Ricorsi elettoriali
Di Laurana Lajolo
Il tribunale di Asti, in collaborazione con gli altri enti interessati, ha dimostrato alle istituzioni delle altre province che l’avvio del riconteggio dei voti non è una cosa difficile, anche se manca la chiarezza di chi paga.
Qui gli enti hanno trovato l’accordo, facendo ciascuno la sua parte per prelevare le schede e sorvegliarle e fare di nuovo lo spoglio in un tempo molto limitato.
Basta mettere in atto le regole e il buon senso, che il filosofo Cartesio nel Seicento sosteneva essere la cosa meglio distribuita. Ma mi sembra fosse troppo ottimista.
Sono molto contenta che Asti sia stata la prima a dare prova di efficienza e di serietà. E’ una buona notizia in mezzo a un mare di situazioni difficili che vive la nostra città.
E la mia soddisfazione non sta nel risultato che si verificherà riguardo alla questione della validità dei voti, ma sta nel fatto che si rispetti la legge e una sentenza del tribunale. Al di fuori di dichiarazioni altisonanti e di slogan, qualcuno sta compiendo il suo dovere, senza vanto, semplicemente facendo seriamente il proprio lavoro.
In un momento in cui tutto sembra vacillare, mentre i vignaioli scendono in piazza, gli operai della Waya stanno in una tenda, il commercio al minuto stenta, gli insegnanti sono senza scuola nella nostra provincia viene rispettata la Legge.
Pubblicato da: Redazione il 09/09/2010
in: Punti di vista
Tags: politica, leggi , ricorsi elettorali
RICORSI ELETTORALI/RADICALI:
Dichiarazione degli esponenti radicali Salvatore Grizzanti, Giulio Manfredi e Igor Boni:
PROCACCI, L’ “AVVOCATO DI SFONDAMENTO” DI COTA, ABBIA LA DECENZA DI DIMETTERSI DAL CORECOM. E IL PRESIDENTE CATTANEO DEVE CONTESTARGLI L’INCOMPATIBILITA’.
Diciassette anni fa la Lega Nord organizzò fiaccolate per richiedere il riconteggio dei voti delle elezioni comunali di Torino (e allora il TAR accollò le spese al Comune); tre mesi fa la Lega Nord (assieme al PDL, ormai succube dei leghisti) ha organizzato una fiaccolata per fare pressioni sui giudici del TAR; ieri l’avvocato leghista Luca Procacci, assieme ad altri, ha attuato un vero e proprio ostruzionismo per ostacolare e rallentare le operazioni di riconteggio al Tribunale di Asti.
Lasciamo ai cittadini piemontesi il giudizio su tali comportamenti, che rilevano un grande nervosismo da parte del centrodestra. Come giustificare, d’altronde, la sua posizione? Nei bar di paese, quando i giocatori di carte si accorgono che fra di loro c’è un baro, fermano il gioco, buttano fuori dal locale il baro a calci in culo (per usare un linguaggio che piacerebbe ai leghisti), poi rifanno la partita. Quello che vale per il gioco di carte, a maggior ragione dovrebbe valere per le elezioni regionali (dove i “bari” Deodato Scanderebech e Michele Giovine, seppur scoperti, sono rispettivamente in Parlamento e in Consiglio Regionale).
E chi fa ostruzionismo per conto del centrodestra non dovrebbe far parte di un organismo regionale di controllo. L’ “avvocato di sfondamento” di Cota, Luca Procacci, è componente del Corecom (Comitato Regionale per le Comunicazioni del Piemonte) dal 17 giugno 2008. La legge istitutiva del Corecom (L. R. n. 1 del 7 gennaio 2001, art. 3) prevede che i suoi componenti siano “scelti tra persone che diano garanzia di assoluta indipendenza sia dal sistema politico istituzionale che dal sistema degli interessi di settore nel campo delle telecomunicazioni …”.Sono incompatibili con la carica i “titolari di rapporti di consulenza e collaborazione professionale retribuita con i soggetti sopra indicati (fra cui la Giunta Regionale).”.
L’ostruzionismo di Procacci è pagato dalla Regione Piemonte, cioè da tutti i cittadini piemontesi. E, inoltre, in quanto componente del Corecom, gli spetta “un'indennità mensile di funzione per dodici mensilità, il cui importo è stabilito con deliberazione del Consiglio regionale, con riferimento all'indennità mensile lorda spettante ai Consiglieri regionali”.
Prima della pausa estiva avevamo richiesto le dimissioni di Procacci dal Corecom, anche con un sit-in sotto il Consiglio Regionale in occasione di un convegno in cui Procacci era relatore; in tale occasione, Procacci non si presentò. Anche il consigliere regionale del PD Ronzani aveva posto il problema.
Ora chiediamo a tutti i gruppi del centrosinistra presenti in Consiglio Regionale e ai consiglieri del Movimento Cinque Stelle di prendere posizione, unendosi alla nostra richiesta al Presidente del Consiglio Regionale, Valerio Cattaneo, di contestare a Procacci la sua incompatibilità manifesta, come previsto dalla legge (art. 5).
Torino, 8 settembre 2010
Grizzanti (347/8948034)
http://www.consiglioregionale.piemonte.it/corecom/curriculum/procaccil.htm















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