Il futuro non è fantascienza
Conferenze pop alla fine dell'universo 2-16-30 giugno 2011 - Teatro Civico “Cruton” di Vaglio Serra (At)
Se c'è un centro luminoso nell'universo, questo è il luogo che ne è più lontano.
Luke Skywalker
Per due gocce d'acqua... non sarà mica la fine del mondo!
Noè
Giovedì 2 giugno, ore 21
Nucleare, petrolio, fonti alternative. Quanta energia ci rimane?
Ne parliamo con Piero Bianucci (FOTO), giornalista de La Stampa, divulgatore scientifico e fondatore di Tuttoscienze.
>> Vedi la biografia
Giovedì 16 giugno, ore 21
2012: paura, leggende e altre distrazioni di massa
Ne parliamo con Danilo Arona, scrittore e divulgatore sui temi del soprannaturale e Paolo Toselli, giornalista di Focus ed esperto di leggende contemporanee.
Giovedì 30 giugno, ore 21
L'Occidente annaspa, il Nordafrica brucia, la guerra continua
Ne parliamo con Sergio Grea, scrittore, docente universitario ed ex dirigente nel settore petrolifero.
Gli incontri sono moderati da Fulvio Gatti, giornalista, assessore alla cultura.
Interviene Davide Mana, ricercatore e blogger.
Informazioni: 0141-732024 – 328-5397487
vaglio.cultura@yahoo.it
ilgattomihamangiatoilibri.wordpress.com
Appello delle donne in nero della rete italiana
Per il ritiro delle truppe dall'Afghanistan
Ci facciamo portavoce dell'appello delle donne in nero di Alba per il ritiro delle truppe italiane dall'Afghanistan...e in generale per dire no ai nuovi fronti di guerra l'invito è di farlo girare...in allegato trovate l'appello che verrà presentato tramite l'Ufficio della Pace di Alba al Consiglio Comunale si può aderire come gruppo ( se fate parte di qualche associazione o gruppo ) o personalmente ( si può firmare presso la Libreria La Torre di Alba.
"Il coinvolgimento dell’Italia nell’intervento militare in Afghanistan inizia alla fine del 2001con l’adesione alla missione ISAF col carattere di “assistenza alla sicurezza” e l’invio di 350 militari.
Avrebbe dovuto durare “almeno 6 mesi” e costare “qualche decina di miliardi di lire” secondo l’allora Ministro della Difesa Martino.
A distanza di quasi 10 anni siamo passati da missione di “peacekeeping “ a missione di guerra, dalla guida Onu a quella della Nato con un colpo di mano nel 2003, dall’armamento leggero a quello di assalto, da “regole d’ingaggio leggere” a regole sempre più pesanti, dai 350 militari iniziali ai 1000 del 2003 fino ai 3900 del 2010 e agli oltre 4000 dei prossimi mesi.
Dall’inizio della missione il costo complessivo è stato di 3 miliardi e 100 milioni di euro, e continua al costo di 65 milioni di euro al mese.
A fronte dei tagli feroci a scuola, cultura, ricerca, sanità, Enti Locali, ambiente, l’unico settore in cui non si stringe la cinghia è quello delle spese militari.
Dal 2006 vi è stato un aumento delle spese militari del 28% e per il 2011 è previsto un ulteriore aumento dell’8,4%. A questo si aggiungono i fondi per il Ministero dello Sviluppo, ma destinato ai nuovi sistemi d’arma, ai quali si sommano 1,5 miliardi di euro per le missioni militari all’estero.
La cifra totale raggiunge quindi i 24,3 miliardi di euro. Tra i progetti finanziati c’è anche l’acquisto di 131 cacciabombardieri F35 al costo di 16 miliardi di euro e quello di dieci fregate al costo di 5,6 miliardi di euro.
Perciò quella che continua ad essere camuffata come “missione di pace”è in realtà una vera missione di guerra, la cui fine viene sempre procrastinata e i cui veri obiettivi emergono sempre più chiaramente.
Chiediamo a tutte e a tutti di collaborare per individuare un percorso condiviso con l’obiettivo del ritiro delle truppe italiane e di tutte le truppe dall’Afghanistan e il cambiamento della politica estera italiana, che preveda finalmente l’inizio di una vera ricostruzione di quel paese martoriato."
Scarica l'intero appello nel file allegato, aderisci e diffondilo!
Pubblicato da: Redazione il 06/04/2011
in: Nuovomondo
Tags: guerra
Scarica il documento PDF allegato
“La guerra non si può umanizzare, si può solo abolire.” Albert Einstein
2 Aprile 2011 Giornata di mobilitazione nazionale
Ancora una volta i governanti hanno scelto la guerra.
Gheddafi ha scelto la guerra contro i propri cittadini e i migranti che attraversano la Libia.
E il nostro Paese ha scelto la guerra "contro Gheddafi": ci viene presentata, ancora una volta, come umanitaria, inevitabile,
necessaria.
Nessuna guerra può essere umanitaria. La guerra è sempre stata distruzione di pezzi di umanità, uccisione di nostri simili. Ogni "guerra umanitaria" è in realtà un crimine contro l'umanità.
Se si vuole difendere i diritti umani, l'unica strada per farlo è che tutte le parti si impegnino a cessare il fuoco, a fermare la guerra, la violenza, la repressione.
Nessuna guerra è inevitabile. Le guerre appaiono a un certo punto inevitabili solo quando non si è fatto nulla per prevenirle. Appaiono inevitabili a chi per anni ha ignorato le violazioni dei diritti, a chi si è arricchito sul traffico di armi, a chi ha negato la dignità dei popoli e la giustizia sociale. Appaiono inevitabili a chi le guerre le ha preparate.
Nessuna guerra è necessaria. La guerra è sempre una scelta, non una necessità. E' la scelta
assurda di uccidere, che esalta la violenza, la diffonde, la amplifica, che genera "cultura di
guerra".
“Questa é dunque la domanda che vi poniamo, chiara, terribile, alla quale non ci si può
sottrarre: dobbiamo porre fine alla razza umana o deve l'umanità rinunciare alla guerra?”
Dal Manifesto di Russell-Einstein, 1955:
Perché l'utopia diventi progetto, dobbiamo innanzitutto imparare a pensare escludendo la
guerra dal nostro orizzonte culturale e politico. Insieme a tutti i cittadini vittime della guerra,
della violenza, della repressione, che lottano per i diritti e la democrazia.
“La guerra non si può umanizzare, si può solo abolire.” - Albert Einstein
Primi firmatari:
Gino Strada, Carlo Rubbia, Luigi Ciotti, Renzo Piano, Maurizio Landini,
Massimiliano Fuksas, Luisa Morgantini.
Per aderire all’appello: http://www.dueaprile.it/index.php
... c’è poco tempo: prima di ogni cosa passaparola!
Pubblicato da: Redazione il 31/03/2011
in: Diritti e Rovesci
Tags: accolti o respinti , guerra , politica, leggi
Da leggere... e meditare
Lettera aperta di un operatore Emergency in Afghanistan sul rifinanziamento della missione militare italiana
Due milioni di euro al giorno il costo della missione militare italiana in Afghanistan. E' questo l'ultimo rifinanziamento della guerra approvato per ora dalla Camera dei Deputati, verosimilmente composta da persone che probabilmente non sanno nemmeno con quali Stati confina l'Afghanistan o se sia bagnato dal mare.
Due milioni è anche il costo annuo di un ospedale di Emergency in Afghanistan (ce ne sono tre: a Kabul, ad Anabah e a Lashkargah). In un anno, con gli stessi soldi spesi dall'Italia per la guerra, si potrebbero far funzionare trecentosessantacinque ospedali, tutti di alto livello e completamente gratuiti per la popolazione. Con quei soldi, forse si potrebbe passare alla storia per aver cambiato il destino di un Paese.
L'Italia, con i suoi due milioni di euro al giorno, non passerà alla storia: questa scelta verrà probabilmente ricordata, un giorno, solo come un errore, una violazione dell'articolo 11 della Costituzione, qualcosa che si poteva evitare. Forse in questo sta la differenza tra la civiltà e l'ignoranza: saper spendere i soldi nel modo giusto.
Le organizzazione internazionali, Banca Mondiale in testa, riservano ogni anno alla sanità afgana cinque dollari a persona. Tradotto in numeri, significa che una provincia di centomila abitanti riceve 500 mila dollari all'anno per l'intera gestione della sanità: con quei soldi può esistere solo una sanità di base, molto di base.
Un ospedale Emergency copre un bacino all'incirca di quelle dimensioni, ma vi destina uno stanziamento quattro volte maggiore. E occorre ricordare che, a causa della guerra, lo Stato afgano dipende integralmente dai fondi internazionali per i propri servizi essenziali.
Non c'è polemica. C'è disincanto.
C'è il sorriso di un bambino che ha illuminato la mia giornata. Un soffio di sfortuna gli ha portato via una mano: agita il braccio come se ancora volesse utilizzare l'anima dell'arto perduto. Lo osservo. Mi risponde con un sorriso, con occhi immensi, lucentissimi.
Per un attimo vedo, riflesso attraverso i suoi occhi, il mondo visto da un ragazzino. Con la stessa ingenuità, la stessa incomprensione degli stupidi atti da adulti. Il mondo è perfetto a quell'età, anche se la stupidità degli adulti ti ha privato di una mano.
Alessandro Ingaria


















Commenti
Non ci sono commenti a questo articolo> Vedi tutti i commenti
> Commenta questo articolo