CultureIncontri
Blog di informazione culturale, turistica, paesaggistica e ambientale a cura dell'Associazione Davide Lajolo
Ideazione e direzione: Laurana Lajolo
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Facciamoci gli auguri

Di Laurana Lajolo

Facciamoci gli auguri, ne abbiamo bisogno tutti in modo più significativo che in altri periodi dopo un anno difficile e il prossimo che non si prospetta facile.
Dopo gli anni delle vacche grasse del consumismo e della spesa senza limiti ora sono arrivati quelli delle vacche magre e tutto si è ristretto come la nostra disponibilità di denaro nel portafogli. Qualcuno dice che gli italiani tirano fuori straordinarie risorse proprio nei momenti cruciali, bene è ora di dimostrare che siamo un popolo capace di reagire, ma abbiamo bisogno di una classe dirigente all’altezza che sappia modificare il corso degli eventi. I giovani è come se attraversassero un tempo di guerra con mille incertezze nel presente e nel futuro, perché per troppo tempo ci si è dimenticati dei loro diritti e delle loro aspettative e sono sfruttati da un precariato selvaggio.
Ci sono molti adulti delusi in questa fine d’anno con il pensionamento che si allontana, con nuove spese, con meno servizi. Facciamoci, dunque, gli auguri più tradizionali: buona salute, un lavoro, serenità, e sarebbe già molto, ma abbiamo soprattutto bisogno di speranza e di volontà di invertire la rotta senza delegare a economisti, politici di professione, banchieri il nostro destino e cercando strade di partecipazione per rinnovare politica e democrazia.

Pubblicato da: Redazione il 10/01/2012

in: Punti di vista

Tags: crisi , culture/incontri

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Giancarlo Caselli - considerazioni sull'Italia di oggi

Il Procuratore della Repubblica di Torino ha ricevuto il Premio Davide Lajolo - Il Ramarro" a Vinchio (AT) il 28 maggio 2011

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Editoriale Culture 21: lavoro in ombra

Di Laurana Lajolo

Editoriale Culture 21: lavoro in ombra

Il titolo lavoro in ombra vuole significare i contenuti della prima e della seconda  sezione del numero.

Nella prima sezione Statuto deilavoratori 40 anni dopo. La crisi economica ha cancellato moltissimi posti di lavoro senza che si siano date altre opportunità ai lavoratori in cassa integrazione o licenziati o più precari di prima. D’altro canto la grande imprenditoria cerca di utilizzare la situazione di profonda debolezza del mondo del lavoro per modificare definitivamente i rapporti di forza attraverso la modifica dei contratti e la sospensione dei diritti in fabbrica. La divisione tra i sindacati confederali rende ancora più debole la possibile risposta organizzata.
Leggere la situazione dei lavoratori oggi, a quarant’anni dall’entrata in vigore dello Statuto dei diritti dei lavoratori, fa misurare le difficoltà e lo stato del dibattito all’interno del sindacato. A questo proposito pubblichiamo gli interventi fatti al convegno della Cgil di Asti Dove va il diritto del lavoro del 21 maggio scorso, che propongono opinioni a confronto di giuslavoristi, sindacalisti, magistrati sulla necessità di aggiornare o cambiare lo Statuto dei diritti dei lavoratori. I contributi sono di Giovanni Prezioso, Mario Amerio, NinoRaffone, Piero Ichino, Pier Giovanni Alleva, Gaetano D’Arco, Rita Sanlorenzo.
La discussione è fondamentale: come salvaguardare i diritti del lavoro quando viene a mancare il lavoro?
Mentre si dibatte su argomenti legislativi e normativi, i lavoratori, soprattutto nel campo edile, agricolo e artigianale, continuano ad avere incidenti sul lavoro, spesso mortali, e le grandi fabbriche producono inquinamenti che uccidono non solo gli addetti, ma anche gli abitanti.

Nella seconda sezione Sicurezza del lavoro ci danno molti elementi di informazione e di riflessione i contributi di Raffaele Guariniello e Roberto Zanelli, tratti dal convegno promosso da Tempi di fraternità l’8 giugno scorso sulla sicurezza sui posti di lavoro e sulle misure di prevenzione. Il richiamo al caso Eternit, di cui si sta celebrando il processo a Torino, è d’obbligo e pubblichiamo un articolo che Davide Lajolo scrisse nel 1964, nell’ambito di un inchiesta sul Piemonte comparsa su L’Unità, in cui furono denunciati per la prima volta i danni prodotti dall’amiantoalla salute degli operai e dei cittadini di Casale Monferrato.

Nella terza sezione Festival del paesaggio agrario Elio Archimede e Gianfranco Miroglio riflettono sulle tematiche presentate alla seconda edizione del Festival, svoltosi il 24.25.26 settembre a Rocchetta Tanaro e a Vinchio per celebrare il trentesimo anniversario del Parco naturale. Sono stati ripresi argomenti già trattati nella prima edizione come l’abuso del suolo con una tavola rotonda che ha visto il confronto ad alto livello tra i presidenti nazionali delle associazioni ambientaliste, giornalisti e progettisti di grandi opere. L’attenzione dei singoli incontri è stata focalizzata sul rapporto tra agricoltura e ambiente, determinante per la tutela del paesaggio agrario e della biodiversità, e sulla valorizzazione dei prodotti tipici e di eccellenza, condizione economica essenziale per lo sviluppo dei territori rurali.

La quarta sezione, Architettura nel paesaggio, è in connessione con le due edizioni del Festival perché rappresenta un approfondimento di argomenti studiati l’anno scorso sulla progettualità e sui criteri di inserimento delle costruzioni in zone agricole. Si fa anche riferimento agli impianti di fonti integrative che ormai invadono anche i terreni fertili, aprendo nuovi problemi alla tutela del suolo e del paesaggio. I contributi sono di Fabrizio Gagliardi, Marco Pesce, Mariàngeles  Expòsito Peinado, Alessandro Caramellino,  Piero Tosoni

In Bacheca Marta Franoso presenta il Museo del Tanaro e delle contadinerie appena inaugurato a Rocchetta Tanaro e Laurana Lajolo ricorda Gianni Rodari a trent’anni dalla morte.
Il Racconto fotograficoFuturo sì indietro no è di Alessandro Berruti e riproduce la manifestazione della Fiom a Roma nel 2009.

>> Vedi l'indice dettagliato nel .pdf allegato
>> Scarica il numero completo da Davidelajolo.it

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Riflessioni sull’Asti d’Appello

Di Laurana Lajolo

Riflessioni sull’Asti d’Appello

Grande successo di pubblico del Premio Asti d’Appello domenica scorsa con un teatro Alfieri pieno per un evento che ha avuto molto il sapore della mondanità e un po’ meno quello della letteratura, ma d’altra parte la manifestazione voleva essere uno spettacolo.

Al di là del risultato di pubblico il Premio così non funziona se va a premiare il vincitore del Premio Strega, premio ben più importante di quello astigiano, che quindi non ha avuto nessuna risonanza sulla stampa nazionale  non segnalando alcuna novità. Anche Silvia Avallone, che ha vinto il premio Campiello opera prima, non avrebbe dovuto essere considerata, altrimenti l’Asti d’Appello diventa un doppione degli altri Premi più prestigiosi.
La formula che siano magistrati e giuristi ad esprimere il verdetto, senza fare alcun pronunciamento in pubblico, suona come una rappresentazione, visto che naturalmente quelle persone degnissime e specialisti di tutt’altro, non fanno altro che attenersi ai risultati della giuria del premio, che ha scelto il romanzo popolare alla “Via col vento” e non ha considerato altre corde espressive che pure erano presenti.
Inoltre la passerella di autodifesa degli scrittori risulta imbarazzante per loro e per il pubblico, meglio un’intervista non banale così da sentire come e perché hanno avuto l’esigenza di narrare, che cosa vogliono comunicare, quale difficoltà devono affrontare per uscire dall’anonimato dei moltissimi libri pubblicati, ecc.. E poi erano troppi sette scrittori davanti ai giudici.
Si è aggiunto il bel concerto di Vecchioni, che sicuramente ha richiamato altro pubblico che non sarebbe andato per sentire parlare di libri, ma tutto insieme diventa troppo lungo per un fine pomeriggio.
Io sono tra quelli che ha criticato a suo tempo il tentativo di Argirò dell’Ente del Turismo, che aveva lanciato l’Asti d’Appello proprio nel momento della più alta polemica contro i premi letterari, ma poi ho guardato con attenzione al secondo tentativo che ha coinvolto molti lettori. Ma forse questa giuriaè un club dei club della città e forse si potrebbe dare più spazio alla giuria dei giovani, invitando a dibattiti e a intelligenti utilizzazioni in città gli scrittori invitati, come succedeva con Chiaroscuro.
Ultima riflessione: constato con piacere che mentre si sta prosciugando ogni vena di finanziamento alla culturail Premio ha aumentato le sue risorse economiche. D’altro canto gli enti locali hanno delegato gli eventi culturali alla Biblioteca, che però sta soffrendo della mancanza di finanziamenti per la gestione ordinaria del patrimonio librario e degli acquisti, della gestione del servizio e del personale. Vediamo di non far mancare l’aria alla cultura quotidiana per dare spazio solo all’evento.

Pubblicato da: Redazione il 21/11/2010

in: Le mappe del tesoro

Tags: asti, cultura , culture/incontri

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Ascanio Celestini in ricordo di Edoardo Sanguineti

Facoltà di Lettere dell'Università di Genova

Ascanio Celestini é stato invitato alla Facoltà di Lettere dell'Università di Genova per aprire una serie di conferenze in ricordo del Prof. Edoardo Sanguineti. Questo é l'inizio del lungo intervento di Ascanio Celestini, che ha letto poesie di Sanguineti, ha recitato alcuni monologhi e ha espresso le sue riflessioni sulla società attuale.
 

Pubblicato da: Redazione il 01/11/2010

in: Le mappe del tesoro

Tags: cultura , culture/incontri , università

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Con la luna nei boschi dei Saraceni

Passeggiata notturna - Vinchio (At), 10 luglio 2010

Con la luna nei boschi dei Saraceni

Sabato 10 luglio alle ore 21.00 dal parcheggio della Riserva naturale della Val Sarmassa (sulla strada tra Vinchio e Cortiglione) parte la suggestiva passeggiata notturna “Con la luna nei boschi dei Saraceni” organizzata dall’Associazione culturale Davide Lajolo, il Comune di  Vinchio e l’Ente Parchi Astigiani.

E’ l’occasione per percorrere i sentieri nei boschi della Valle della Morte accompagnati da un mare di lucciole là dove la leggenda racconta che il marchese Aleramo nel 935 sconfisse i Saraceni.

Nel punto più profondo della Valle alla luce dei fari si potranno osservare, con l’aiuto del paleontologo Piero Damarco dell’Ente Parchi Astigiani, gli affioramento di fossili deposti durante l’età pliocenica dai 5 ai 2 milioni di anni fa.
Si consigliano scarpe comode e chiuse e una torcia.

Al ritorno, alle ore 23.00 al Bricco di Monte del mare nel cuore della Riserva naturale della Val Sarmassa, alla luce delle fiaccole, si svolgerà nella pineta un affascinante concerto di musica e poesia “Omaggio a Federico Garcia Lorca: Voci suoni e colori gitani” con Mario Nosengo voce recitante, Simona Scarrone flauto, Andrea Bertino violino, Mario Gullo chitarra.

In conclusione uno spuntino con degustazione dei vini della Cantina di Vinchio - Vaglio Serra.

>> leggi tutti i dettagli su www.davidelajolo.it
>> vedi il programma del concerto


 

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