Quesiti astrusi, ma sostanza chiara
Di Laurana Lajolo
Il primo articolo della Costituzione ci dice che il popolo non è un gregge che segue il montone-capo, come lo evocano alcuni politici, ma è formato dall’insieme dei cittadini.
Nelle ultime elezioni gli elettori hanno mandato messaggi molto importanti ai rappresentanti politici e hanno indicato la necessità di cambiare il modo di fare politica.
Questo mi sembra il risultato più importante: una nuova manifestazione di cittadinanza, di partecipazione popolare e un nuovo protagonismo giovanile. Tra pochi giorni tutti i cittadini italiani hanno il diritto, ma anche il dovere civico, di votare sul nucleare e sull’acqua pubblica, quesiti essenziali per la vita nostra e dei nostri figli, oltre che sul legittimo impedimento per chi governa così da rinviare il giudizio penale. Come si fa oggi decidere di costruire ancora centrali nucleari dopo disastri terribili e enormi irrimediabili?
Come si può lasciare che gestori privati facciano i loro affari con l’acqua, bene pubblico per eccellenza?
Come si può contraddire l’art. 3 della Costituzione che dice che tutti i cittadini sono eguali davanti alla legge?
I quesiti sono scritti in termini astrusi, ma la loro sostanza è molto chiara e spetta ai cittadini decidere di cambiare i provvedimenti approvati dal Parlamento per evitare gravi conseguenze per noi e i nostri figli.














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