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NO all'impianto di San Marzanotto

di Fiammetta Mussio, giornalista La Stampa

NO all'impianto di San Marzanotto

Non si farà l’impianto di biogas a Belangero. Lo stop è ufficiale: la Conferenza dei servizi della Provincia ha respinto il mega progetto presentato dalla societa' agricola «Valle Tanaro Energy», un gruppo di imprenditori agricoli disposti ad investire quasi 5 milioni di euro per produrre energia elettrica da biomasse agricole (trinciati di cereali e liquami animali). Molti i pareri negativi: dall’Asl all’Arpa, fino al Comune, i tecnici segnalano l’inadeguatezza del sito per «incompatibilità e carenze progettuali». L’iniziativa aveva sollevato un coro di proteste, assemblee e petizioni: cittadini e amministratori di San Marzanotto, Mongardino, Isola e Revigliasco che criticavano la scelta inadeguata del sito, un paio di ettari in bella vista sotto il castello di Belangero. Mesi di discussioni e battibecchi: ora, la Conferenza ha dato loro ragione. «Siamo stati ascoltati - commenta Monica Gentile, tra i promotori del Comitato spontaneo - i tecnici hanno esaminato a fondo il progetto, avvalorando molte delle osservazioni da noi presentate: dal rischio idrogeologico alla qualità dell’aria, fino all’impatto paesaggistico».
Anche Carlo Sabbione, presidente della Circoscrizione, interviene sulla vicenda: «Avevamo espresso parere negativo: oggi, sono confermate le nostre perplessità. Tiriamo un sospiro di sollievo». Annuncia che oggi, ci sarà un incontro in municipio con l’assessore all’Ambiente Diego Zavattaro, più volte presente alle riunioni con il collega della Provincia Pierfranco Ferraris: «Chiederemo - annuncia Sabbione - un impegno dell’Amministrazione a vincolare certe aree perché non si ripetano episodi analoghi». E martedì sera, al castello di Isola Villa, il neo assessore regionale all’Ambiente Roberto Ravanello riceverà i plichi di firme raccolte per chiedere la dichiarazione d’interesse pubblico del paesaggio. L’iniziativa, partita da San Marzanotto, con partner l’Osservatorio del paesaggio, è stata condivisa anche dai Comuni di Isola e Canelli.
Il «no» all’impianto di biogas ha un eco nel Nord Astigiano: anche a Scandeluzza, si protesta contro un progetto di grandi dimensioni. Dovrebbe sorgere nella valle, in località Noceto. La competenza non è della Provincia, ma del Comune di Montiglio. C’è già stato un vivace Consiglio aperto, ma le perplessità restano: «Siamo tutti d’accordo a produrre energie alternative - ribadisce Francesco Mattioli, pro sindaco di Scandeluzza - ma occorre individuare aree adatte per la costruzione di questi impianti. Non si può rovinare il paesaggio con la scusa di produrre bio energia. Il turismo non fa rima con puzze e deturpazione».

ULTIMI AGGIORNAMENTI DEL DOSSIER:

>> Verbale Conferenza dei Servizi 15/06/2010
Provincia di Asti

>> Verbale Conferenza dei Servizi 16/03/2010
Provincia di Asti

>> Osservazioni Conferenza dei servizi del 8/04/2010
Provincia di Asti Servizio Ambiente

>> Clicca per vedere tutti gli articoli del dossier

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Dossier sul fotovoltaico

Raccolta dei documenti pubblicati sull'argomento su cultureincontri.it

Dossier sul fotovoltaico

>> Osservazioni al PIANO ENERGETICO PROVINCIALE Proposto dal Servizio Ambiente della Provincia di Asti.
A cura della CONSULTA DELLE ORGANIZZAZIONI AMBIENTALISTE della provincia di Asti

>> A Savigliano (Cuneo) il Tar dà l'ok allo stop al fotovoltaico a terra
"osare" si può ...

>> Incisa Scapaccino
interpellanza sul consumo di terreno fertile destinato all’agricoltura determinato dalla installazione di pannelli fotovoltaici

>> Mozione fotovoltaico
Dal Salone Internazionale del libro

>> Le ferite mortali alle colline
Di Laurana Lajolo

Pubblicato da: Redazione il 25/06/2010

in: Terra Aria Acqua Fuoco

Tags: energia , fotovoltaico , paesaggio

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Inceneritore: sempre attuale

Di Marisa Valente, presidente Consulta ambientalista

Inceneritore: sempre attuale

" Siamo le 22 Organizzazioni della Consulta Ambientalista della provincia di Asti.
Con vivo rincrescimento apprendiamo dai giornali che l’argomento inceneritore è sempre attuale.
Ricordiamo che non si tratta di un termovalorizzatore: non valorizza alcunché, brucia invece materia prima seconda.
Il termine non esiste negli altri paesi, ma è di recente invenzione squisitamente italiana tant’è che fino a poco tempo fa il termine non esisteva sui dizionari e al cancello dell’impianto di Brescia si legge: ”inceneritore”.

I cittadini astigiani, all’avanguardia sui temi ambientali, sono promotori di nuove prospettive legate a concetti di democrazia partecipata, biodiversità indispensabile alla nostra sopravvivenza presente e futura, sviluppo e progresso strettamente correlati a tutela e custodia di ambiente, agricoltura e salute di tutti.
Comprendiamo le preoccupazioni in merito a possibili emergenze, ma i dati sulla raccolta differenziata confermano che gli astigiani sono anche attivi e concreti su questo argomento e possono migliorare e influire su coloro che ancora non ne hanno colto l’importanza, soprattutto con il supporto della pubblica amministrazione .

Spesso ci sono materiali destinati alla discarica che sono smaltiti erroneamente nella raccolta differenziata e considerati impurità penalizzando le entrate di GAIA. Sovente non è indicato chiaramente sulla confezione di che materiale è costituita e come va smaltita, a parte una generica immagine che invita a buttarla in un cestino.
Non possiamo accettare di credere che ci sia la volontà di lasciare insoluto questo problema per avere del materiale di elevato valore termico da incenerire.
Quindi urge, e chiediamo all’Amm. Provinciale di farsene carico presso il Governo Centrale, che sia subito imposto ai produttori senza le solite proroghe di:
1) dichiarare la composizione dell’imballo e come si smaltisce,
2) ridurre gli imballi e non utilizzare più materiali non differenziabili, magari con premi nell’immediato e successive sanzioni nel giro di pochi mesi, nonché agevolazioni ai produttori degli stessi perché possano diversificare rapidamente le produzioni.
Ricordiamo l’appello di aiuto lanciato dalla popolazione di Torino dove sta per essere costruito l’inceneritore del Gerbido, che invita al presidio davanti al Comune di Torino per il giorno lunedì 14 giugno h 16.30-19.30.
Un centinaio di chilometri di distanza non ci mettono al sicuro dai noti rischi più volte esposti dagli esperti in convegni e pubblicazioni."

Pubblicato da: Redazione il 24/06/2010

in: Terra Aria Acqua Fuoco

Tags: energia , paesaggio

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Osservazioni al PIANO ENERGETICO PROVINCIALE Proposto dal Servizio Ambiente della Provincia di Asti.

A cura della CONSULTA DELLE ORGANIZZAZIONI AMBIENTALISTE della provincia di Asti

Osservazioni al PIANO ENERGETICO PROVINCIALE  Proposto dal Servizio Ambiente della Provincia di Asti.

Le osservazioni della Consulta ambientalista al Piano energetico provinciale richiedono dati più attendibili sulla proiezione della domanda futura di bisogni di energia, di cui manca ogni riferimento. poiché l’impiantistica ha una durata di decenni. Inoltre sottolinea anche che non è corretto dichiarare che la produzione di energia da fonte solare ha come conseguenza diretta la mancata emissione di Co2.
In particolare si sottolinea che il bilancio delle emissioni non e’ corretto, se si considerano gli impianti fotovoltaici a terra, poiché sottraggono suolo fertile a verde, potenzialmente utile per il riassorbimento di una parte della co2 emessa per la produzione di energia termoelettrica da fonti fossili.

>> Scarica l'intero documento in allegato

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Il gigante a biogas

DOSSIER IMPIANTO BIOGAS A S. MARZANOTTO

Il gigante a biogas

A S. Marzanotto, frazione di Asti, ancora conservata nel suo paesaggio con un panorama da mozzafiato sulla città e sul Tanaro fino alle Alpi, si vuole costruire da parte di due imprenditori agricoli, interessati ai contributi ministeriali, un maxi impianto a biogas alimentato da liquami animali sotto al Castello di Belangero del XII secolo e a pochi metri dalle case.
La popolazione di S. Marzanotto e dei comuni vicini, Mongardino e Isola d’Asti, è fermamente contraria al progetto e ha fatto osservazioni tecniche e proposte paesaggistiche. La decisione non è ancora stata presa dagli organi competenti e noi offriamo nel DOSSIER S. MARZANOTTO gli elementi di valutazione e i documenti prodotti e ne daremo gli aggiornamenti

ULTIMI AGGIORNAMENTI:

>>
NO all'impianto di San Marzanotto
di Fiammetta Mussio, giornalista La Stampa

>> Verbale Conferenza dei Servizi 15/06/2010
Provincia di Asti

>> Verbale Conferenza dei Servizi 16/03/2010
Provincia di Asti

>> Osservazioni Conferenza dei servizi del 8/04/2010
Provincia di Asti Servizio Ambiente


Clicca per leggere i singoli articoli del dossier

>> Osservazioni su progetto di produzione di energia da biogas 8/04/2010
Provincia di Asti Servizio Agricoltura Ufficio Sviluppo Agricolo

>> Progetto della società agricola “S. Marzanotto Energy”
di Fiammetta Mussio, giornalista de La Stampa

Commento: >> Centrali elettriche a biomasse: utili o dannose?
Di Giuseppe Ratti, ingegnere

>> Interessi di privati e interessi della popolazione: l’assemblea di S. Marzanotto
di Fiammetta Mussio, giornalista La Stampa

>> Anche Mongardino contro il gigante biogas
di Fiammetta Mussio, giornalista de La Stampa

>> Osservazioni del Comitato di Belangero

>> Osservazioni di natura idrogeologica
Prof. Renato Nervo, geologo

>> Osservazioni all'impianto a biogas
Osservatorio del Paesaggio

>> Conferenza dei servizi 16-02-2010 sull’impianto a biogas di S. Marzanotto
Pareri degli enti partecipanti

>> Notizie storiche su San Marzanotto
A cura di Agnese Argenta

>> La disciplina del PRG sugli indici di edificabilità
di Augusta Mazzarolli, urbanista

>> S. Marzanotto-Belangero nel Piano Paesaggisico Regionale
di Erildo Ferro, Osservatorio del Paesaggio

>> Comunicato stampa Dichiarazione

>> "Non è la valle dell'Eden" intervista al titolare dell'impianto
di Fiammetta Mussio, gionalista de "La Stampa"

>> Il panorama di San Marzanotto
Fotogallery

Clicca sull'immagine qui sotto per vedere la planimetria del progetto di impianto a biogas oppure scarica il .pdf allegato per averla in scala 1:250

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A Savigliano (Cuneo) il Tar dà l'ok allo stop al fotovoltaico a terra

"osare" si può ...

A Savigliano (Cuneo) il Tar dà l'ok allo stop al fotovoltaico a terra

Il Tar ha confermato il 20 Maggio, in prima sentenza, la legittimità della delibera adottata dal Comune di Savigliano, con cui si regolamentava l'autorizzazione di nuovi impianti su terreni agricoli (prima e seconda fascia) escludendo quelli superiori ai 200 KW e i progetti con più di un impianto per azienda.
Pare una risposta (sensata) che indirizza le volontà di migliaia di Comuni italiani ad impedire che il corretto cammino verso la sostenibilità possa - all'opposto - favorire la perdita di terreni fertili.
E dimostra come, con un po' di "coraggio", le amministrazioni comunali possano assumere decisioni apparentemente contrarie alle leggi nazionali allo scopo di tutelare i propri territori.
Dunque, "osare" si può ...
Un nuovo tassello per la nostra campagna nazionale "Sì al fotovoltaico, ma non su terreni liberi" !
Intanto, a Savigliano il "nodo locale" del Movimento Stop al Consumo di Territorio sta promuovendo la costituzione di un Gruppo di Acquisto "fotovoltaico" basato sulle esperienze di "Solare Collettivo" e dei GAS.

Cambiare gli stili di vita individuali e trasformare le leggi imperfette: ecco gli obiettivi del nostro lavoro ...

Pubblicato da: Redazione il 24/05/2010

in: Terra Aria Acqua Fuoco

Tags: energia , fotovoltaico

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