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Blog di informazione culturale, turistica, paesaggistica e ambientale a cura dell'Associazione Davide Lajolo
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Indizi sull'arresto del consumo di suolo

di Alessandro Mortarino - AltritAsti

Indizi sull'arresto del consumo di suolo

I segnali si fanno sempre più evidenti e inequivocabili: in Italia la difesa dei suoli liberi dal dilagare incontrollato di cemento e asfalto è diventata una realtà.

E tra breve (pronti a scommetterci) si trasformerà in una priorità, poi in una opportunità economica. E, come spesso accade, in qualche inaspettato effetto collaterale. Perchè ho questa sensazione ? Perchè a Torino il Politecnico ha avviato un master che studia i grattacieli. Ecco il "trucco": le nostre prossime città si estenderanno ancora, ma in altezza e non più in larghezza ...
Fatta la legge, trovato l'inganno ? Staremo a vedere, ma nel frattempo teniamo sotto controllo la situazione. A Torino si sta edificando, dopo anni di roventi polemiche, una torre di 166 metri (un metro in meno della Mole Antonelliana) che ospiterà la sede di tutti gli uffici di Intesa Sanpaolo, progettata da Renzo Piano.
Ora si avvia un master per futuri progettisti di grattacieli.
La Provincia di Torino ha decretato, attraverso il suo recente PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale), che i piani regolatori dei Comuni torinesi non dovranno più prevedere nuove espansioni edilizie ma rivolgersi al recupero dell'esistente.
Se mettiamo assieme gli addendi, il risultato ci porta a capire che torri e grattacieli saranno le chimere del prossimo eldorado edilizio. Solo nelle grandi metropoli ? Beh, di estensione in altezza in fondo ne ha già parlato anche l'assessore all'urbanistica di Asti alla recente presentazione del possibile percorso di revisione del Piano Regolatore Comunale ...
Morale: le città dovrebbero essere progettate per rispondere a bisogni. Dato che ci sono (già oggi) molte più case che residenti, qual'è il vero bisogno: costruire altre opportunità (in altezza o in larghezza) oppure ridestinare il costruito non utilizzato a chi (e non sono pochi) non ha una casa ?
Forse potrebbe essere utile suggerire ai nostri Atenei di istituire un master per studiare l'impatto di ecomostri o strutture anti estetiche sul complesso cittadino.
Oppure sulla valorizzazione del "bello".
O, semplicemente, sulle (millenarie) azioni agronomiche necessarie per restituire parziale fertilità ai terreni bonificati da inutile cemento.

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Pubblicato da: Redazione il 22/02/2012

in: Terra Aria Acqua Fuoco

Tags: dossier ambiente , paesaggio

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Incenerimento dei rifiuti

Dossier di studio sull'inceneratore

Incenerimento dei rifiuti

Pubblichiamo uno studio sull'inceneratore, definito in modo fuorviante come termovalorizzatore, che l'ing. Luigi Sardi ha predisposto per la Consulta delle organizzazioni ambientaliste della Provincia di Asti. Lo studio, molto documentato e articolato in modo chiaro e semplice, fornisce una serie di dati inconfutabili sulla pericolosità di quel tipo di impianti e smaschera molte informazioni distorte che circolano sull'argomento.

Mettiamo quindi a disposizione l'intero dossier nel file allegato.

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TEST: Calcola la tua impronta ecologica...

Dalla redazione di AltritAsti

TEST: Calcola la tua impronta ecologica...

Vi siete mai chiesti quanto “pesa” sulla capacità naturale del nostro pianeta di rigenerarsi il vostro comportamento di vita e di consumo ? Cioè: vi siete mai chiesti se il vostro modello quotidiano contribuisce (e in che misura) a peggiorare le sorti della nostra sempre più malconcia Terra ? Provate a fare questo semplice controllo sotto forma di test …

GAS LoLa, il Gruppo di Acquisto Solidale di Loreto/Lambrate (Milano) ha recentemente messo a punto un "metodo" per consentire a tutti di studiare il proprio comportamento nei consumi, con l'aiuto di Stefano Caserini del Politecnico di Milano e del Nodo di Lodi della Rete Lilliput.

Il metodo qui proposto, semplificato di proposito per facilitarne l'uso, permette di calcolare una parte rilevante dell'impronta ecologica personale.

Il lavoro è stato realizzato basandosi sui dati proposti in strumenti più complessi e considerando le voci più comuni, di più facile determinazione, che generalmente forniscono il contributo principale all'impronta ecologica.

Non la stima "esatta" quindi della nostra impronta, ma una stima per difetto che possa comunque essere un'utile base per capire come iniziare a ridurla.

>> Lo schema lo trovate a questo link: http://www.gaslola.org/impronta_ecologica.php

(Vedi l'articolo originale su Altritasti.it)

Pubblicato da: Redazione il 05/10/2011

in: Stili di vita

Tags: acqua , dossier ambiente , energia

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In Piemonte il fotovoltaico lo si vuole mantenere selvaggio ...

A cura delle redazione di AltriTasti

In Piemonte il fotovoltaico lo si vuole mantenere selvaggio ...

Una Deliberazione di Giunta della Regione Piemonte individua le aree e i siti non idonei all’installazione di nuovi impianti fotovoltaici a terra.

Secondo il Movimento Stop al Consumo di Territorio si tratta di una decisione insufficiente che consegna ai lobbisti del fotovoltaico “industriale” i terreni ancora fertili del Piemonte, peggiorando di fatto una situazione di sfruttamento senza limiti …

Il Movimento Stop al Consumo di Territorio (a livello tanto nazionale quanto piemontese) è stato protagonista di una specifica campagna di opinione denominata “Sì al fotovoltaico, ma non su terreni liberi”, avviatasi nel Novembre 2009, che si è dimostrata essenziale per smuovere le regolamentazioni generali da parte della Conferenza Unificata Stato/Regioni. A livello regionale abbiamo lungamente interloquito con la precedente amministrazione e con tutte le amministrazioni provinciali al fine di affermare il principio – per noi essenziale – della difesa dei suoli agricoli.

Siamo ora lieti di notare come le scelte dei Legislatori e delle amministrazioni  locali inizino a prendere in autentica considerazione i nostri principi. Purtroppo, però, il Movimento Stop al Consumo di Territorio prende atto della buona volontà e delle buone intenzioni manifestate dalla Regione Piemonte dapprima con l’individuazione dei cosiddetti “criteri ERA” (introdotti con la D.G.R. del 28/9/2008 - relazione programmatica sull’energia) e poi con la cosiddetta “moratoria” per gli impianti fotovoltaici (introdotta dall’art. 27 della L.R. 18/2010) al fine di salvaguardare alcune aree “sensibili e pregevoli” del territorio regionale dalla incontrollata installazione degli impianti fotovoltaici a terra.

Con la Deliberazione di Giunta approvata lo scorso 14 Dicembre (n. 3-1183 e relativo suo allegato), dobbiamo rilevare, invece, che sono stati ribaltati buona parte dei presupposti che avrebbero dovuto portare a conciliare i principi di tutela dell’ambiente, del territorio e del paesaggio con i principi di sviluppo delle energie rinnovabili, peraltro desumibili dai principi costituzionali e dagli indirizzi impartiti dalla Convenzione europea del paesaggio, dal vigente Piano Territoriale Regionale, dal nuovo Piano Territoriale Regionale, dal Piano Paesaggistico e dai Piani Territoriali delle Province.

Nelle premesse della D.G.R., giustamente viene evidenziato che per l’attuazione delle Linee guida statali (D.M. 10/9/2010), le varie Direzioni della Regione Piemonte hanno effettuato la prevista istruttoria, avente ad oggetto la ricognizione delle disposizioni volte alla tutela dell’ambiente, del paesaggio, del patrimonio storico e artistico, delle tradizioni agroalimentari locali, della biodiversità e del paesaggio rurale che identificano gli obiettivi di protezione non compatibili con l’insediamento, in determinate aree degli impianti; in realtà - come si può rilevare dai contenuti dell’allegato alla stessa D.G.R. - si sono disconosciute alcune importanti problematiche sempre più attuali, quali quelle del consumo scriteriato del suolo agricolo fertile e quelle della tutela del patrimonio storico, artistico e paesaggistico.

>> Leggi tutto su AltritAsti.it

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Dossier “Che cosa fare per l’ambiente”

Convegno, Palazzo della Provincia 18 ottobre 2010

Dossier  “Che cosa fare per l’ambiente”

>> Introduzione,
di Pier Franco Ferraris, Assessore all'Ambiente Provincia di Asti

>> Introduzione
di Marisa Valente, Presidente Consulta Organizzazioni Ambientaliste

>> A proposito del fotovoltaico sui terreni fertili
di Massimo Fiorio, deputato, Commissione agricoltura della Camera

>> Il Biogas tra le abitazioni di “Belangero” (in frazione San Marzanotto ad Asti)
di Monica Gentile, Comitato Belangero

>> Perché l’Associazione VALLE BELBO PULITA
di Giancarlo Scarrone, Presidente associazione Valle Belbo pulita

>> Energie rinnovabili,
di Erildo Ferro, Osservatorio del paesaggio dell'Astigiano

>> La tangenziale Sud Ovest
Avv. Giorgio Caracciolo, Presidente Comitato Tangenziale Sud Ovest

>> Commento al Convegno
di Roberto Zanna

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Introduzione

dell’Assessore all’Ambiente della Provincia di Asti Pier Franco Ferraris

La Provincia di Asti attribuisce fondamentale importanza alla tutela del territorio e alla salvaguardia dell’ambiente. L’obiettivo primario che si pone l’Amministrazione è di contribuire, nei limiti delle proprie competenze, a creare le condizioni per uno sviluppo sostenibile ed equilibrato, governato da un attento bilanciamento tra l’uso delle risorse ambientali e i benefici dei fruitori locali.
Oggi si parla molto di “sviluppo sostenibile" ma pochi comprendono realmente il significato di questo termine alla moda, ampiamente utilizzato e abusato. Le definizioni si sprecano. Quella in cui l’Amministrazione si riconosce è molto semplice: “garantire una migliore qualità della vita per tutti, nel presente e per le generazioni future”. Sviluppo sostenibile per noi significa dunque migliorare la qualità della vita integrando tre diversi fattori tra di loro strettamente interconnessi, sviluppo economico, tutela dell’ambiente e del territorio, responsabilità sociale. Questi fattori sono tra di loro inscindibilmente uniti e per garantire lo “sviluppo sostenibile” devono necessariamente essere tenuti in pari considerazione.
La provincia, sta lavorando con grande impegno per quanto attiene l’ambiente, il territorio e il paesaggio, anche in relazione a situazioni congiunturali quali per esempio quella del settore rifiuti, dell’energia, dell’aria e delle acque, derivante dalle varie riforme legislative di settore che in questi anni si sono avvicendate. In questo contesto, l’amministrazione ritiene che le associazioni Ambientaliste rappresentino una rilevante risorsa di conoscenza del territorio e possano, attraverso il dialogo e il confronto con la Provincia, apportare ricchezza di contenuti in relazione a specifici procedimenti amministrativi e procedurali che l’Amministrazione, tramite le sue strutture operative è chiamata a “governare”. A partire dal settembre 2008 dunque, la Provincia ha istituito la Consulta delle Associazioni Ambientaliste, con la finalità di creare un sistema permanente e regolato di comunicazione tra Ente e Associazioni che liberamente vi hanno aderito. Alla Consulta, organo che racchiude al suo interno le varie associazioni, che sono rappresentate da un Presidente eletto dalla stessa, la Provincia ha garantito l’opportuno sostegno economico e la disponibilità delle strutture dell’Ente al fine di agevolarne l’attività.
Durante questo periodo di attività, la Consulta è stata un riferimento importante per l’Amministrazione perché ha garantito unitarietà e coordinamento in materia di associazionismo in campo ambientale. Il dialogo tra le parti è stato proficuo e costruttivo, un esempio per tutti può essere il contributo della Consulta alla costruzione del Piano di Azione del Contratto di Fiume del Torrente Belbo. Grazie alla partecipazione attiva della stessa è stato possibile rendere più concreto ed operativo il piano e, attraverso forme di collaborazione attive in campo, presidiare il territorio dei comuni rivieraschi.

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