PER IL 25 APRILE 2011
di Laurana Lajolo
Per questo 25 aprile sono andata a rileggere il discorso che Piero Calamandrei, uomo della
Resistenza e dell’Assemblea Costituente, tenne nel 1955 agli studenti milanesi. C’è una frase che
una volta letta non mi è più uscita dalla memoria: “La libertà è come l’aria. Ci si accorge di quanto
vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia
generazione hanno sentito per vent’anni e che io auguro a voi giovani di non sentire mai”. Oggi
mi sembra che l’aria cominci a mancare, mentre è responsabilità di tutti i cittadini salvaguardare
la convivenza democratica. La Costituzione, carta fondante del nostro Stato di diritto, è messa in
discussione da rappresentanti delle istituzioni, che vogliono cambiare i fondamenti della nostra
democrazia. La Costituzione pone infatti limiti al potere per garantire i diritti individuali e della
convivenza civile. Se il potere vuole prevaricare i diritti dei cittadini va a rompere gli equilibri
stessi della democrazia. I giovani partigiani hanno combattuto per una nuova patria fondata
sugli ideali di uguaglianza, libertà e giustizia, che sono stati trasfusi nei principi costituzionali.
Possiamo noi cittadini assumerci la responsabilità di lasciar disperdere quel patrimonio dai pochi
che antepongono i loro interessi a quelli collettivi?














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