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Blog di informazione culturale, turistica, paesaggistica e ambientale a cura dell'Associazione Davide Lajolo
Ideazione e direzione: Laurana Lajolo
Direttore responsabile: Valentina Archimede
 
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Incenerimento dei rifiuti

Dossier di studio sull'inceneratore

Incenerimento dei rifiuti

Pubblichiamo uno studio sull'inceneratore, definito in modo fuorviante come termovalorizzatore, che l'ing. Luigi Sardi ha predisposto per la Consulta delle organizzazioni ambientaliste della Provincia di Asti. Lo studio, molto documentato e articolato in modo chiaro e semplice, fornisce una serie di dati inconfutabili sulla pericolosità di quel tipo di impianti e smaschera molte informazioni distorte che circolano sull'argomento.

Mettiamo quindi a disposizione l'intero dossier nel file allegato.

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I VERI NUMERI DI UN’OPERA INUTILE Flop ad Alta velocità

di Luca Mercalli - Il fatto quotidiano 18/06/2011

I VERI NUMERI DI UN’OPERA INUTILE  Flop ad Alta velocità

Le grandi opere non le vuole più nessuno, salvo chi le costruisce e la politica bipartisan che le sponso rizza con pubblico denaro. Dell’inu tilità del Ponte sullo Stretto non vale più la pena di parlare, e dell’affa ruccio miliardario delle centrali nu cleari ci siamo forse sbarazzati con il referendum. Prendiamo invece il caso Tav Val di Susa.
Per i promotori si tratterebbe di un progetto “strategico”, del quale l’I talia non può fare a meno, sembra che senza quel supertunnel ferro viario di oltre 50 km di lunghezza sotto le Alpi, l’Italia sia destinata a un declino epocale, tagliata fuori dal l’Europa. Chiacchiere senza un solo numero a supporto, è da vent’anni che le ripetono e mai abbiamo visto supermercati vuoti perché manca va quel buco.
I numeri invece li han no ben chiari i cittadini della Valsusa che costituiscono un modello di de mocrazia partecipata operante da decenni, decine di migliaia di persone, lavoratori, pubblici amministratori, imprenditori, docenti, studenti e pensionati, in una parola il movi mento “No Tav”, spesso dipinto co me minoranza facinorosa, retrogra da e nemica del progresso. Numeri che l’Osservatorio tecnico sul Tav presieduto dall’architetto Mario Vi rano si rifiuta tenacemente di discu tere. Proviamo qui a metterne in lu ce qualcuno.

Leggi tutto nell'estratto de "Il Fatto Quotidiano" allegato in .pdf

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Anteprima del programma del Festival del paesaggio agrario - III edizione

Agricoltura tra tradizione ed innovazione

Anteprima del programma del Festival del paesaggio agrario - III edizione

Proponiamo in anteprima, scaricabile in allegato, il programma della terza edizione del Festival del Paesaggio Agrario che si terrà nell'astigiano dal 24 al 29 maggio 2011.

Dettagli all'interno del programma e presto sul sito web e sulla pagina facebook dedicati al festival.

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Quale futuro per la viticoltura nell’Astigiano?

evento organizzato dalla rivista culture, da Astiss e dal Centro studi per lo sviluppo della collina

Quale futuro per la viticoltura nell’Astigiano?

Venerdì 21 gennaio alle ore 16 presso il polo universitario di Asti in via Testa 89 si svolgerà un incontro pubblico sul tema “Quale futuro per la viticoltura nell’Astigiano?”, organizzato dalla rivista culture, da Astiss e dal Centro studi per lo sviluppo della collina.

Partendo dall’ultimo numero della rivista uscito a dicembre con il titolo Lavoro in ombra, che oltre al tema del lavoro e dei diritti, ha dato spazio ai risultati della seconda edizione del festival del paesaggio agrario e l’incontro pubblico ha l’intento di focalizzare la riflessione a più voci sulla crisi delle aziende vitivinicole nella nostra provincia. Il report annuale della Coldiretti ha segnalato la riduzione delle piccole aziende agricole con l’accorpamento in aziende più grandi, ma anche con terreni fertili destinati a gerbido. La scarsa remunerazione della viticoltura, la piaga della flavescenza dorata, la crisi del mercato del vino pongono altri problemi di carattere economico e sociale. A fronte di queste considerazioni l’incontro sarà un momento di discussione tra imprenditori, organizzazioni agricole,  esperti, amministratori per valutare se ci siano proposte concrete per uscire dalla crisi.

Introdurrà i lavori il prof. Bruno Giau dell’Università di Torino, presidente del Centro sulla collina, che traccerà il quadro del paesaggio agrario nel corso di quarant’anni con ricchezza di dati e di analisi, apriranno la discussione Luigi Franco Coldiretti, Dino Scanavino Cia, il prof. Vincenzo Gerbi, Giorgio Ferrero viticoltore, Elio Archimede direttore di Barolo&Co e hanno dato la loro adesione a partecipare al dibattito molti esponenti del mondo agricolo, ambientale e della ricerca e consiglieri provinciali e regionali. Concluderà l’assessore all’agricoltura Fulvio Brusa.

Nella sua relazione il prof. Bruno Giau illustrerà le trasformazioni del paesaggio agrario astigiano dagli anni sessanta ad oggi. Nell'intervento introduttivo sarà analizzato l'esodo degli addetti agricoli dalle campagne astigiane quale conseguenza del "grande disagio" dell'agricoltura in provincia di Asti, messo in luce dagli studiosi già mezzo secolo fa. Il percorso si snoda attraverso l'esame dell'impatto di tali dinamiche sul panorama agricolo delle colline astigiane, a carico prevalentemente della viticoltura e della
zootecnia, e dei conseguenti effetti sul paesaggio agrario in termini di impoverimento e banalizzazione.  Ma, come
sottolinea il prof. Giau nella sua indagine, "La situazione odierna apre nuove prospettive. La nuova domanda locale espressa dai neo rurali potrebbe essere una delle chiavi della permanenza con successo dell'agricoltura sulle colline".
Naturalmente, anche in questo caso, non mancano luci ed ombre, soprattutto in termini di effetti sul paesaggio. D'altronde "i paesaggi rurali non possono che cambiare, seguendo l'intensità della presenza umana, i suoi bisogni, le tecniche che ha a disposizione, ma sono sempre attraenti 'quando hanno un senso', quando non sono il frutto del caos e dell'improvvisazione ma derivano da comportamenti razionali di impiego degli spazi, formando un disegno forte di una sua coerenza interna".

Vedi i dettagli nel .pdf allegato!

Per info:
Università di Torino
Centro Studi per lo Sviluppo Rurale della Collina (CSC)
Tel. 011 6708722/0141 351347; Fax 011 6708639/0141 325721
www.centrocollina.unito.it

 

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Nucleare - Il problema senza la soluzione

Nuovo spot di Greenpeace Italia

Il nuovo spot di Greenpeace contro il nucleare fa il verso alle pubblicità delle grandi compagnie energetiche, mostrando - con grande chiarezza, toni di voce rassicuranti e ironia - tutte le agghiaccianti verità sull'atomo: le scorie impossibili da smaltire, gli enormi costi, il falso mito dell'indipendenza energetica, i problemi di sicurezza. www.greenpeace.it/stopnucleare

Pubblicato da: Redazione il 19/01/2011

in: Terra Aria Acqua Fuoco

Tags: energia

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L’equidistanza è uno spot

a cura di Greenpeace Italia

L’equidistanza è uno spot

Lo spot lanciato dal Forum Nucleare, con una spesa annunciata di tre milioni di euro, è un esempio di raffinata manipolazione dell’informazione: propina falsità sotto un apparente tono “equidistante” con le posizioni pro e contro rappresentate su una scacchiera.

Ci troviamo di fronte a una comunicazione assai più “ricercata” delle trasmissioni Rai con interventi tutti a favore tranne uno. Ma vediamo come lo spot traveste da “argomento razionale” due evidenti bufale.

>> Leggi tutto sul sito di Greenpeace

Pubblicato da: Redazione il 18/01/2011

in: Terra Aria Acqua Fuoco

Tags: censura , energia , politica, leggi

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