Il tavolo anticrisi
INTERVISTA A SERGIO DIDIER, segretario CISL Asti A cura di Valentina Mazzola
1) In che modo la crisi economica si è manifestata nella provincia di asti e quali possono essere e le proposte di uscita?
Asti non fa eccezione, la crisi ha picchiato duro anche su quelle aziende locali considerate intoccabili. La via d’uscita che la CISL sta perseguendo è il tavolo anticrisi costruito con le forze sociali, gli enti datoriali, le istituzioni, la Cassa di Risparmio di Asti e i sindacati. A questo proposito è già stato firmato un accordo anticrisi che ha come obiettivo la costruzione di un percorso condiviso attraverso la ricerca di una coesione sociale.
2) Quali effetti ha avuto sul nostro territorio la cassa integrazione Fiat?
Le conseguenze della crisi FIAT sono ancora all’ordine del giorno in quanto l’indotto astigiano subisce ancora l’effetto coda della crisi precedente. Fortunatamente grazie all’accordo con la Cassa di Risparmio di Asti si è riusciti ad ottenere gli anticipi della Cassa Integrazione. Un risultato importante se pensiamo alle spese correnti che ciascuno di noi affronta ogni giorno. Il lavoratore potrà accedere a questo anticipo indipendentemente dall’orario di lavoro, dalla grandezza e dalla localizzazione dell’impresa in ambito provinciale.
3) La crisi ha colpito soprattutto le classi deboli. Quali sono in questo senso le preoccupazioni del sindacato
In tempi di crisi le fasce deboli si estendono. Ecco allora che la CISL è subito intervenuta con provvedimenti finalizzati all’erogazione di contributi. A livello provinciale è stato istituito un tavolo con i sei Comuni principali (Asti, Villanova, Costigliole, San Damiano, Canelli e Nizza) al fine di studiare un accordo su prezzi, tariffe e misure di sostegno per gli affitti.
4) Quale è la posizione della CISL rispetto al provvedimento del Ministro Sacconi sull'arbitrato che viene a modificare l'applicazione dell'art. 18?"
A seguito dell’emanazione del provvedimento del Ministro Sacconi la CISL si è da subito opposta. Successivamente ha deciso di firmare un accordo che prevede che le nuove regole non intacchino l’articolo 18 ma offrano ulteriori opportunità per i lavoratori nella gestione delle controversie con i datori di lavoro.














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