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Progetto della società agricola “S. Marzanotto Energy”

di Fiammetta Mussio, giornalista de La Stampa

Un maxi impianto di biogas potrebbe sbucare nella piana del Castello di Belangero. Due capannoni in cemento, sei vasche alte sei metri (in parte interrate e ricoperte da una mezza sfera) e una produzione di mille kilowatt/ora: un progetto ambizioso, firmato dal geometra Mario Sorba, che prevede un investimento di 5 milioni di euro. Lo ha depositato allo Sportello unico del Comune la Società agricola San Marzanotto Energy, che fa capo a Claudio Brignolo, agricoltore e anche presidente della cantina Astibarbera. Dovrà ancora passare al vaglio della Provincia.

Una volta ottenute le autorizzazioni, partiranno i lavori: l'idea è di costruirlo entro il 2010. Il progetto però, non trova unanimità di consensi. Gli abitanti della piana di San Marzanotto arricciano il naso e rinnovano il comitato spontaneoche nel 2008, si era battuto (inutilmente) per impedire la realizzazione del capannone sotto Villa Badoglio, sempre di proprietà della famiglia Brignolo: in 150, firmano una lettera di protesta già inviata ai sindaci di Asti e Revigliasco (comune di confine del terreno), al Presidente della Provincia e agli uffici interessati. Lo giudicano un intervento «inidoneo al luogo, troppo vicino alle case e di forte impatto ambientale». Preoccupano anche le puzze che potrebbero esalare dall'impianto. Perplessità sono state espresse anche in Consiglio di circoscrizione. La richiesta è di valutare la possibilità di una ricollocazione della struttura, in luogo più adatto e meno visibile. Brignolo interviene nella querelle per tranquillizzare i concittadini: «Sarà un impianto pulito dice ce ne sono centinaia in Germania e l'Unione europea impone anche all'Italia la produzione di energia rinnovabile». Assicura che «non ci saranno rumori, né odori sgradevoli: si utilizzano gli scarti dei cereali per ricavare biogas, attraverso fermentazione naturale». Racconta di averne visitato uno nei giorni scorsi a Cremona: «E' a 200 metri da una casa di riposo e nessuno protesta».
Nell'Astigiano, non sarà il primo: un impianto più piccolo funziona già nell'azienda Merlo di Monastero Bormida, un altro sarà pronto per l'estate a Cocconato, in frazione Gessi. Il 13 gennaio, allo Sportello unico, è convocata la prima Conferenza dei servizi per esaminare la richiesta di costruzione di un impianto a biomasse a Variglie. E' stato presentato dall'azienda agricola di Mario Quaglia. La riunione è pubblica: comincerà alle 10, in via Natta 3.
 

23 Dicembre 2009 La Stampa

Pubblicato da: Fiammetta Mussio il 03/03/2010

in: Terra Aria Acqua Fuoco

Tags: energia , paesaggio , san marzanotto

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