Interessi di privati e interessi della popolazione: l’assemblea di S. Marzanotto
Di Fiammetta Mussio, giornalista La Stampa
La trafila si è aperta il 16 febbraio, con la prima Conferenza dei servizi in Provincia. I tecnici avranno tempo 180 giorni per dare un parere sull'impianto di biogas che potrebbe sorgere accanto al castello di Belangero. Un mega progetto da quasi 5 milioni di euro, della "Valle Tanaro Energy", società che fa capo a due agricoltori, Massimo Forno e Claudio Brignolo. Presidenti, il primo, di Confagricoltura e, l'altro, della cantina "Astibarbera".
La sala provinciale è affollata, come qualche sera prima l'oratorio di San Marzanotto per l'assemblea convocata dal Consiglio di circoscrizione. Le preoccupazioni vanno oltre la vallata della frazione, fino a Mongardino e Isola. Gli abitanti non nascondono timori e perplessità per quell'opera ingombrante, neppure davanti a tre assessori, un vice sindaco e ai tentativi di tranquillizzare. Prende la parola Massimo Forno. E son fischi. Ci prova l'assessore provinciale Pierfranco Ferraris con gli ingegneri dell'ufficio Ambiente. Loro però, sono tecnici: valutano l'idoneità dell'impianto, ma non esprimono giudizi di merito. Dal salone, voci gli ricordano che "gli amministratori sono custodi del paesaggio e degli interessi collettivi". Si rivolgono anche ai colleghi Diego Zavattaro e Fulvio Brusa. Chiedono di trovare un'area più adatta a costruire quel gigante che produrrà energia con le biomasse agricole (scarti di cereali e sterco animale). Silenzio. Solo per il vice sindaco Sergio Ebarnabo, è cosa che si può valutare. Applauso. Ma siamo sotto elezioni e lui è candidato in Regione. Sono passati giorni, proposte alternative non ce ne sono. L'iter della pratica, intanto, è iniziato: martedì 23 febbraio, alle 14,30, la commissione farà un sopralluogo sul sito; la seconda Conferenza è per le 10 del 16 marzo, in Provincia.
Fallito il tentativo con la politica, gli abitanti sono decisi a farsi ascoltare almeno dai "periti". Diranno i dubbi, presenteranno osservazioni, segnaleranno le carenze del progetto. Stavolta per iscritto. E che i tecnici ce la mandino buona.
La Stampa 12 febbraio 2010














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