MORATORIA SUL FOTOVOLTAICO
Di Laurana Lajolo
La nostra mozione sul fotovoltaico, pubblicata sul blog, in cui si chiedeva, in mancanza di normative, di attuare una sospensiva è stata recepita dalla Regione Piemonte, in particolare dal direttore dell’Urbanistica, arch. Mariella Olivier, la quale, insieme ad altri direttori dei settori interessati, ha elaborato un documento approvato dalla Giunta regionale, che sospende fino alla fine dell’anno i permessi di insediamento di impianti fotovoltaici nei terreni fertili e di particolare pregio paesaggistico.
Una buona decisione, anche se contemporaneamente la Regione ha dichiarato la disponibilità a una centrale nucleare in Piemonte.
Si apre così una nuova frontiera di impegno con l’obiettivo di difendere la salute e l’ambiente, ma c’è spazio per ottenere anche in questo campo dei risultati con l’informazione della cittadinanza e con il confronto con le istituzioni
Pubblicato da: Redazione il 21/07/2010
in: Diritti e Rovesci
Tags: paesaggio , parchi e riserve , politica, leggi
Appello contro i tagli della finanziaria agli istituti culturali
- con richiesta di diffusione
Cari amici,
la manovra finanziaria attualmente in discussione al Parlamento prevede una notevole riduzione del contributo statale agli istituti culturali. Se tale riduzione dovesse essere confermata, gli istituti culturali vedrebbero fortemente ridimensionata la propria attività.
Le conseguenze inevitabili sarebbero:
- Difficoltà a partecipare ai programmi e alle reti internazionali sminuendo l’apporto della cultura italiana a livello internazionale con grave perdita di credibilità. Gli istituti sarebbero infatti impossibilitati ad assicurare i cofinanziamenti ormai necessari per la partecipazione a qualsiasi progetto internazionale e locale, pubblico o privato.
- Riduzione di personale qualificato e creazione di ulteriore disoccupazione
- Riduzione degli orari di apertura al pubblico delle biblioteche, degli archivi, dei musei
- Riduzione dell’attività di catalogazione e inventariazione
- Riduzione o blocco delle acquisizioni di nuovi libri e degli abbonamenti ai periodici con grave danno di collezioni che derivano dalla completezza gran parte del loro valore e conseguente peggioramento del servizio al pubblico
- Diminuzione dell’ospitalità dei tirocinanti inviati dalle università
- Ridimensionamento di tutta l’attività di ricerca e di formazione
Vi chiediamo pertanto di sottoscrivere l'appello che segue, riportando in calce il vostro nome, cognome, città, indirizzo e-mail e inviancolo a questo indirizzo di posta elettronica vittorio_rapetti@fastwebnet.it.
Un gruppo di studiosi tedeschi dell’Università di Münster ci ha già fatto spontaneamente pervenire la propria solidarietà.
Cordialmente,
L’Associazione delle istituzioni di cultura italiane
*** Appello in favore dell'Archivio storico e della Biblioteca dell’Istituto per la storia dell’Azione cattolica e del movimento cattolico in Italia Paolo VI (e degli archivi e delle biblioteche degli altri istituti culturali)
Quali utenti dell'Archivio storico e della Biblioteca dell’Istituto per la storia dell’Azione cattolica e del movimento cattolico in Italia Paolo VI, nonché fruitori dell’attività di ricerca e di formazione da esso perseguita, auspichiamo vivamente che vengano revocati i pesanti tagli ai contributi statali previsti dall'attuale manovra finanziaria.
La possibilità di consultare documenti archivistici, libri e periodici, di fruire dei risultati di importanti e originali ricerche costituisce un aiuto prezioso alla nostra attività di studiosi e di studenti.
Se l’Istituto (al pari di altre istituzioni) fosse costretto dalla riduzione dei contributi a ridimensionare drasticamente il servizio al pubblico e a ridurre le iniziative di ricerca e di formazione, le conseguenze sulla nostra attività sarebbero molto gravi e i nostri studi ne risentirebbero in maniera notevole.
Giudichiamo molto negativamente ogni taglio ai finanziamenti di istituti che conservano e rendono disponibili documenti, archivi, letteratura di assoluta rilevanza per la storia e la cultura europea e svolgono una intensa attività di ricerca.
Un vergognoso emedamento del centro destra
Di Luciano Nattino, Regista
Un atto parlamentare che si commenta da se.
Si erano inventati un emendamento proprio carino.
Zitti zitti, nel disegno di legge sulle intercettazioni avevano infilato l'emendamento 1.707, quello che introduceva il termine di "Violenza sessuale di lieve entità" nei confronti di minori.
Firmatari, alcuni senatori di Pdl e Lega che
proponevano l'abolizione dell'obbligo di arresto in flagranza nei casi di violenza sessuale nei confronti di minori, se - appunto - di "minore entità". Senza peraltro specificare come si svolgesse, in pratica, una violenza sessuale "di lieve entità" nei confronti di un bambino.
Dopo la denuncia del Partito Democratico, nel
Centrodestra c'è stato il fuggi-fuggi, il "ma non lo sapevo", il "non avevo capito", il "non pensavo che fosse proprio così" uniti all'inevitabile berlusconiano "ci avete frainteso".
Poi, finalmente, un deputato del Pd ha scoperto i firmatari dell'emendamento 1707:
- sen. Maurizio Gasparri (Pdl), un nome una garanzia
- sen. Federico Bricolo (Lega Nord Padania),
- sen. Gaetano Quagliariello (Pdl), quello sempre tutto compunto che si è battuto contro l'"omicida" Beppino Englaro;
- sen. Roberto Centaro (Pdl),
- sen. Filippo Berselli (Pdl),
- sen. Sandro Mazzatorta (Lega Nord Padania) e il
- sen. Sergio Divina (Lega Nord Padania).
Per la cronaca, il sen. Bricolo era colui che proponeva il "carcere per chi rimuove un crocifisso da un edificio pubblico" (ma non per chi palpeggia o mette un dito dentro ad una bambina); il sen. Berselli è colui che ha dichiarato "di essere stato iniziato al sesso da una prostituta" (e da qui si capisce molto...); il sen. Mazzatorta ha cercato di introdurre nel nostro ordinamento vari "emendamenti per impedire i matrimoni misti" mentre il sen Divina è divenuto celebre per aver pubblicamente detto che "i trentini sono come cani ringhiosi e che capiscono solo la logica del bastone" (citazione di una frase di Mussolini).
Rinnovare le politiche sociali Per ridisegnare un nuovo modello di welfare locale
Di Salvatore Rao, La bottega del possibile
La crisi non è solo economico-produttiva ma anche sociale, culturale e valoriale.
La spesa per assistenza sociale è in costante diminuzione da alcuni anni, in termini di incidenza sul Pil la spesa sociale rappresenta l’1,9%.
Di fronte ad una domanda crescente non solo occorrerebbero più risorse ma certamente una diversa distribuzione delle attuali risorse disponibili
E’ opinione diffusa tra gli operatori e gli studiosi della materia come sia bassissima l’efficacia delle nostre politiche sociali di contrasto alla povertà
Il nostro paese, èsegnato da un grande divario territoriale.
Il nostro sistema di welfare è imperniato tuttora su un modello riparatorio
Il nostro sistema di welfare vive una sua crisi, ormai da tempo, che va anche ricondotta al passaggio da una societa fordista a quella post-fordista..
Un welfare che si trova a fare i conti, oggi, con la sfida delle domande crescenti, poste anche da una maggiore molteplicità di soggetti rispetto al passato:
Un quadro mutato
Si rende necessario un traghettamento delle nostre politiche sociali:
il passaggio da un welfare improntato dalle politiche attive di inserimento economico-sociale contro l’esclusione alle politiche per la coesione e sviluppo locale chiamate a fronteggiare, non solo più l’esclusione, ma anche la vulnerabilità.
Un nuovo sistema di welfare locale può affermarsi se vi sarà una partecipazione attiva e responsabile dei cittadini, dei soggetti e attori locali. Si realizza attraverso quel patto locale che viene stretto nella comunità dai suoi vari attori, soggetti pubblici e del privato sociale quale è appunto il PDZ.
La crisi ha evidenziato, ulteriormente, i limiti del nostro sistema di welfare specie sotto il profilo della tutela del reddito e degli ammortizzatori sociali.
Urgono politiche attive del lavoro, politiche abitative nuove, urgono politiche per la salute, di sostegno al consumo responsabile, di sostegno al risparmio e al credito, di alfabetizzazione finanziaria
Il nuovo welfare e la relazione
Un nuovo welfare non può non operare per la valorizzazione del lavoro sociale, necessita di definire l’ambito territoriale ottimale, passa anche attraverso la gestione associata dei servizi,
Infine un nuovo welfare potrà affermarsi se saremo capaci di praticare e avvalerci di un modello di sussidiarità virtuosa, generatore di processi di cambiamento, di partecipazione, di responsabilità sociale di tutti gli attori.
Il testo riprende l’intervento di Rao alla presentazione del n. 21 di culture La memoria del futuro, Centro S. Secondo 21 giugno 2010.
Pubblicato da: Redazione il 06/07/2010
in: Diritti e Rovesci
Tags: costituzione , crisi , lavoro , politica, leggi
Lettera da l'Aquila
I giornalisti non scrivono, facciamo girare
( Riceviamo indirettamente dall’attore Marco Sgrosso e facciamo girare.)
Una mia amica dell'Aquila mi ha inviato questa:
"Ieri mi ha telefonato l'impiegata di una società di recupero crediti, per conto di Sky.
Mi dice che risulto morosa dal mese di settembre del 2009.
Mi chiede come mai. Le dico che dal 4 aprile dello scorso anno ho lasciato la mia casa e non vi ho più fatto ritorno, causa terremoto.
Il decoder sky giace schiacciato sotto il peso di una parete crollata.
Ammutolisce.
Quindi si scusa e mi dice che farà presente quanto le ho detto a chi di dovere, poi, premurosa, mi chiede se ora, dopo un anno, è tutto a posto.
Mi dice di amare la mia città, ha avuto la fortuna di visitarla un paio di anni fa. Ne è rimasta affascinata. Ricorda in particolare una
scalinata in selci che scendeva dal Duomo verso la basilica di Collemaggio, mi sale il groppo alla gola.
Le dico che abitavo proprio lì. Lei ammutolisce di nuovo. Poi mi invita a raccontarle cosa è la mia città oggi. Ed io lo faccio.
Le racconto del centro militarizzato.
Le racconto che non posso andare a casa mia quando voglio.
Le racconto che, però, i ladri ci vanno indisturbati.
Le racconto dei palazzi lasciati lì a morire.
Le racconto dei soldi che non ci sono, per ricostruire.
E che non ci sono neanche per aiutare noi a sopravvivere.
Le racconto che, dal primo luglio, torneremo a pagare le tasse ed i contributi, anche se non lavoriamo.
Le racconto che pagheremo l'i.c.i. ed i mutui sulle case distrutte e ripartiranno regolarmente i pagamenti dei prestiti.
Anche per chi non ha più nulla. Che, a luglio, un terremotato con uno stipendio lordo di 2.000 euro vedrà in busta paga 734 euro di retribuzione netta. Che non solo torneremo a pagare le tasse, ma restituiremo subito tutte quelle non pagate dal 6 aprile.
Che lo stato non versa ai cittadini senza casa, che si gestiscono da soli, ben ventisettemila, neanche quel piccolo contributo di 200 euro mensili che dovrebbe aiutarli a pagare un affitto.
Che i prezzi degli affitti sono triplicati. Senza nessun controllo.
Che io pago, in un paesino di cinquecento anime, quanto Bertolaso pagava per un appartamento in via Giulia, a Roma.
La sento respirare pesantemente. Le parlo dei nuovi quartieri costruiti a prezzi di residenze di lusso.
Le racconto la vita delle persone che abitano lì. Come in alveari senz'anima. Senza neanche un giornalaio o un bar.
Le racconto degli anziani che sono stati sradicati dalla loro terra lontani chilometri e chilometri.
Le racconto dei professionisti che sono andati via.
Delle iscrizioni alle scuole superiori in netto calo.
Le racconto di una città che muore e lei mi risponde, con la voce che le trema.
" Non è possibile che non si sappia niente di tutto questo. Non potete restare così. Chiamate i giornalisti televisivi.
Dovete dirglielo, chiamate la stampa. Devono scriverlo."
Loro non scrivono... voi fate girare.
Pubblicato da: Redazione il 27/06/2010
in: Diritti e Rovesci
Tags: città , diritti , politica, leggi
Seminario sulla tutela dei lavoratori nei cantieri edili
A cura dell’Ufficio Stampa e Comunicazione
Il Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (Spresal) dell’Asl AT promuove e protegge la salute e la sicurezza nei cantieri edili della provincia, puntando, tramite un’azione a tenaglia di persuasione e deterrenza, a ridurre progressivamente i fattori di rischio. Mercoledì 30 giugno alle 14.30 nella sala convegni dell’Asl AT in via Conte Verde 125 si svolgerà un seminario rivolto alle associazioni imprenditoriali, titolari d’impresa, operatori del settore, istituzioni, sindacati, forze dell’ordine. Si parlerà delle attività di controllo dello Spresal nei cantieri edili, con particolare attenzione alla loro messa in sicurezza in funzione della tutela dei lavoratori.
Relazionerà per primo il direttore del servizio, Roberto Zanelli: “La vigilanza dello Spresal AT e il protocollo d’intesa con la Direzione Provinciale del Lavoro”. Carla Pettazzi, responsabile Servizio tecnico della Prevenzione parlerà del “Rapporto committenza – impresa e coordinatore per la sicurezza”. Altri due operatori del servizio approfondiranno Le “Criticità rilevate nell’attività di vigilanza” (Mauro Bonifaci) e i “Rischi emergenti nel settore edile” (Sergio Ardissone).
Nel 2009 sono stati controllati 131 cantieri, 50 nel distretto Asti Centro, 32 in quello Sud, 49 in quello Nord: quattro su dieci di edilizia civile (piccole costruzioni, il 21% del totale) e ristrutturazioni di edifici (un altro 21%). Il 17% dei cantieri riguarda azioni di bonifica dall’amianto, poi, le grandi costruzioni di edilizia civile (10%) e, progressivamente, tutti gli altri.
A seguito dei controlli, lo Spresal ha trasmesso 140 verbali all’autorità giudiziaria, quasi tutti indirizzati alle imprese affidatarie dei lavori (81%) e, in maniera inferenzialmente minore, a committenti (10%), coordinatori (6%) e lavoratori autonomi (4%).



















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