Al di là del mare
Primavera araba, migranti, rifugiati
Sabato 27 novembre alle ore 17 al Salone Milliavacca (via Milliavacca 9, presso piazza Castigliano) verrà consegnato il “Premio Davide Lajolo Il ramarro” al giornalista de La Stampa Domenico Quirico per la sua attività professionale, per le sue doti di scrittore e storico, per l’attenzione prestata al fenomeno delle migrazioni dall’Africa.
Quirico presenterà il suo ultimo libro “Primavera araba. Le rivoluzioni dall’altra parte del mare” (ed. Bollati Boringhieri), in cui analizza la situazione di Tunisia, Egitto, Algeria, Libia, diversi tra loro ma tutti affacciati sullo stesso mediterraneo e con i destini intrecciati con quelli del nostro Paese.
Sarà questa l’occasione per incontrare i profughi somali ospitati dalla Caritas di Asti e sentire le loro testimonianze come quelle dei rifugiati politici che hanno trovato casa a Settime. Verrà anche consegnata una targa al sindaco Guido Rosina per l’accoglienza attuata in paese. Come già due anni fa in occasione del Premio a Laura Boldrini, portavoce dell’Onu per i rifugiati politici, si vuole affrontare sotto il profilo sociale e sotto quello umanitario le problematiche inerenti ai flussi migratori dai paesi poveri nel nostro Paese per capirne le motivazioni, per delineare i criteri di accoglienza, per rispettare i diritti dei profughi.
L’incontro è organizzato dall’Associazione culturale Davide Lajolo e dalla Caritas di Asti in collaborazione con La Stampa ed è aperto a tutti.
Primavera araba. Le rivoluzioni dall’altra parte del mare di Domenico Quirico, ed. Bollati Boringhieri, è dedicato ai giovani tunisini che con me hanno attraversato il mare. Cercavano un’altra vita. Siamo rinati.
Il libro comincia così:
E’ dunque qui che tutto è iniziato. Sappiamo il giorno e l’ora, conosciamo i nomi dell’eroe e quello dei cattivi, possiamo ricostruirne i gesti, le grida, ripercorrere strada per strada i percorsi della collera, della vergogna, del dolore. Sappiamo perfino perché la rivoluzione è scoppiata: per due cassette di pere, tre di mele e sette chili di banane. Davvero un piccolo prezzo per un così grande dissesto che ha sconclusionato il mondo intero.
Questo è il nostro 14 luglio, gridavano i tunisini di Francia a Parigi, davanti alla loro ambasciata tenendo in mano, ebbri di gioia, i giornali che raccontavano il girono della libertà, laggiù a Tunisi, il tiranno fuggito, le strade piene di gente. (…)
La rivoluzione araba! Ma è giusto definirla così? Non sarebbe meglio utilizzare il plurale visto che solo l’ultima in ordine di tempo di un elenco fitto, pieno di fiamme e di passioni? La sua unicità sta semmai nelle caratteristiche nuove e nelle possibilità che gli ha dato il tempo e non il vigore degli uomini.
Prima di tutto le si può appiccicare, come si faceva nei libri scolastici, una data: 17 dicembre 2010. E un luogo: Sidi Bouzid, nel centro della Tunisia. E un nome: Mohamed Bouazizi, l’eroe. Una storia del primo decennio del XXI secolo che figurerebbe benissimo in un nuovo ciclo di Mille e una notte: l’umile mercante di verdure che ha sconfitto il tiranno che viveva tra gli ori del suo palazzo, circonfuso delle prosternazioni dei visir e gli omaggi dei re stranieri. Una storia di strada, in fondo.
SCHEDA DEL LIBRO. Tunisia, Egitto, Algeria, Libia, ogni paese oggi in rivolta è diverso, ma tutti si affacciano sullo stesso mediterraneo e i loro destini sono intrecciati al nostro. Per raccontare la storia di queste rivoluzioni è necessario conoscere la gente, smarcarsi dalla propaganda, vivere l’atmosfera delle strade del Maghreb. Questo è il mestiere di un giornalista rigoroso come Domenico Quirico, che ha visto coi suoi occhi i drammi e le speranze di quei giovani e ci restituisce nel libro un modo per comprendere, interrogandosi su come scoppia una rivoluzione e che cosa possa essere la democrazia nei paesi del Maghreb dopo anni di dittatura.














Commenti
Non ci sono commenti a questo articolo> Vedi tutti i commenti
> Commenta questo articolo