Il diritto di voto
di Laurana Lajolo - ADL
Mi viene il dubbio che i nostri governanti vogliano farsi interpreti del potere assoluto codificato da Hobbes, il potere al di sopra di tutto e di tutti, e abbiano buttato via Montesquieu che ha proposto la separazione dei poteri e i limiti al potere politico anche rispetto alle libertà individuali.
Ma forse non hanno letto né l’uno né l’altro e hanno fatto una loro filosofia più semplice e premiante, quella degli interessi di parte e di aggiustare le cose a proprio beneficio, anche quando sono loro all’origine dei loro mali.
E che fare allora del testo della Costituzione? Delle leggi dello Stato? Delle istituzioni? Appellandosi al diritto di voto dei cittadini si può andare oltre e “aggiustare” le cose per decreto interpretativo.
Ma anche se non fossero presenti determinate liste (come del resto è successo altre volte anche ad Asti) non ci sarebbe nessun limite al diritto di voto, che potrebbe essere espresso su un’altra lista similare.
Anch’io voto per il partito che è meno distante da me e non per il partito che vorrei, eppure non mi sento defraudata del mio diritto di voto.














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