CultureIncontri
Blog di informazione culturale, turistica, paesaggistica e ambientale a cura dell'Associazione Davide Lajolo
Ideazione e direzione: Laurana Lajolo
Direttore responsabile: Valentina Archimede
 
Filtri attivi: Categoria = Punti di vista [Togli filtro]

Elogio del moralismo

invito alla lettura del libro di stefano Rodotà

Elogio del moralismo

Con questo titolo un pò provocatorio è stato pubblicato recentemente un agile libretto di riflessioni politico-giuridico-sociali di Stefano Rodotà (Laterza, ottobre 2011).
La lettura, peraltro agevole grazie allo stile chiaro ed essenziale e anche piacevole malgrado l’estrema serietà dell’argomento, sembra sommamente opportuna, particolarmente in questi tempi duri in cui alla crisi dell’economia globale si sommano i pericoli indotti di degrado della vita pubblica, di riduzione degli spazi democratici, di sommovimenti sociali, di violenze razziste, di crescita degli inquinamenti mafiosi, di “prevalenza del cretino” e di altre disgrazie.

L’autore usa il termine moralismo, e non quello di moralità, eticità e simili, apparentemente più chiari e inequivoci, a ragion veduta (anche se nelle ultime pagine compare l’espressione “etica pubblica”).
E’ noto infatti che già da molti anni in alcuni settori, peraltro molto rilevanti, della politica e della società civile, al vocabolo è stato attribuito un significato negativo per indicare atteggiamenti ideologici e comportamenti pratici asseriti da un lato non più all’altezza dei tempi moderni e dall’altro dannosamente “predicatori”, definizione questa dai sensi polivalenti che spaziano dall’allusione al  semplice rompiscatole, al pedante, al bacchettone sino a quella, decisamente calunniosa nell’intenzione, sintetizzata nel vecchio proverbio “predicare bene e razzolare male”.
Ma Rodotà chiarisce subito che si tratta di una distorsione di senso priva di qualsiasi fondamento (se non quello di coprire intenti e comportamenti non commendevoli, per non dire peggio) e che è necessario tornare al significato originario, quello assegnatogli dall’opera dei pensatori dei secoli passati (La Rochefoucauld, tanto per fare qualche esempio, o anche Mazzini, per restare a casa nostra): la necessità che l’azione dell’uomo, e soprattutto l’azione dell’uomo “pubblico” (politico, grand commis, funzionario, magistrato, sindaco, dirigente di azienda, responsabile di istituto finanziario, banchiere, giornalista), sia sempre improntata a una serie di principi morali generalmente riconosciuti anche se non sempre tradotti in norme di legge o di regolamento.
Moralità privata ma soprattutto moralità pubblica: sotto pena in difetto dello scollamento e poi del disfacimento sociale, moderna versione del bellum omnium contra omnes di cui parla certo Tommaso Hobbes. E chi ricorda e sostiene questi principi è appunto un moralista in senso proprio, checché ne pensino e ne dicano gli “uomini del fare” rispolveratori del vecchio contrabbandato per nuovo magari anche col conforto di qualche alto prelato esortante a “contestualizzare”. “La parola moralista”, è l’esordio chiarificatore,  “mi piace perché richiama non una moralità passiva, compiaciuta, contemplativa e consolatoria, ma un’attitudine critica da non abbandonare, una tensione continua verso la realtà, il rifiuto di uno storicismo da quattro soldi che, riducendo a formula abusiva l’hegeliano “tutto ciò che è reale è razionale”, spalma di acquiescenza qualsiasi comportamento pubblico e privato…; il moralista diffida di Machiavelli quando Il Principe viene pubblicato con prefazioni di Benito Mussolini o di Bettino Craxi o di Silvio Berlusconi”. E con tale premessa è già evidente il tema del libro, oltre che il vero significato della parola.

Leggi tutto nel .pdf allegato

Pubblicato da: Redazione il 11/01/2012

in: Punti di vista

Tags: crisi , cultura

Scarica il documento PDF allegato

Commenti

Non ci sono commenti a questo articolo

> Vedi tutti i commenti
> Commenta questo articolo

Facciamoci gli auguri

Di Laurana Lajolo

Facciamoci gli auguri, ne abbiamo bisogno tutti in modo più significativo che in altri periodi dopo un anno difficile e il prossimo che non si prospetta facile.
Dopo gli anni delle vacche grasse del consumismo e della spesa senza limiti ora sono arrivati quelli delle vacche magre e tutto si è ristretto come la nostra disponibilità di denaro nel portafogli. Qualcuno dice che gli italiani tirano fuori straordinarie risorse proprio nei momenti cruciali, bene è ora di dimostrare che siamo un popolo capace di reagire, ma abbiamo bisogno di una classe dirigente all’altezza che sappia modificare il corso degli eventi. I giovani è come se attraversassero un tempo di guerra con mille incertezze nel presente e nel futuro, perché per troppo tempo ci si è dimenticati dei loro diritti e delle loro aspettative e sono sfruttati da un precariato selvaggio.
Ci sono molti adulti delusi in questa fine d’anno con il pensionamento che si allontana, con nuove spese, con meno servizi. Facciamoci, dunque, gli auguri più tradizionali: buona salute, un lavoro, serenità, e sarebbe già molto, ma abbiamo soprattutto bisogno di speranza e di volontà di invertire la rotta senza delegare a economisti, politici di professione, banchieri il nostro destino e cercando strade di partecipazione per rinnovare politica e democrazia.

Pubblicato da: Redazione il 10/01/2012

in: Punti di vista

Tags: crisi , culture/incontri

Commenti

Non ci sono commenti a questo articolo

> Vedi tutti i commenti
> Commenta questo articolo

PER GIORGIO PLATONE

Di Laurana Lajolo

Giorgio Platone è morto il 29 novembre nella sua casa di Asti. E’ stato sepolto con rito civile il 1 dicembre.

Giorgio Platone è un maestro e i maestri non si dimenticano.
Maestro di urbanistica, di etica pubblica e di morale privata, maestro di ironia e di intelligenza fuori dal comune.
Professore severo, professionista impegnato, amministratore pubblico competente, rigoroso e onesto.
E’ stato comunista per scelta ideale e appassionato partigiano delle sue idee.

Ha fatto l’architetto disegnando forme nuove e essenziali e lui, non credente, ha costruito la chiesa del Don Bosco interpretando il termine ecclesìa come spazio aperto e assembleare.

Giorgio è entrato nella storia della città, come i tanti componenti della grande famiglia Platone, che hanno dato molto ad Asti.
Tra il 1975 e il 1980, quando è stato assessore all’urbanistica della Giunta di sinistra presieduta da Gian Piero Vigna, ha disegnato il futuro di Asti con progetti coraggiosi e coerenti e ha riportato alle antiche e nobili funzioni un centro storico allora disastrato e fatiscente, abitato dagli ultimi.

Ha partecipato a costruire il nuovo modo di governare, fondato sulla consultazione, sulla partecipazione dei cittadini e sulla serietà morale, caratterizzato da forti segnali di cambiamento per un progetto complessivo della città.
Non ha chiesto lui di essere assessore, ma ha risposto a una richiesta del suo partito e, per evitare qualsiasi dubbio sulla sua rettitudine, ha chiuso lo studio di architetto e si è dedicato disinteressatamente alla cosa pubblica per il bene della città, rinunciando alla professione per l’interesse superiore della collettività.
Ha strutturato l’assessorato, impostato il modo di intendere l’urbanistica che rimane ancora nelle decisione buone che si prendono per questa città.
Ha lavorato senza sosta per realizzare il suo ambizioso progetto di pianificazione territoriale, di gestione programmata, di edilizia popolare ( si pensi solo al quartiere Praia e allo svuotamento del Casermone), di dotazione di nuovi servizi per una popolazione in crescita a causa dell’immigrazione, del piano di insediamenti produttivi.

In particolare il coordinamento dell’edilizia privata con gli interventi di edilizia pubblica ha rappresentato un’importante novità come il mettere a regime le modalità di pagamento degli oneri urbanistici a vantaggio della comunità.
Ha dovuto combattere contro molti avversari perché ha toccato  importanti interessi economici e poteri forti. Lo ha fatto con convinzione e coraggio senza lasciarsi intimidire dalle minacce.
Lo hanno accusato di affossare l’edilizia e il patrimonio immobiliare e proprio i suoi nemici hanno beneficiato della sua illuminata opera, riqualificando le proprie aziende e valorizzando le case di proprietà.
Ha sostenuto con determinazione le sue tesi anche nelle discussioni all’interno del suo partito e ha insegnato a tutti che il perno fondamentale della buona amministrazione di una città sta nelle scelte dell’assetto urbanistico.
Platone è rimasto, a distanza di quarant’anni, l’assessore all’urbanistica per antonomasia, il punto di riferimento per coerenza, per competenza e chiarezza di intenti.

In una fase storica di grande crisi della politica e di profondo degrado morale Giorgio Platone risulta un modello esemplare della buona amministrazione e delle scelte strategiche lungimiranti, che danno i frutti a distanza di tempo.
E coloro che si apprestano a governare la città non devono dimenticarlo.
I suoi amici ricordano le battute fulminanti, il piacere dello scherzo, le imitazioni divertenti, i giudizi caustici, la grande cultura, la passione per le idee, i disegni perfetti che hanno alleviato anche la sua malattia.
Chi ha lavorato con lui ha imparato molto e ha rimpianto la sua assenza dalla scena pubblica.
Giorgio è stato un uomo giusto e rimane con noi.

Pubblicato da: Redazione il 06/12/2011

in: Punti di vista

Tags: ricordi

Commenti

Non ci sono commenti a questo articolo

> Vedi tutti i commenti
> Commenta questo articolo

Dal partito del mattone al partito dell’ambiente

Di Laurana Lajolo

Dal partito del mattone al partito dell’ambiente

Per questa volta non c’è stata alluvione.
Il Tanaro era pieno e tumultuoso, ma è andata bene. Purtroppo hanno sofferto altre popolazioni a noi vicine e diventa sempre più evidente quanto sia enorme e impellente il problema della messa in sicurezza dei fiumi e della difesa del territorio. Nella logica delle amministrazioni il cemento vale più del territorio e si incentiva ancora, nonostante tutto, l’espansione edilizia nelle zone a rischio per poi piangere i morti.
Difendere il paesaggio non è soltanto valorizzare le bellezze naturali, ma è una necessità di sopravvivenza per salvaguardare il territorio ed evitare traumi e disastri. I fatti sono incontrovertibili. Chi si candiderà a sindaco di Asti dovrebbe passare dal partito del mattone al partito dell’ambiente e i comuni, la Regione, il governo dovrebbero investire nello sviluppo dell’agricoltura e della tutela dell’ambiente, cosa possibile come dimostra il Trentino. Continuare a costruire in città e nei paesi quando c’è molto patrimonio edilizio da recuperare non è più ammissibile. Nel buio pesto della crisi finanziaria mondiale bisogna ridare valore alla terra e non alla speculazione e allo sfruttamento intensivo del suolo per riparare le profonde ferite inferte all’ambiente, cambiando la visione culturale e sociale della prospettiva economica.

Pubblicato da: Redazione il 16/11/2011

in: Punti di vista

Tags: asti, cultura , paesaggio , politica, leggi

Commenti

Non ci sono commenti a questo articolo

> Vedi tutti i commenti
> Commenta questo articolo

Stefano Benni - La traccia dell'angelo

Stefano Benni presenta il suo ultimo libro sulla sofferenza di chi è malato

Stefano Benni ha presentato il suo ultimo libro "la traccia dell'angelo" Sellerio Editore il giorno 11 ottobre 2011 a Palazzo Ducale di Genova e ne ha letto un brano

Pubblicato da: Redazione il 22/10/2011

in: Punti di vista

Tags: cultura

Commenti

Non ci sono commenti a questo articolo

> Vedi tutti i commenti
> Commenta questo articolo

Gianmaria Testa presenta "Vitamia"

registrazione effettuata il 19 ottobre 2011, in cui Gianmara Testa presenta al pubblico a Feltrinelli di Genova il suo ultimo album "Vitamia"

Gianmaria Testa presenta il suo ultimo album "Vitamia" a Genova presso Feltrinelli il 19 ottobre 2011. Gianmaria, rispondendo alle domande del pubblico ha parlato delle sue canzoni, degli artisti di cui è amico e ha generosamente cantato diverse canzoni accompagnandosi con la chitarra.

Pubblicato da: Redazione il 22/10/2011

in: Punti di vista

Tags: cultura

Commenti

Non ci sono commenti a questo articolo

> Vedi tutti i commenti
> Commenta questo articolo
1 · 2 · 3 · 4 · 5 · 6 · 7 · 8 · »
ADL via Alta Luparia, 5 14040 Vinchio (AT) - P.IVA. 91006490055 Valid XHTML / CSS - By emZED.it & Wiz