezioni

di SALVO INTRAVAIA su Repubblica.it del 06/10/2010

IL CASO: Il lungo elenco degli atenei a rischio così i ricercatori bloccano le lezioni

Da anni garantiscono la didattica anche se non è un loro compito. E ora, per protesta contro la Gelmini che li ha tagliati, mettono on line la lista delle università dove non andranno oltre le loro mansioni. Mentre è corsa contro il tempo per approvare la riforma

Avvio delle lezioni nel caos all'università. La protesta dei ricercatori contro la riforma Gelmini rischia di bloccare buona parte dell'offerta formativa per l'anno accademico 2010/2011. I ricercatori, che da anni si occupano anche della didattica impartendo anche più di un insegnamento, sono determinati e intendono incrociare le braccia. Il loro contratto non prevede infatti l'obbligo di insegnare e il loro rifiuto getterà nel panico presidi e rettori. Intanto, la politica sta cercando di chiudere al più presto la partita della riforma, magari con qualche aggiustamento che scongiuri il blocco delle attività didattiche da parte dei ricercatori.

Il Cnru (il Coordinamento nazionale dei ricercatori universitari) pochi giorni fa ha messo in linea una lettera aperta indirizzata a studenti e genitori, che spiega loro a cosa andranno incontro quest'anno. "I ricercatori universitari italiani stanno protestando contro il disegno di legge sull'università e la manovra finanziaria dell'onorevole Tremonti. Questa forma di protesta  -  avvertono  -  comporterà disagi anche per voi". L'elenco di università e facoltà in cui i ricercatori hanno deciso di ritirare la loro disponibilità all'insegnamento è lunghissima.

>> Leggi tutto su Repubblica.it

Commenti

Non ci sono commenti a questo articolo

> Vedi tutti i commenti
> Commenta questo articolo

World Heritage at Work

Di Aldo Buzio, tutor del Master internazionale

World Heritage at Work

Il Master Internazionale "World Heritage at Work" apre le porte a professionisti, studiosi e appassionati del patrimonio culturale e naturale, il corso è organizzato dall'Università di Torino, il Politecnico di Torino, il Centro per il Patrimonio Mondiale dell'UNESCO e il Centro Internazionale di Formazione dell'OIL e prevede 4 mesi di lezione a Torino per professionisti e ricercatori provenienti da tutto il mondo All'interno del programma delle lezioni alcuni moduli offrono la possibilità anche ai non iscritti all'intero corso di poter approfondire alcune tematiche di assoluta rilevanza presentate da docenti e operatori di elevato profilo internazionale

I corsi brevi, tutti in lingua inglese, sono così articolati:

1) Managing tourism in heritage sites

- 3 e 4 Novembre Antonio Paolo RUSSO, Università di Tarragona, Economia  del turismo culturale
- 5 Novembre Robert GOVERSFlemish Center for Tourism Policy Studies, University of Leuven, Promuovere un sito World Heritage: branding del turismo
 

2) Conservation and management of UNESCO World Heritage Sites- 8 Novembre, Giovanni BOCCARDI, Responsabile della sezione Asia e Pacifico del World Heritage Center UNESCO Protezione e Gestione dei Siti Partimonio dell’Umanità

- 9 Novembre Joseph King, direttore dell’ICCROM, Conservazione dei siti del patrimonio culturale tangibile
- 10 Novembre Anthony G. BIGIO, World Bank, Progetti culturali per lo sviluppo economico
- 11 Novembre Lodovico Folin CALABI, Progetti Speciali World Heritage Center UNESCO, L’approccio al paesaggio urbano storico
- 12 Novembre Oriol FREIXA, Europeaid - Commissione Europea, Cultura e sviluppo attraverso i progetti delle città creative
- 15 Novembre Karim HENDILI, UNESCO Bahrain, Siti Patrimonio Mondiale negli Stati Arabi
- 16 Novembre Maria GROPA, World Heritage Center UNESCO, Progetti per il Patrimonio Mondiale negli Stati Arabi
 

3) Planning and Management for cultural landscapes

- 17 Novembre Roberto GAMBINO, Politecnico di Torino, Principi fondamentali dell’analisi e pianificazione per il paesaggio
- 18 Novembre Agata SPAZIANTE, Politecnico di Torino, Conoscenza per la pianificazione: il riuso del patrimonio industriale
- 19 Novembre Marc ANTROP, University of Ghent, Cambiamenti nel paesaggio in Europa
- 22 Novembre John STUBBS, Columbia University, Restauro e riabilitazione dei siti culturali
- 23 Novembre Paolo CECCARELLI, Università di Ferrara, Pianificazione strategica per i siti culturali

 

4) Evaluating and monitoring cultural heritage

- 1 e 2 Dicembre, Patrizia LOMBARDI, Politecnico di Torino, Modelli di valutazione per la gestione dei siti culturali
- 3 Dicembre Christina DU PLESSIS, consulente internazionale, Preparazione e contenuti dell’Agenda 21 per i paesi in via di sviluppo
- 6 Dicembre Ian COOPER, consulente Eclipse Research, Metodi partecipativi per il patrimonio intangibile
- 7 Dicembre Krassimira PASKALEVA, Institute for Technology Assessment and Systems Analysis, Ruolo e potenzialità delle ICT per il governo del patrimonio culturale urbano
 

Tutti i corsi verranno svolti presso il Centro Internazionale di Formazione dell’OIL, viale dei Maestri del Lavoro 10 Torino e prevedono una quota d’iscrizione in base al numero di giornate di lezione. Per maggiori informazioni si prega di contattare la segreteria worldheritage@itcilo.org telefono 011 6936945.

Commenti

Non ci sono commenti a questo articolo

> Vedi tutti i commenti
> Commenta questo articolo

Il Diritto allo Studio Piemontese è sotto attacco!

di SImone Baglivo, Rappresentate degli Studenti presso il C.d.A. dell'EDISU Piemonte per il Poli.

Il Diritto allo Studio Piemontese è sotto attacco!

"Si passerà nel giro di un anno direttamente dal 100% di borse per gli aventi diritto allo 0%."

L'Edisu Piemonte è l'ente regionale che gestisce tutto il comparto del Diritto allo Studio Universitario (DSU) per i tre atenei piemontesi: UNITO, POLITECNICO, UPO (piemonte orientale).

La normativa che regola il DSU nazionale è datata 1990 con successive modifiche. Nel 2001 attraverso la riforma del titolo V della costituzione, la gestione di tale materia è stata delegata agli enti regionali e sempre nel 2001 è stato fatto un decreto ministeriale (DPCM) che stabilisce i criteri per accedere e i livelli essenziali dei servizi. Da allora ogni regione si è dotata di propri regolamenti e di pratiche spesso differenti fra i vari enti. Ci sono grosse disparità nell'erogazione dei diritti, borse di studio, residenzialità studentesca, ristorazione, sale studio, contributi affitto, contributo erasmus, collaborazioni part time, ecc...

Il Piemonte in tale quadro, nonostante alcune carenze nei posti letto, solo in parte coperte dagli alloggi post olimpici, si colloca ai primi posti per quanto riguarda buone pratica e livello generale di erogazione servizi. Basti pensare che da oltre 10 anni riesce a coprire interamente le richieste di borsa di studio. Negli ultimi anni inoltre, su richiesta dei rappresentanti degli studenti presso l'EDISU, come i rappresentanti dell'UDU, da sempre vicini al tema del DSU, sono stati aggiunti nuovi servizi. Per esempio la Borsa PLUS, una borsa dedicata a coloro che con un reddito superiore per la richiesta di borsa (secondo il DPCM) ma non tanto da far considerare lo studente un benestante (25.000 euro circa di ISEE) e con una buona media, possono accedere a questa graduatoria per la borsa. Nell'ultimo anno per esempio più di 700 studenti meritevoli hanno ricevuto il contributo. Sono stati aggiunti nuovi posti letto e aule studio.

Nel corso del 2010 il bilancio dell'ente ha visto un forte ridimensionamento a causa di un taglio del fondo di finanziamento regionale da 22.5 milioni di euro a 17 milioni di euro, al quale però è riuscito a supplire attraverso gli avanzi virtuosamente creati negli anni precedenti. Per il 2011 e quindi dal prossimo anno accademico il bilancio avrà tale ridimensionamento:

- 6 milioni da parte del MIUR, cioè il finanziamento statale, che passerà da 12 a 6;

- un grossissimo taglio da parte della Regione che andrà dai già insufficienti 17 milioni a 6 milioni.

Con questo grosso ridimensionamento per l'anno accademico 2011/12 non si riuscirà a coprire neanche una borsa di studio (altro che meritocrazia come blaterano importanti ministri di questo governo).

Si passerà direttamente dal 100% di borse per gli aventi diritto allo 0%.

Ora non so quanti di voi usufruiscono dei servizi dell'EDISU, borsa completa, ma tale situazione è insostenibile per il Diritto allo Studio, anzi ne decreta ufficialmente la fine. Credo sia giunto il momento di dire basta a questo continuo attacco nei confronti dei diritti basilari che la COSTITUZIONE Italiana (art. 34) a chiare lettere ha stabilito nel secolo scorso. L'Università Pubblica è sotto assedio, il diritto allo studio è dilaniato e vede delle importantissime disparità da regione a regione. Il futuro dell'ITALIA sta venendo compromesso da delle politiche scellerate nei confronti del mondo dell'istruzione e della ricerca.
E' il momento, e se non ora quando, per far sentire la nostra voce, per alzare il livello del dibattito pubblico, che si occupa troppo spesso di case e di veline, di nani, barzellette e chiacchiere e non delle questioni che interessano la gran parte del paese e il futuro stesso di un'intera generazione. Un futuro che sta per essere compromesso definitivamente dalle riforme (o pseudo tali) della Gelmonti-Tremini e dalla Lega sempre silente e compiacente.
Bisogna manifestare tutto il nostro dissenso nei confronti di questi tagli, che dal 2008 colpiscono sempre di più la scuola e l'università, bisogna ribadire la centralità e l'importanza per il sistema paese e per noi dell'UNIVERSITA' PUBBLICA, LAICA E ACCESSIBILE.
Accessibile significa anche Diritto allo Studio, significa art. 34 della Costituzione: "...i capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto, con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze...".

Reagire significa informarsi, informare e partecipare numerosi a tutte le iniziative di lotta e di protesta che saranno programmate nelle prossime settimane. Il Politecnico farà numerose assemblee congiunte tra ricercatori, precari della ricerca, docenti e studenti.

Andrea Aimar (rapp. studenti Edisu per l'Unito - Studenti Indipendenti) ed io, stiamo lanciando un appello pubblico, rivolto all'intera comunità piemontese, per salvaguardare e rilanciare la politica pubblica sul tema del DSU. L'UDU per il Politecnico, Studenti Indipendenti per l'Unito e le Officine Corsare saranno sempre in prima linea per difendere e garantire l'art. 34 della Costituzione.
Venerdì prossimo, 8 Ottobre, alle ore 9.00 ci sarà una grande manifestazione cittadina, in concomitanza con tutte le altre città italiane, che vedrà protagonisti tutte le componenti sotto attacco, dagli studenti medi agli studenti universitari, dai precari ai ricercatori. Anche dal Poli ci sarà uno spezzone per il corteo.

La campagna per salvare il Diritto allo Studio ci vedrà protagonisti tutti quanti.
Ed è solo l'inizio.

E' importantissimo essere numerosi.
Insieme possiamo cambiare.

Simone Baglivo
Rappresentate degli Studenti presso il C.d.A. dell'EDISU Piemonte per il Poli.
http://www.facebook.com/simone.baglivo

UDU - UNIONE DEGLI UNIVERSITARI - POLITECNICO DI TORINO. 

www.udutorino.it

Commenti

Non ci sono commenti a questo articolo

> Vedi tutti i commenti
> Commenta questo articolo

Giornata mondiale degli insegnanti

Messaggio dell'Unesco

Giornata mondiale degli insegnanti

Il 5 ottobre di ogni anno l’UNESCO propone una riflessione sul ruolo e l’impegno degli insegnanti, con attenzione a un tema di particolare significato; per il 2010 è stato scelto  “la ricostruzione passa attraverso gli insegnanti”. 

L’UNESCO ha voluto  così fermare in particolare l’attenzione sugli insegnanti impegnati negli  enormi  sforzi per la ripresa successiva a catastrofi naturali,  a conflitti armati, alle crisi economiche, al diffondersi  di malattie quali L’AIDS / HIV, la violenza nelle scuole ed altre situazioni critiche.
Un messaggio vibrante e ricco di stimoli e indicazioni è stato rivolto in questa occasione al mondo dalla Direttrice generale dell’UNESCO, Irina Bokova.
Per sottolineare il particolare compito a cui in questo campo sono chiamati I Club UNESCO, questo messaggio  è preceduto da una nota informativa a loro rivolta dal vice Direttore generale, l’aggiunto per l’Educazione,  Mr. Qian Tang che, richiamandosi al tema indicato “ la ricostruzione passa attraverso gli insegnanti” si rivolge a ciascuno di noi, invitandoci  a segnalare storie  di insegnanti che abbiano svolto il loro ruolo in situazioni di particolare difficoltà e ad inviarle all’UNESCO per la pubblicazione sul sito web dell’UNESCO, accompagnandole con foto o video (massimo 2 minuti), al seguente indirizzo stories@unesco.org

Il Direttore generale aggiunto Mr Tang ci informa anche che per rendere omaggio agli insegnanti e richiamare l’attenzione sul ruolo chiave che svolgono nell’Educazione per tutti, a un livello globale, per il raggiungere gli obiettivi dell’Educazione per tutti (EPT), il 5 ottobre sarà presentata all’UNESCO una Mostra “ OMAGGIO AGLI INSEGNANTI” che mette a fuoco il lavoro degli insegnanti e il loro impegno sul terreno, che resterà aperta fino al 19 novembre. La Mostra  presenta una serie  di ritratti che illustrano il ruolo cruciale degli  insegnanti in progetti di ricostruzione nel mondo, in momenti di crisi  e il loro comune impegno , umanitario, sociale, economico, che li unisce in tutto il mondo come in una sola famiglia dedita a diffondere la conoscenza  ed a  farsi mediatori nella ricostruzione .

Il tema sarà anche affrontato, in questa luce, dalle maggiori organizzazioni internazionali e da insegnanti nelle diverse parti del mondo
La Mostra può essere visitata virtualmente on line, per un mese:

rif. per saperne di più: http://www.unesco.org/new/en/media-services/multimedia/photos/photo-galleries/a-tribute-to-teachers/ , nelle sei lingue dell’Organizzazione.

 

JOINT MESSAGE

by Irina Bokova, UNESCO Director-General; Anthony Lake, UNICEF Executive Director; Helen Clark, UNDP Administrator; Juan Somavia, ILO Director-General; and Fred van Leeuwen, General Secretary of Education International.

Messaggio dei dirigenti  di UNESCO, UNICEF, UNDP, ILO, Education Internationin occasione del WEORLD TEACHERS’ DAY 2010 “ La ricostruzione passa attraverso gli insegnanti”,  5 ottobre 2010

 

Oggi, nella Giornata Mondiale degli insegnanti, noi rendiamo omaggio a tutti gli insegnanti per la per il loro ruolo determinante della formazione dei bimbi e per il loro contributo decisivo allo sviluppo sociale, economico e intellettuale delle nazioni. Gli insegnanti sono i vettori del cambiamento, sono loro che danno il necessario impulso all’emergere di collettività educate.
Molti di loro lavorano in condizioni estremamente difficili,  alcuni si occupano  di comunità caratterizzate da un alto tasso di povertà, alcuni affrontano  la violenza dentro la classe e all’esterno, altri i devono affrontare le conseguenze demoralizzanti dell’AIDS/HIV sui loro colleghi, i loro allievi e le famiglie. Sono loro che difendono il diritto all’educazione dei 18.5 milioni di bambini rifugiati in tutto il mondo. Nei paesi colpiti da conflitti, essi contribuiscono alla ricostruzione e a consolidare la pace.

Noi cogliamo questa occasione per lodare gli sforzi degli insegnanti, in particolare delle donne che accettano di prestare servizio in zone di alto rischio, in areni aree dove la popolazione è priva di tutto e sfavorita. , vengono in aiuto degli esclusi ed offrano a loro la prospettiva di una vita migliore attraverso l’educazione, Gli insegnanti sono anche indispensabili per assicurare una ricostruzione e una crescita durevole nelle situazioni di urgenza e dopo i conflitti . HaIti, il terremoto devastante che ha schiacciato il paese nel gennaio scorso, è costato la vita a 38.ooo studenti e 1300 professori e personale impegnato nell’educazione. In Pakistan, secondo le stime dell’ONU, i 20 milioni di persone colpite dalle inondazioni sono per la metà bambini. Fino dall’inizio la riattivazione del sistema educativo ha costituito una priorità negli interventi umanitari e nelle operazioni per la ripresa di questi due paesi. Noi rendiamo onore in particolare alla memoria e all’impegno degli insegnanti che hanno perso la vita in situazioni di urgenza.

Gli insegnanti assicurano la continuità, portando conforto talvolta durante e dopo le catastrofi naturali ed altre situazioni di crisi. Ridonando speranza nell’avvenire, ricostituendo una strutturae un sentimento di normalità, li aiutano ad attenuare gli effetti dei conflitti, delle catastrofi e degli spostamenti delle popolazioni dal loro ambiente. Essi offrono un appoggio  psicosociale indispensabile, aiutando i bambini e iu giovani a superare il trauma di scene di estrema violenza o della distruzione della loro casa, della perdita di membri della loro famiglia. Sostenere gli insegnanti nelle situazioni di post conflitto significa investire nella pace e nello sviluppo.

Mentre molti governi stanno facendo ogni sforzo per tutelare i cosati dell’educazione , il lavoro degli insegnanti,  e di garantire i salari e condizioni decenti dell’insegnamento e dell’apprendimento, siamo nondimeno  molto preoccupati per il probabile impatto della crisi economica mondiale sulla professione insegnante. Catalizzatore della crescita e dello sviluppo umano, l’educazione costituirà una leva per il raggiungimento dei fini del Millennio per lo sviluppo (MDGs) e di quelli dell’Educazione per Tutti (EFA) .Ma senza un numero sufficiente di insegnanti ben formati e motivati, corriamo il rischio di non mantenere le promesse fatte dieci anni fa ai bambini e ai giovani del mondo intero in occasione del Forum mondiale sull’educazione: in effetti gli insegnanti sono proprio nel cuore del sistema educativo.

In questa Giornata degli insegnanti, noi chiediamo che ala Raccomandazione dell’OIT/UNESCO concernente la condizione del personale insegnante ( adottata il 5 ottobre del 1966) e la Raccomandazione dell’UNESCO del 1997, concernente la condizione del personale insegnante dell’insegnamento superiore siano tutte due messe in atto . La forza morale di questa Raccomandazioni è oggi più attuale che mai. La mancanza di considerazione, la bassa remunerazione, le cattive condizioni di lavorocostituiuscono una minaccia ai diritti stessi degli insegnanti , scoraggiando giovani di talento dall’intraprendere questa professione e rimanervi. E’ necessario porvi rimedio perché, secondo le stime, il mondo ha bisogno di circa 10.3 milioni di nuovi insegnanti per4 essere in condizione di raggiungere, di qui all’anno 2015, gli obiettivi educativi convenuti a livello internazionale.

La qualità della formazione degli insegnanti è altrettanto importante. Professori  con buona formazione e adeguatamente pagati sono meglio in condizione di offrire un  buon insegnamento di promuovere attivamente i valori civici, la pace, e il dialogo interculturale. Noi sollecitiamo dunque i Governi a continuare ad investire nelle politiche e nei programmi nazionali che consentano la formazione degli insegnanti, il loro inserimento e incentivi tali che gli insegnanti rimangano  e progrediscano nella professione. Allo stesso tempo esortiamo in partner dello sviluppo a portare il loro appoggio ai governi, in particolare a quelli di paesi  in sviluppo che sono determinati a investire nella formazione degli insegnanti

Chiediamo anche che siano consentiti maggiori sforzi e e siano messe in atto strutture di dialogo sociale che diano voce agli insegnanti nel  momento in cui vengono prese decisioni attraverso le loro organizzazioni democraticamente elette. Se gli insegnanti non portano il loro contributo alle riforma educati veci sono poche possibilità che siano raggiunti gli obiettivi posti dai programmi di ricostruzione.

Nella Giornata Mondiale degli insegnanti facciamo appello ai governi, alle comunità, alle istituzioni nazionali e internazionali in tutto il mondo perché rinnovino il loro impegno verso gli insegnanti, in particolare nei paesi più poveri in quelli colpiti de conflitti o disastri naturali. La ricostruzione passa attraverso gli insegnanti. Il modo migliore per rendere loro omaggio consiste nell’offrire loro condizioni di lavoro decenti affinché possano compiere la loro missione:che è quella di preparare i giovani a divenire cittadini responsabili, e, dotati delle conoscenze e delle competenze necessarie per costruire un futuro sostenibile.

Commenti

Non ci sono commenti a questo articolo

> Vedi tutti i commenti
> Commenta questo articolo
1 · 2 · »
ADL via Alta Luparia, 5 14040 Vinchio (AT) - P.IVA. 91006490055 Valid XHTML / CSS - By emZED.it & Wiz