Dal partito del mattone al partito dell’ambiente
Di Laurana Lajolo
Per questa volta non c’è stata alluvione.
Il Tanaro era pieno e tumultuoso, ma è andata bene. Purtroppo hanno sofferto altre popolazioni a noi vicine e diventa sempre più evidente quanto sia enorme e impellente il problema della messa in sicurezza dei fiumi e della difesa del territorio. Nella logica delle amministrazioni il cemento vale più del territorio e si incentiva ancora, nonostante tutto, l’espansione edilizia nelle zone a rischio per poi piangere i morti.
Difendere il paesaggio non è soltanto valorizzare le bellezze naturali, ma è una necessità di sopravvivenza per salvaguardare il territorio ed evitare traumi e disastri. I fatti sono incontrovertibili. Chi si candiderà a sindaco di Asti dovrebbe passare dal partito del mattone al partito dell’ambiente e i comuni, la Regione, il governo dovrebbero investire nello sviluppo dell’agricoltura e della tutela dell’ambiente, cosa possibile come dimostra il Trentino. Continuare a costruire in città e nei paesi quando c’è molto patrimonio edilizio da recuperare non è più ammissibile. Nel buio pesto della crisi finanziaria mondiale bisogna ridare valore alla terra e non alla speculazione e allo sfruttamento intensivo del suolo per riparare le profonde ferite inferte all’ambiente, cambiando la visione culturale e sociale della prospettiva economica.














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