TEST: Calcola la tua impronta ecologica...
Dalla redazione di AltritAsti
Vi siete mai chiesti quanto “pesa” sulla capacità naturale del nostro pianeta di rigenerarsi il vostro comportamento di vita e di consumo ? Cioè: vi siete mai chiesti se il vostro modello quotidiano contribuisce (e in che misura) a peggiorare le sorti della nostra sempre più malconcia Terra ? Provate a fare questo semplice controllo sotto forma di test …
GAS LoLa, il Gruppo di Acquisto Solidale di Loreto/Lambrate (Milano) ha recentemente messo a punto un "metodo" per consentire a tutti di studiare il proprio comportamento nei consumi, con l'aiuto di Stefano Caserini del Politecnico di Milano e del Nodo di Lodi della Rete Lilliput.
Il metodo qui proposto, semplificato di proposito per facilitarne l'uso, permette di calcolare una parte rilevante dell'impronta ecologica personale.
Il lavoro è stato realizzato basandosi sui dati proposti in strumenti più complessi e considerando le voci più comuni, di più facile determinazione, che generalmente forniscono il contributo principale all'impronta ecologica.
Non la stima "esatta" quindi della nostra impronta, ma una stima per difetto che possa comunque essere un'utile base per capire come iniziare a ridurla.
>> Lo schema lo trovate a questo link: http://www.gaslola.org/impronta_ecologica.php
(Vedi l'articolo originale su Altritasti.it)
Referendum ad Asti
di Gianfranco Monaca
L’effetto referendum si sta facendo sentire anche ad Asti, un angolo di questa piccola periferia dell’Impero in cui le maggioranze tradizionalmente sicure di sé si sono trovate improvvisamente in minoranza.
Hanno scoperto che quei “quattro gatti” che “non fanno un cazzo” (chiedo scusa, ho citato uno statista importante come Straquadanio) e che sono “l’Italia peggiore” (citando il ministro Brunetta) si identificano con il 95 (novantacinque) per cento degli elettori.
Le bandiere arcobaleno insieme con quelle azzurre del “SI all’acqua di tutti” e a quelle gialle del “SI allo stop del nucleare”, apparse nelle piccole manifestazioni autoconvocate, nei banchetti per la raccolta delle firme, alle finestre delle “poche teste calde che non hanno altro da pensare” e che si permettono di ostacolare con i loro odiosissimi sit-in la marcia trionfale delle ruspe per la patriottica conquista dell’autorizzazione a procedere nella demolizione del verde pubblico, tutto ciò ha fatto saltare i nervi ai soliti padroni del vapore.
Una cosa inaspettata, poi è stato l’abbinamento fra queste bandiere e il tricolore nazionale, spesso considerato proprietà privata dei professionisti del patriottismo.
Scandalo degli scandali, infine, scoprire che questa “Italia peggiore” qualche volta si trovi d’accordo con le minoranze di associazioni combattentistiche e d’arma da sempre considerate al di sopra di ogni sospetto.
Evidentemente si è aperta una crepa preoccupante e non c’è da stupirsi se i referendum sono visti con scarsa simpatia da quelli che preferiscono la trattativa privata, le conoscenze personali, le influenze lobbistiche, le manovre sottintese.
Quando poi qualche faccendiere d’alto bordo finisce in gattabuia, ecco il complotto delle toghe rosse. Persino l’Altare non garantisce più di sostenere il Trono, e questo è davvero inaudito.
Non funziona più, si è rotta la macchinetta.
Schiere di specialisti si affolleranno ancora attorno al rudere per rianimarlo, ma probabilmente non potranno fare altro che mummificarlo. Ma neppure i mausolei, oggi, hanno vita lunga.
Pubblicato da: Redazione il 16/06/2011
in: Diritti e Rovesci
Tags: acqua , asti, cultura , costituzione , energia , informazione , politica, leggi
Quesiti astrusi, ma sostanza chiara
Di Laurana Lajolo
Il primo articolo della Costituzione ci dice che il popolo non è un gregge che segue il montone-capo, come lo evocano alcuni politici, ma è formato dall’insieme dei cittadini.
Nelle ultime elezioni gli elettori hanno mandato messaggi molto importanti ai rappresentanti politici e hanno indicato la necessità di cambiare il modo di fare politica.
Questo mi sembra il risultato più importante: una nuova manifestazione di cittadinanza, di partecipazione popolare e un nuovo protagonismo giovanile. Tra pochi giorni tutti i cittadini italiani hanno il diritto, ma anche il dovere civico, di votare sul nucleare e sull’acqua pubblica, quesiti essenziali per la vita nostra e dei nostri figli, oltre che sul legittimo impedimento per chi governa così da rinviare il giudizio penale. Come si fa oggi decidere di costruire ancora centrali nucleari dopo disastri terribili e enormi irrimediabili?
Come si può lasciare che gestori privati facciano i loro affari con l’acqua, bene pubblico per eccellenza?
Come si può contraddire l’art. 3 della Costituzione che dice che tutti i cittadini sono eguali davanti alla legge?
I quesiti sono scritti in termini astrusi, ma la loro sostanza è molto chiara e spetta ai cittadini decidere di cambiare i provvedimenti approvati dal Parlamento per evitare gravi conseguenze per noi e i nostri figli.
Pubblicato da: Redazione il 08/06/2011
in: Punti di vista
Tags: acqua , costituzione , crisi , diritti , energia , politica, leggi
Il futuro non è fantascienza
Conferenze pop alla fine dell'universo 2-16-30 giugno 2011 - Teatro Civico “Cruton” di Vaglio Serra (At)
Se c'è un centro luminoso nell'universo, questo è il luogo che ne è più lontano.
Luke Skywalker
Per due gocce d'acqua... non sarà mica la fine del mondo!
Noè
Giovedì 2 giugno, ore 21
Nucleare, petrolio, fonti alternative. Quanta energia ci rimane?
Ne parliamo con Piero Bianucci (FOTO), giornalista de La Stampa, divulgatore scientifico e fondatore di Tuttoscienze.
>> Vedi la biografia
Giovedì 16 giugno, ore 21
2012: paura, leggende e altre distrazioni di massa
Ne parliamo con Danilo Arona, scrittore e divulgatore sui temi del soprannaturale e Paolo Toselli, giornalista di Focus ed esperto di leggende contemporanee.
Giovedì 30 giugno, ore 21
L'Occidente annaspa, il Nordafrica brucia, la guerra continua
Ne parliamo con Sergio Grea, scrittore, docente universitario ed ex dirigente nel settore petrolifero.
Gli incontri sono moderati da Fulvio Gatti, giornalista, assessore alla cultura.
Interviene Davide Mana, ricercatore e blogger.
Informazioni: 0141-732024 – 328-5397487
vaglio.cultura@yahoo.it
ilgattomihamangiatoilibri.wordpress.com
Nucleare - Il problema senza la soluzione
Nuovo spot di Greenpeace Italia
Il nuovo spot di Greenpeace contro il nucleare fa il verso alle pubblicità delle grandi compagnie energetiche, mostrando - con grande chiarezza, toni di voce rassicuranti e ironia - tutte le agghiaccianti verità sull'atomo: le scorie impossibili da smaltire, gli enormi costi, il falso mito dell'indipendenza energetica, i problemi di sicurezza. www.greenpeace.it/stopnucleare
L’equidistanza è uno spot
a cura di Greenpeace Italia
Lo spot lanciato dal Forum Nucleare, con una spesa annunciata di tre milioni di euro, è un esempio di raffinata manipolazione dell’informazione: propina falsità sotto un apparente tono “equidistante” con le posizioni pro e contro rappresentate su una scacchiera.
Ci troviamo di fronte a una comunicazione assai più “ricercata” delle trasmissioni Rai con interventi tutti a favore tranne uno. Ma vediamo come lo spot traveste da “argomento razionale” due evidenti bufale.
>> Leggi tutto sul sito di Greenpeace



















Commenti
Non ci sono commenti a questo articolo> Vedi tutti i commenti
> Commenta questo articolo