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Blog di informazione culturale, turistica, paesaggistica e ambientale a cura dell'Associazione Davide Lajolo
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Incenerimento dei rifiuti

Dossier di studio sull'inceneratore

Incenerimento dei rifiuti

Pubblichiamo uno studio sull'inceneratore, definito in modo fuorviante come termovalorizzatore, che l'ing. Luigi Sardi ha predisposto per la Consulta delle organizzazioni ambientaliste della Provincia di Asti. Lo studio, molto documentato e articolato in modo chiaro e semplice, fornisce una serie di dati inconfutabili sulla pericolosità di quel tipo di impianti e smaschera molte informazioni distorte che circolano sull'argomento.

Mettiamo quindi a disposizione l'intero dossier nel file allegato.

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TEST: Calcola la tua impronta ecologica...

Dalla redazione di AltritAsti

TEST: Calcola la tua impronta ecologica...

Vi siete mai chiesti quanto “pesa” sulla capacità naturale del nostro pianeta di rigenerarsi il vostro comportamento di vita e di consumo ? Cioè: vi siete mai chiesti se il vostro modello quotidiano contribuisce (e in che misura) a peggiorare le sorti della nostra sempre più malconcia Terra ? Provate a fare questo semplice controllo sotto forma di test …

GAS LoLa, il Gruppo di Acquisto Solidale di Loreto/Lambrate (Milano) ha recentemente messo a punto un "metodo" per consentire a tutti di studiare il proprio comportamento nei consumi, con l'aiuto di Stefano Caserini del Politecnico di Milano e del Nodo di Lodi della Rete Lilliput.

Il metodo qui proposto, semplificato di proposito per facilitarne l'uso, permette di calcolare una parte rilevante dell'impronta ecologica personale.

Il lavoro è stato realizzato basandosi sui dati proposti in strumenti più complessi e considerando le voci più comuni, di più facile determinazione, che generalmente forniscono il contributo principale all'impronta ecologica.

Non la stima "esatta" quindi della nostra impronta, ma una stima per difetto che possa comunque essere un'utile base per capire come iniziare a ridurla.

>> Lo schema lo trovate a questo link: http://www.gaslola.org/impronta_ecologica.php

(Vedi l'articolo originale su Altritasti.it)

Pubblicato da: Redazione il 05/10/2011

in: Stili di vita

Tags: acqua , dossier ambiente , energia

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Referendum ad Asti

di Gianfranco Monaca

Referendum ad Asti

L’effetto referendum si sta facendo sentire anche ad Asti, un angolo di questa piccola periferia dell’Impero in cui le maggioranze tradizionalmente sicure di sé si sono trovate improvvisamente in minoranza.

Hanno scoperto che quei “quattro gatti” che “non fanno un cazzo” (chiedo scusa, ho citato uno statista importante come Straquadanio) e che sono “l’Italia peggiore” (citando il ministro Brunetta) si identificano con il 95 (novantacinque) per cento degli elettori.
Le bandiere arcobaleno insieme con quelle azzurre del “SI all’acqua di tutti” e a quelle gialle del “SI allo stop del nucleare”, apparse nelle piccole manifestazioni autoconvocate, nei banchetti per la raccolta delle firme, alle finestre delle “poche teste calde che non hanno altro da pensare” e che si permettono di ostacolare con i loro odiosissimi sit-in la marcia trionfale delle ruspe per la patriottica conquista dell’autorizzazione a procedere nella demolizione del verde pubblico, tutto ciò ha fatto saltare i nervi ai soliti padroni del vapore.
Una cosa inaspettata, poi è stato l’abbinamento fra queste bandiere e il tricolore nazionale, spesso considerato proprietà privata dei professionisti del patriottismo.
Scandalo degli scandali, infine, scoprire che questa “Italia peggiore” qualche volta si trovi d’accordo con le minoranze di associazioni combattentistiche e d’arma da sempre considerate al di sopra di ogni sospetto.
Evidentemente si è aperta una crepa preoccupante e non c’è da stupirsi se i referendum sono visti con scarsa simpatia da quelli che preferiscono la trattativa privata, le conoscenze personali, le influenze lobbistiche, le manovre sottintese.
Quando poi qualche faccendiere d’alto bordo finisce in gattabuia, ecco il complotto delle toghe rosse. Persino l’Altare non garantisce più di sostenere il Trono, e questo è davvero inaudito.
Non funziona più, si è rotta la macchinetta.
Schiere di specialisti si affolleranno ancora attorno al rudere per rianimarlo, ma probabilmente non potranno fare altro che mummificarlo. Ma neppure i mausolei, oggi, hanno vita lunga.

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Quesiti astrusi, ma sostanza chiara

Di Laurana Lajolo

Quesiti astrusi, ma sostanza chiara

Il primo articolo della Costituzione ci dice che il popolo non è un gregge che segue il montone-capo, come lo evocano alcuni politici, ma è formato dall’insieme dei cittadini.
Nelle ultime elezioni gli elettori hanno mandato messaggi molto importanti ai rappresentanti politici e hanno indicato la necessità di cambiare il modo di fare politica.
Questo mi sembra il risultato più importante: una nuova manifestazione di cittadinanza, di partecipazione popolare e un nuovo protagonismo giovanile. Tra pochi giorni tutti i cittadini italiani hanno il diritto, ma anche il dovere civico, di votare sul nucleare e sull’acqua pubblica, quesiti essenziali per la vita nostra e dei nostri figli, oltre che sul legittimo impedimento per chi governa così da rinviare il giudizio penale. Come si fa oggi decidere di costruire ancora centrali nucleari dopo disastri terribili e enormi irrimediabili?
Come si può lasciare che gestori privati facciano i loro affari con l’acqua, bene pubblico per eccellenza?
Come si può contraddire l’art. 3 della Costituzione che dice che tutti i cittadini sono eguali davanti alla legge?
I quesiti sono scritti in termini astrusi, ma la loro sostanza è molto chiara e spetta ai cittadini decidere di cambiare i provvedimenti approvati dal Parlamento per evitare gravi conseguenze per noi e i nostri figli.

Pubblicato da: Redazione il 08/06/2011

in: Punti di vista

Tags: acqua , costituzione , crisi , diritti , energia , politica, leggi

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Giuristi e intellettuali difendono il referendum

di Carmine Saviano - Repubblica.it

Giuristi e intellettuali difendono il referendum

Da Zagrebelsky a Rodotà un appello sul sito del Comitato sì acqua pubblica per difendere il diritto dei cittadini ad esprimersi sui beni comuni e il nucleare

ROMA - Un abuso di potere. Con governo e maggioranza parlamentare "schierati militarmente" per impedire il voto ai referendum su acqua pubblica e nucleare. Parte da qui la denuncia del comitato "Sì Acqua Pubblica". Che ha diffuso in rete un "Appello per i referendum". In calce le firme di giuristi ed esponenti del mondo dell'economia e della cultura. Da Stefano Rodotà a Gustavo Zagrebelsky, da Ugo Mattei a Grande Stevens. Sotto accusa la cortina fumogena creata dal governo con l'annuncio di una legge ad hoc per acqua pubblica e servizio idrico. Un "escamotage avvilente che dà la misura del loro dilettantismo giuridico e della loro miserabilità politica".

La posta in gioco è alta. E ha a che fare con i beni comuni. Ovvero: con le risorse a cui ogni cittadino deve poter accedere senza nessun tipo di restrizione. "E' la prima volta che si fa una battaglia giuridica e politica su questi temi", dice a Repubblica.it Ugo Mattei, professore di diritto civile a Torino. "Abbiamo la possibilità di invertire la rotta, di fermare le privatizzazioni ideologiche sponsorizzate dal governo. In Italia c'è una possibilità straordinaria". Un'occasione data dalla fisionomia stessa della campagna referendaria. Una battaglia che, grazie al lavoro congiunto di accademici ed esponenti dei movimenti, ha raggiunto "maturità politica e competenza tecnica".

Il no all'election day. Il dito è puntato contro le manovre del governo. "Quali che siano le forme tecniche che si porranno in essere, è del tutto evidente che il solo scopo di questa iniziativa è scongiurare un voto popolare che si teme ampiamente a favore dell'abrogazione definitiva di ogni piano nucleare e delle norme di legge relative alla così detta privatizzazione dell'acqua". Ed è per controbattere a queste manovre che il Comitato ha chiesto di vigilare sul corretto comportamento del governo e sull'effettivo accesso alla conoscenza del referendum.

Ecco il testo dell'appello, che i cittadini possono sottoscrivere sul sito del Comitato 1

"Le recenti manovre del governo volte ad evitare il voto referendario attraverso l'affrettata predisposizione di atti aventi forza di legge in materia di nucleare e di acqua costituiscono un caso di scuola di abuso del potere della maggioranza ai danni del pronunciamento diretto tramite referendum del corpo elettorale. Quali che siano le forme tecniche che si porranno in essere, è del tutto evidente che il solo scopo di questa iniziativa è scongiurare un voto popolare che si teme ampiamente a favore dell'abrogazione definitiva di ogni piano nucleare e delle norme di legge relative alla così detta privatizzazione dell'acqua. Oltretutto la forma del decreto legge, resa necessaria dai tempi ormai prossimi del voto, mancherebbe dei requisiti costituzionali della necessità e dell'urgenza, oltreché della tempistica necessaria per la sua conversione, aggiungendo un ulteriore vulnus costituzionale a questo triste attacco alla democrazia diretta. Il governo, non pago di aver rifiutato l'election day confidando in tal modo di poter scongiurare il realizzarsi del quorum referendario, sperperando centinaia di milioni di euro in violazione del precetto costituzionale di imparzialità e buona amministrazione, cerca con ogni mezzo di impedire il legittimo esercizio del pronunciamento popolare richiesto da oltre due milioni di cittadini che hanno firmato per i referendum. Indipendentemente dalla nostra posizione sul merito dei quesiti, riteniamo che il fine perseguito dal governo sia così palesemente in contraddizione con lo spirito delle richieste referendarie da rendere giuridicamente impercorribile questo escamotage.

I primi firmatari: Ugo Mattei, Franzo Grande Stevens, Luca Nivarra, Gianni Ferrara, Gaetano Azzariti, Alberto Lucarelli , Giangiacomo Migone, Stefano Rodotà, Gustavo Zagrebelsky, Elisabetta Grande, Giacomo Marramao, Livio Pepino, Nerina Boschiero, Laura Pennacchi, Cristina Trucco, Giorgio Parisi, Eva Cantarella, Pietro Rescigno, Elena Paciotti, Lorenza Carlassarre, Marcello Cini, Luigi Ferrajoli, Guido Martinotti, Elsa Fornero.

(02 maggio 2011)

Pubblicato da: Redazione il 03/05/2011

in: Diritti e Rovesci

Tags: acqua , costituzione , politica, leggi

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Ammessi due referendum (su tre) per l'acqua pubblica

Fonte: ANSA

Ammessi due referendum (su tre) per l'acqua pubblica

REFERENDUM: SI' DELLA CONSULTA A 2 SU ACQUA E 1 SU NUCLEARE

(ANSA) - ROMA, 12 GEN - La Corte Costituzionale ha dichiarato ammissibili due dei quattro referendum contro la 'privatizzazione' dell'acqua e uno sul nucleare. Ad essere stati rigettati sono stati il quesito promosso da Di Pietro per abrogare parte del decreto Ronchi-Fitto e quello promosso dal Comitato 'Siacquapubblica' per cancellare le norme del precedente governo Prodi in materia di ambiente sulle forme di gestione e sulle procedure di affidamento delle risorse idriche. Via libera invece della Consulta agli altri due quesiti del Comitato 'Siacquapubblica' che raccoglie giuristi quali Stefano Rodotà e Gaetano Azzariti: uno per l'abrogazione delle norme del decreto Ronchi-Fitto sulle modalità di affidamento con gara a privati dei servizi pubblici di rilevanza economica, l'altro per la cancellazione delle norme del governo Prodi riguardanti al determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all'adeguata remunerazione del capitale investito. Ammesso anche il quesito sul nucleare promosso dall'Idv di Di Pietro per cancellare circa 70 norme contenute nei provvedimenti che con il governo Berlusconi hanno riaperto la strada a nuove centrali. (ANSA).

Pubblicato da: Redazione il 12/01/2011

in: Terra Aria Acqua Fuoco

Tags: acqua , politica, leggi

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