Zero Poverty
di Beppe Amico - direttore Caritas diocesana
L’Unione europea ha proclamato il 2010 l’Anno europeo contro la povertà e l’esclusione sociale, ispirata dalla solidarietà, suo principio fondativo, e ha unito le forze con i propri stati membri per fare del 2010 l’Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale. Gli obiettivi chiave sono la crescita della consapevolezza dell’opinione pubblica e un rinnovato impegno politico dell’Unione e dei suoi membri nei confronti delle persone costrette a vivere in condizioni di povertà ed esclusione sociale.
E’ un linguaggio familiare alla Chiesa e allaCaritas e si tratta di aspirazioni condivise e hanno ideato la campagna di sensibilizzazione chiamata “ZERO POVERTY” impegnando le Caritas d’Europa a gesti significativi.
Ad inaugurare tale campagna è stato il Santo Padre che domenica 14 febbraio, giorno della memoria dei santi Patroni d’Europa, Cirillo e Metodio, ha visitato, in un’ala del complesso della stazione Termini, l’ostello “Don Luigi Di Liegro”, storica struttura di accoglienza per persone senza dimora che da trent’anni la Caritas di Roma gestisce, in convenzione con il Comune capitolino e grazie alla disponibilità delle Ferrovie dello Stato, proprietarie dello stabile. Il pontefice ha visitato oltre all’ostello, che accoglie circa 200 persone e che si prepara ad un robusto ammodernamento, anche l’annessa mensa e l’ambulatorio, pure gestiti dalla Caritas. Ogni Vescovo d’Europa, in comunione a Papa Benedetto XVI, si è ritrovato fisicamente accanto ai poveri, visitando un servizio caritativo della propria diocesi. Ad Asti, Mons. Francesco Ravinale, insieme ad una delegazione di volontari dei centri di ascolto della Caritas, ha visitato il 15 febbraio la mensa sociale gestita dalle Suore della Pietà pranzando insieme agli ospiti. Il Vescovo ha ringraziato le suore della pietà che con dedizione ogni giorno curano il servizio.
Il Vescovo ha scelto la mensa per lanciare l’adesione allacampagna europea ZERO POVERTY perché è segno tangibile della povertà nella nostra città, servizio importantissimo alle molte famiglie che non arrivano a soddisfare autonomamente il bisogno primario di procurasi il cibo quotidiano. Nel corso dell’anno 2009le suore impegnate in tale servizio hanno distribuito 179.735 pasti caldi. Nel 2007 i pasti sono stati 145.000 e nel 2008 172.789.
E’ stata anche ricordata Sr. Palmira che ha retto per molti anni la mensa e che è scomparsa lo scorso anno. La Caritas diocesana in collaborazione con il Progetto culturale avvia una ricerca per raccogliere testimonianze sulla figura di Sr. Palmira in modo da realizzare un libro che da un lato ricalchi la storia della mensa in Asti e dall’altro mantenga vivo il ricordo di una grande testimoni della carità nella nostra città.
Il Quaderno della povertà della Caritas europea
La Caritas Europa (rete di 47 Caritas nazionali ) ha costruito un Quaderno della povertà, il Poverty Paper, che nella versione italiana è intitolato In mezzo a noi.
Secondo questo quaderno-studio i tre pilastri portanti delle società europee si sono fortemente indeboliti tre pilastri in crisi: il mercato del lavoro, la famiglia e lo stato socio-assistenziale e hanno provocato precarietà e instabilit ànel mondo del lavoro; indebolimento deivincoli di solidarietà che tenevano le famiglie unite al proprio interno e con la comunità più allargata; riduzione degliinterventi sociali e conseguente indebolimento del tessuto sociale.
Primo: La povertà è uno scandalo
Ogni essere umano ha diritto ai mezzi sufficienti per vivere una vita decorosa. Ogni persona ha diritto a ricevere assistenza nella malattia, disabilità, disoccupazione, vecchiaia, …
Secondo: La povertà non è solo mancanza di risorse finanziarie
La condizione di indigenza è infatti un fenomeno multidimensionale, di cui Caritas ha individuato otto aspetti specifici: risorse finanziarie, benessere derivante dallo stato di salute, situazione abitativa, livello d’istruzione, integrazione occupazionale, integrazione sociale, integrazione inerente alle norme sulla residenza e la famiglia di origine.
Terzo: Il modo migliore per combattere la povertà è prevenirla
Le politiche sociali attuali rimangono incentrate sull’assistenza alle persone indigenti, seppur in maniera lacunosa. Occorre invece investire preventivamente nelle diverse fasi tipiche dello sviluppo dell’individuo: famiglia, scuola, formazione professionale, lavoro, creazione di una nuova famiglia, pensionamento.
Quarto: La povertà è un problema che riguarda tutti Ogni azione politica che origina da una visione sociale che considera i poveri e se ne fa carico come parte dell’intera società rappresenta il primo passo verso l’inclusione sociale.
Le stime dei poveri
IN ITALIA
I dati ISTAT (luglio 2009) a riguardo dei volti e delle storie di poveri, in Italia, sono allarmanti. Le famiglie che si trovano in condizioni di povertà relativa sono stimate in 2 milioni 737 mila e rappresentano l’11,3% delle famiglie residenti. Nel complesso sono 8 milioni 78 mila le persone povere, il 13,6% dell’intera popolazione. I principali fattori associati alla povertà sono: elevato numero di componenti (le famiglie con 5 o più componenti presentano livelli di povertà più elevati), presenza di figli (3 o più, soprattutto minori), presenza di anziani, basso livello di istruzione, ridotta partecipazione al mercato del lavoro.
In Europa
Ben 79 milioni di persone (il 17% della popolazione) vivono oggi sotto la soglia di povertà nei paesi dell’Unione Europea. 19milioni sono bambini; il 23,5% di europei sopravvive con 10 euro al giorno. Un europeo su 5 soffre di condizioni abitative malsane, il 9% in nuclei familiari privi di lavoro. L'OCSE stima che nella seconda metà del 2010 il tasso di disoccupazione nell'area europea si avvicinerà a un nuovo massimo dal dopoguerra (10%, con 57 milioni di disoccupati).
Nel Mondo
La FAO ha rilanciato l’allarme per 1 miliardo e 20 milioni di persone che soffrono la fame nel mondo. 2,6 miliardi (40% della popolazione mondiale) vivono con meno di 2$ al giorno. 10 milioni di bambini muoiono ogni anno per povertà e malnutrizione prima di compiere i 5 anni di età. La Banca Mondiale prevede nell’anno in corso 90 milioni di disoccupati in più nel mondo. Più di 1 miliardo di bambini vive in territori di guerra.
Visita: www.zeropoverty.org














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