CultureIncontri
Blog di informazione culturale, turistica, paesaggistica e ambientale a cura dell'Associazione Davide Lajolo
Ideazione e direzione: Laurana Lajolo
Direttore responsabile: Valentina Archimede
 

Brutte notizie per la candidatura Unesco

Di Laurana Lajolo

L’approvazione del progetto di candidatura Unesco è rinviata al prossimo anno.
Non è una buona notizia, c’è ancora molto da fare.

Per esempio superare la palese competizione all’interno del territorio della preminenza delle Langhe nei confronti del Monferrato, il parente povero non adeguatamente valorizzato. La Commissione giudicatrice ha chiesto un’integrazione che metta in evidenza l’apporto della cultura. Gli amministratori e gli estensori del progetto, privilegiando il taglio enogastronomico, hanno trascurato elementi essenziali: gli scrittori e i pittori che hanno fatto amare quel paesaggio, i luoghi di memoria contadina e di cultura materiale, gli edifici di pregio e i monumenti che connotano città e paesi, gli itinerari letterari, il fitto tessuto di eventi culturali anche di taglio innovativo. Non si è messo in evidenza a sufficienza che le vigne e il vino, oltre che produzione, sono storia e leggenda, antichi saperi, emozioni letterarie e artistiche, ricerca scientifica e qualificazione tecnica. Non si sono fatte promozione e comunicazione efficaci. Abbiamo perso una bella occasione perché il paesaggio di Langhe Monferrato Roero era l’unica proposta per l’Italia. Il prossimo anno chissà. Speriamo che gli esami di riparazione, approfondendo il significato simbolico e culturale del territorio, ci portino alla promozione.

Pubblicato da: Redazione il 21/05/2012

in: Punti di vista

Tags: asti, cultura , paesaggio , parchi e riserve

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Giornata Davide Lajolo al Salone del Libro di Torino

Sabato 12 Maggio, stand Piemonte Paesaggio Umano

Giornata Davide Lajolo al Salone del Libro di Torino

Ore 11.00
Invito al Castello di Costigliole

Intervengono: Giovanni Borriero e Filippo Romagnolo

Ore 11.30

Poesia come arte: artisti che interpretano le poesie di Davide Lajolo

Presentazione della mostra ed esposizione delle opere di Piero Nebiolo, Eric Keller e Clizia
Intervengono: Claudio Cerrato, Laurana Lajolo, Clizia Orlando, Filippo Romagnolo

Ore 12.00
Libriinnizza, presentazione della prima edizione e spot Davide Lajolo 100 anni

a cura di Riccardo Bosia
Intervengono: Fulvio Gatti, Flavio Pesce, Massimiliano Spedalieri

Ore 13.00
Aperitivo offerto dal Comune di Costigliole


Ore 14.30
Davide Lajolo 100 anni

Programma dell’Associazione Davide Lajolo per il centenario della nascita dello
scrittore
Spot Davide Lajolo 100 anni di Riccardo Bosia
Itinerari letterari di Davide Lajolo
Intervengono: Gianni Buoso, Luciano Ghione, Andrea Laiolo, Fabienne Vigna

Ore 15.30
Festival del paesaggio agrario
Intervengono: Fulvio Gatti, Lorenzo Giordano, Gabriella Gotti, Laurana Lajolo, Mario
Porta, Dino Scanavino

Ore 16.00
Veder l’erba dalla parte delle radici

Riedizione del libro di Davide Lajolo Premio Viareggio per la letteratura 1977 e
anticipazione del monologo teatrale per il Festival Astiteatro
Intervengono: Aldo Delaude, Laurana Lajolo, Sylvia Menozzi

Ore 16.30
La collezione d’arte di Davide Lajolo a Palazzo Monferrato di Alessandria

Intervengono: Maria Luisa Caffarelli, Claudio Cerrato, Bruno Fara, Laurana Lajolo,
Pierangelo Taverna

Ore 17.00
Davide Lajolo giornalista, scrittore, uomo politico

Intervengono: Aldo Agosti, Marco Albeltaro, Edoardo Borruso, Piercarlo Grimaldi, Alice
Blythe Raviola, Alberto Sinigaglia, Roberto Villa

Ore 18.00

Il vizio assurdo

Dramma di Diego Fabbri e Davide Lajolo
allestimento a cura di Assemblea Teatro
Intervengono: Nanni Fabbri, Laurana Lajolo, Renzo Sicco

Ore 19.00
La Casa editrice Rizzoli ricorda Davide Lajolo


Ore 19.30
Monferrato paesaggi dell’anima tra Candidatura Unesco e Expo 2015

a cura dell’Associazione Gente e paesi
Interviene: Carlo Cerrato

Ore 20.00
Aperitivo della Bottega del Grignolino di Portacomaro


>> Vedi e scarica il programma completo su Davidelajolo.it

Pubblicato da: Redazione il 27/04/2012

in: Le mappe del tesoro

Tags: lajolo

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Centenario della nascita di Davide Lajolo

Un anno di iniziative per ricordare il partigiano Ulisse

Centenario della nascita di Davide Lajolo

Cento anni fa nasceva Davide Lajolo, partigiano, uomo politico, giornalista, scrittore e l’Associazione culturale che porta il suo nome organizza nel corso del 2012 il ricco e composito programma Davide Lajolo 100 anni, che non vuole essere una celebrazione, ma la riproposizione della curiosità culturale, della passione politica, dell’amore per l’arte, del mestiere di giornalista, dell’appartenenza poetica alle colline monferrine di una personalità che ha intrecciato la sua biografia con la grande storia.

Sono previsti convegni a Vinchio (25 aprile sul partigiano Ulisse), a Torino (4 ottobre sul mestiere del giornalista), a Roma (Camera dei Deputati ricordo dell’attività parlamentare), a Nizza (10 novembre su Lajolo giornalista e scrittore, a Milano (16 novembre su socialismo e democrazia), spettacoli teatrali in prima assoluta a Asti (nel festival Astiteatro un monologo tratto da Veder l’erba dalla parte delle radici Premio Viareggio per la letteratura 1977) e a S. Stefano Belbo (8 settembre messa in scena de Il vizio assurdo di Diego Fabbri e Davide Lajolo), passeggiate lungo gli Itinerari letterari di Davide Lajolo di Vinchio (26 maggio, 7 luglio, 25 agosto), mostra fotografica a Vinchio e a Nizza (Il palpito della terra), mostre d’arte a Costigliole (30 giugno), a Alessandria a Palazzo Monferrato (9 ottobre), coinvolgendo tutti i luoghi in cui Davide Lajolo ha operato.

Ed è prevista a luglio una grande festa di compleanno a Vinchio, “Sono nato nel tempo del grano biondo”. Buon compleanno Davide con poesie in concerto e in conclusione i prodotti d’eccellenza del territorio.
La riedizione di Veder l’erba dalla parte delle radici si aggiunge alle ristampe e alle pubblicazioni curate dall’Associazione negli anni scorsi.
Si vuole così passare in rassegna la presenza intellettuale e politica di Davide Lajolo, che si è protratta nel tempo anche dopo la sua scomparsa.

>> Leggi tutto
Per il dettaglio del programma www.davidelajolo.it

Pubblicato da: Redazione il 16/04/2012

in: Le mappe del tesoro

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"Uscire dalla crisi con più socialità, uguaglianza e diritti"

67° Festa della Liberazione, a Milano, a cura dell' ANPI

"Uscire dalla crisi con più socialità, uguaglianza e diritti"
Per la Festa della Liberazione, a Milano, appello del Comitato Permanente Antifascista contro il terrorismo per la difesa dell’Ordine Repubblicano

Questo il testo integrale. Segue il programma della manifestazione nazionale per celebrare il 25 aprile.

"Uscire dalla crisi con più socialità, uguaglianza e diritti. Per un’Europa democratica, politicamente e socialmente unita.
Quest’anno il 67° anniversario della Liberazione e la manifestazione del 25 Aprile, si svolgono in uno scenario particolarmente preoccupante non solo a livello italiano.

La drammatica crisi economico sociale che investe l’Europa e che si presenta in forme nuove in un mondo globalizzato, oltre ad aggravare le condizioni di vita di milioni di cittadini e ad acuire la piaga della disoccupazione soprattutto giovanile, rischia di provocare ripercussioni pericolose sotto lo stesso prolo democratico, mettendo a repentaglio fondamentali diritti e importanti conquiste realizzate nel
corso del Novecento.

Sempre più preoccupante nel nostro Paese è la caduta dei valori che sono alla base dello Stato di diritto, dal rispetto delle regole e delle istituzioni a quello della stessa persona umana, mentre viene periodicamente messo in discussione il principio della divisione dei poteri su cui si fonda la democrazia repubblicana. La crescita delle disuguaglianze sociali, la mancanza e precarietà del lavoro, la messa in discussione dei diritti dei lavoratori, il crescente numero di morti sul lavoro che rimane una tragica costante del nostro Paese, congurano violazioni dello spirito della Costituzione, che fonda la nostra Repubblica sul lavoro e le ada il compito di rimuovere le barriere di disuguaglianza tra i cittadini.

Al lavoro, valore fondante della Repubblica, deve essere restituito il suo ruolo e la sua dignità, eliminando il contrasto stridente tra i principi costituzionali e la durissima realtà del nostro Paese. Nella grave crisi ideale e morale che travaglia l’Italia, l’etica nella politica costituisce sempre di più un elemento di fondo da raorzare e valorizzare. Occorre anche contrapporre una rigorosa concezione antifascista del nostro sistema normativo, delle Istituzioni, dei cittadini, ai sempre più frequenti tentativi di riportarci ad un passato che non può e non deve tornare, in qualsiasi forma.

Non possono essere più consentite tolleranze, connivenze e favori nei confronti di chi si ostina a negare il complessivo signicato antifascista della nostra Costituzione. Mentre ricordiamo i Caduti della Resistenza contro il nazifascismo e celebriamo le pagine più ricche e belle della nostra storia, dobbiamo assumere l’impegno solenne a realizzare gli ideali per cui tanti sacrici sono stati compiuti ed a tradurre nella realtà i principi e i valori contenuti nella nostra Costituzione, consegnando ai giovani la speranza di un futuro migliore, in un’Italia libera e unita. Ciò signica anche battersi per la realizzazione dell’unità politica e democratica dell’Europa, di un’Europa che, secondo la visione contenuta nel manifesto di Ventotene di Altiero Spinelli, dovrà essere unita non in nome di interessi mercantili, ma negli ideali della pace, della democrazia, della solidarietà, della giustizia.

In un contesto internazionale preoccupante è doveroso lanciare un forte appello per la salvaguardia e il raorzamento della democrazia, per il rispetto e la garanzia, in ogni Paese, dei diritti umani, nella profonda convinzione che – come ha insegnato la Resistenza – ciò costituisce il fondamento della libertà e della pace".

>> Vedi il Programma delle manifestazioni nella ricorrenza del 67° Anniversario della Liberazione.
>> Scarica la locandina nel file allegato

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Come proteggere gli acquedotti astigiani

di Alessandro Mortarino - AltritAsti

Come proteggere gli acquedotti astigiani

La rete delle 67 organizzazioni che animano il Comitato Astigiano a favore delle Acque Pubbliche ha riassunto in questi giorni il quadro della situazione, lo stato di salute e i pericoli in vista per quanto riguarda la preziosa acqua potabile dei nostri acquedotti provinciali. E ha definito le sue strategie: richieste specifiche ai gestori astigiani, attenzioni da porre in alcune aree di rischio che non occorre affatto sottovalutare ...


LO SCENARIO
Nei giorni scorsi un documento elaborato dal National Intelligence Estimate e reso pubblico dal Dipartimento di Stato a Washington ci mette a disposizione un inquietante scenario sul prossimo futuro definendo le "Water Wars": entro il 2022 il nostro mondo subirà l'aumento esponenziale della popolazione e la diminuzione della disponibilità d'acqua potabile necessaria per sostenerla.
I fattori climatici porteranno ad inondazioni, carenza o indisponibilità di acqua dolce, povertà crescente; e tutto ciò farà sviluppare tensioni sociali e probabili forme di minacce terroristiche: attentati contro dighe, argini e risorse acquifere. Ma anche guerre tra nazioni: guerre per l'acqua, elemento essenziale per la vita o la morte.

I POZZI DELL'ACQUEDOTTO DEL MONFERRATO
La più grande fonte di approvvigionamento idrico in Piemonte è rappresentata dai pozzi di Saluggia-Cascina Giarrea, da cui "pesca" l'acquedotto del Monferrato.
A pochi metri di distanza da quelle sorgenti continua ad esistere un grave pericolo: la "piscina" che contiene i residui delle scorie nucleari della centrale di Trino Vercellese (in forma liquida). Doveva essere un sito di stoccaggio temporaneo, è tutt'ora (a distanza di lustri) in assoluto utilizzo e, a leggere i piani previsionali dello Stato, pare di capire che rischi di diventare il sito nazionale permanente di tutte le scorie radioattive italiane (e già oggi il 90 % circa di esse sono lì custodite).
La "piscina" di contenimento ha già avuto alcune perdite, con relativa radioattività rilevata - fortunatamente - solo nelle falde superficiali dei terreni circostanti; il pericolo di altre e più gravi fuoriuscite è una realtà.
A cui andrebbe aggiunta la situazione naturale del territorio, con la Dora Baltea a pochi metri e quindi, in caso di disastro, un "vettore" automatico in grado di spingere il danno fino al Po e oltre: infiniti chilometri di possibile contagio.
Ora il rapporto "Water Wars" induce a preoccuparci anche degli aspetti squisitamente legati a possibili atti terroristici. Pensate cosa significherebbe se un attentatore sganciasse un missile o una semplice bomba in quella zona e se l'acquedotto del Monferrato - che serve 101 Comuni dell'astigiano, dell'alessandrino e del torinese - non potesse più fornire acqua potabile alla popolazione locale ! Un disastro irrecuperabile.
Di questo tema nessuno pare preoccuparsene: il Comitato Astigiano a favore delle Acque Pubbliche lancia l'allarme (o, meglio, rinnova l'allarme; perchè tutti sanno che il rischio c'è; e da molti anni ...).

LA GESTIONE PUBBLICA DELL'ACQUA ASTIGIANA
Più volte abbiamo ripreso questo tema su AltritAsti e credo non sia necessario ripetere alcuni concetti se non un ultimo sillogismo: se lo scenario mondiale delinea un futuro di guerre per assicurarsi la (poca) acqua potabile restante e se "rubare" oppure avvelenare l'acqua del vicino sarà il nuovo obiettivo del terrorismo internazionale, ogni persona di buon senso dovrebbe capire che il nostro futuro di pace e prosperità non può non tenere conto della necessità di garantire l'acqua (in giusta misura) a tutti fin da oggi.
Ovvero, in primo luogo, occorre eliminare qualunque possibile forma di lucro dalla sua gestione e far sì che sia il "Pubblico" (con la P maiuscola) a preoccuparsi delle sue sorti, vitali per tutti.
A livello nazionale il Forum italiano dei Movimenti per l'Acqua ha lanciato una campagna di "obbedienza civile" per chiedere che l'applicazione degli esiti referendari venga attuata da tutti i gestori. Anche nell'astigiano prende forma una iniziativa molto articolata.

I QUATTRO GESTORI ASTIGIANI
Quattro soggetti giuridicamente differenti, ai quali il Comitato Astigiano a favore delle Acque Pubbliche ha rivolto altrettante - leggermente differenti - richieste.
All'Acquedotto della Piana e all'Acquedotto Valtiglione, entrambi interamente pubblici in forma di Società per Azioni, è stato richiesto di seguire repentinamente l'esempio della municipalizzata di Napoli, trasformata nelle scorse settimane in Ente di Diritto Pubblico.
All'Acquedotto del Monferrato, uno dei pochi Consorzi fra Comuni esistente in Italia (forma che tutela al massimo il ruolo del sistema pubblico nella gestione acquedottistica), è stato richiesto di rendere ancor più trasparente il proprio modello gestionale, il bilancio consuntivo, le previsioni ed investimenti.
All'Asp (SpA partecipata al 45 % da soci privati e al 55 % dal Comune di Asti) è stato inviato un "avviso": il Comitato avvierà la campagna di "obbedienza civile" per invitare i cittadini/utenti a trattenere dal pagamento delle prossime bollette il 7 % (tutto ancora da conteggiare e probabilmente addirittura superiore) di remunerazione del capitale investito. Nessun profitto dalla gestione dell'acqua, è il messaggio insito nella richiesta del Comitato. Che ora attende, prima di avviare la campagna locale, un segnale da parte dei vertici dell'Asp.

QUATTRO GESTORI DIVERSI O UN SOLO GESTORE PUBBLICO ?
Mettiamo un punto interrogativo a questa che vorremmo fosse un'affermazione. Il territorio astigiano è di così ridotta dimensione che la logica di una buona economia di scala porterebbe a riunire i nostri quattro gestori in un unico soggetto. La proposta del Comitato introduce questo elemento e disegna un quadro possibile (ma occorre la volontà politica ...): se le aziende consortili fossero tre, allora il già attuato Consorzio S.I.A.M. potrebbe avviare un percorso per "inglobare" anche l'Asp.
Come ? Due strade sono suggerite: la prima prevede l'acquisizione del 45 % delle quote azionarie in mano ai soci privati da parte del Comune di Asti. Ma dove reperire i denari per riprendersi quelle quote vendute appena una decina di anni fa ?
La seconda strada pare più praticabile: chiedere che il ramo idrico venga scorporato dal resto di Asp e venga ceduto al Consorzio.
E' ora di iniziare a ragionarne !

ANCHE PERCHE' IL MOSTRO AVANZA

Il "mostro" è la grande multiutility del nord e le notizie non sono affatto rassicuranti. Ma di questo sapete già tutto: http://www.altritasti.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1323:beni-comuni-contro-grandi-concentrazioni&catid=21:acqua-diritto-di-tutti&Itemid=44


>> Vedi l'articolo su AltritAsti

Pubblicato da: Redazione il 04/04/2012

in: Terra Aria Acqua Fuoco

Tags: acqua , asti, cultura , politica, leggi

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Manca un pensiero strategico sulla cultura

Di Laurana Lajolo

Manca un pensiero strategico sulla cultura

Un’interessante campagna per la cultura come risorsa economica è stata recentemente lanciata dal Sole 24 ore, che, domenica 18 marzo, ha parlato di Torino che in un decennio è diventata da capitale industriale a importante polo culturale con la nuova destinazione dei grandi contenitori vuoti e investimenti consistenti.

Paolo Verri, che è stato direttore di Torino Internazionale e che ora collabora per la proposta di Matera a capitale europea della cultura, spiega il piano strategico di quell’operazione coraggiosa. I dati di Torino sono significativi: negli anni Ottanta c’erano 60 mila dipendenti Fiat e 5 mila addetti alla cultura, ora ci sono 35 mila dipendenti del sistema culturale e 15 mila dipendenti Fiat. Il trend economico del capoluogo è completamente cambiato.

E proprio Verri, che vent’anni fa ha collaborato con l’amministrazione comunale per il progetto “Asti città di cultura”, commenta che Asti ha un potenziale notevole, ma non riesce ad emergere a causa della mancanza di un pensiero strategico, cioè di una mentalità collettiva in grado di valorizzare il patrimonio. Porta, invece, come esempio positivo quello di Mons, una città belga di 100 mila abitanti, nominata città europea della cultura per il 2015.

Non basta, dunque, che ora si dichiari di realizzare il progetto Asti città di cultura o il sistema dei musei se ad occuparsene sono sempre i soliti addetti ai lavori, anche capaci e competenti, anche con finanziamenti (che una volta non c’erano), ma senza che le forze economiche e sociali si sentano partecipi e protagoniste della nuova strategia e del nuovo corso dell’economia. Gli operatori culturali si sbracciano, hanno anche idee, ma il turismo rimane vincolato all’enogastronomia e ora timidamente al paesaggio, il mondo del vino pensa all’export ma non investe sulla cultura del territorio come gli imprenditori industriali, le forze sindacali non sono in grado di fare proposte di sviluppo del lavoro in campo culturale.

E tutti sono chiusi in un recinto ristretto, senza conoscere e valutare esperienze di altre città e coinvolgere esperti che lavorano altrove. Questo significa mancare di un progetto o meglio di un pensiero strategico di carattere economico e sociale complessivo e inglobante tutta la città e il suo hinterland e guardare, come è sempre più necessario, oltre i confini, pensare in grande dando una connotazione turistico-culturale al centro storico della città e al paesaggio collinare, che speriamo sia presto patrimonio dell’Unesco, in una visione glocale (locale e globale).
Altrimenti si possono spendere risorse, ma senza prospettiva.

Pubblicato da: Redazione il 30/03/2012

in: Punti di vista

Tags: asti, cultura

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