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Fotovoltaico su terreni fertili

del Movimento Stop al Consumo del Territorio

Ad appena due mesi dal suo avvio “la campagna nella campagna” avviata dal Movimento nazionale per lo Stop al Consumo di territorio per arginare l’esponenziale moltiplicarsi di nuovi impianti fotovoltaici su terreni liberi inizia a punteggiare di atti concreti il suo percorso. Molte sono le Commissioni consiliari e i Consigli comunali già impegnati nell’analizzare e dibattere il controverso tema sul “come” limitare/impedire che i terreni agricoli possano finire per essere adibiti a “coltivazioni” di pannelli fotovoltaici.

Con estrema soddisfazione il 26 gennaio è giunta la prima delibera approvata dal Consiglio Comunale di S. Costanzo in provincia di Pesaro-Urbino, un paese di circa 4900 abitanti nelle terre del Montefeltro. Il 12 febbraio la Giunta provinciale di Torino ha approvato un nuovo piano di coordinamento del territorio che prevede che non si potrà costruire su terreni non cementificati e fertili.

La delibera proposta dall’Assessore all’Ambiente, Agricoltura e Turismo, ing, Gigliola Catalani fa un’integrazione al regolamento edilizio comunale vigente e introduce un nuovo articolo dedicato ai pannelli fotovoltaici ed alle fonti rinnovabili, tra cui è scritto: “Nelle zone agricole non sono consentiti impianti fotovoltaici a terra ed altri impianti di produzione di energia di tipo autonomi, sono tuttavia consentiti impianti solari termici o fotovoltaici aderenti o integrati nei tetti degli edifici con la stessa indicazione e lo stesso orientamento della falda e i cui componenti non modificano la sagoma degli edifici stessi. (vd. il testo completo della delibera al seguente link http://www.stopalconsumoditerritorio.it )

A seguire, sono poi state segnalate altre due delibere approvate dai Comuni di Portoferraio (Livorno) e Rivalta di Torino: una piccola “breccia” inizia dunque ad aprirsi verso una corretta via alla sostenibilità dei progetti di energia alternativa anche a salvaguardia dei nostri “resistenti” terreni fertili …

Vi sono altri segnali importanti: l’intervento del Tar di Lecce per fermare la realizzazione del devastante impianto eolico sulla Serra di Ruffano; l’adozione dei primi indirizzi in materia di fotovoltaico su terreni agricoli da dieci sindaci della provincia di Torino e il dibattito aperto in commissione da altri Comuni (Vaprio d’Adda (Mi), Resana (Tv), Campiglia Marittima e Suvereto (Li) ...

Siamo anche soddisfatti che la Coldiretti e la Cia abbiano manifestato pubblicamente la loro condivisione alla proposta, dimostrando che l’agricoltura moderna è attenta alla sostenibilità dei suoli e non privilegia le speculazioni del breve termine.

Pubblicato da: Redazione il 18/02/2010

in: Punti di vista

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(Ultimo 06/04/2010 ore 13:55)

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