Marco Paolini per la Memoria
Da L'Espresso la traccia del monologo in anteprima
In anteprima, la traccia del monologo che il grande regista e attore di teatro reciterà il 26 gennaio su La7 per la Giornata di ricordo della Shoah. Dedicato ai disabili sterminati dal Fuhrer perché potevano rallentare la corsa del Reich
21 gennaio 2011)
Il testo che pubblichiamo qui sotto è stato scritto per "L'espresso" da Marco Paolini che sarà protagonista la sera del 26 gennaio a La7 di una serata evento dedicata alla Giornata della Memoria.
Tra il 1939 e il 1945 nel territorio del Reich furono ammazzati centinaia di migliaia di cittadini tedeschi, persone disabili e malati di mente. Le prime vittime del nazismo furono loro: prima degli ebrei, prima degli zingari, prima degli omosessuali. Prima di tutti, furono passati per il camino i propri figli mal riusciti, in un miscuglio di ragioni razziali pseudoscientifiche ed economiche, mai dette apertamente però sapientemente indotte: forse anche per questo, ciò che accadde per mano di pochi, accadde sotto gli occhi di tutti. Uccisi da medici o per ordine di medici, da persone impiegate in luoghi che dovevano curare. Oggi ne sappiamo molto di più di quel che successe durante il nazismo. Sappiamo i metodi usati per uccidere, sappiamo i colpevoli, sappiamo i grandi numeri. Se si vuole si possono anche trovare informazioni sul diametro dei tubi dove passava il gas, sul tipo di raccordi usati per unire tra loro i tubi. Però la storia dello sterminio dei disabili e dei malati di mente è stata tenuta nascosta fino a pochi anni fa. Persone che non hanno avuto parola e che per molto tempo non hanno avuto nemmeno considerazione: perché erano "meno". È la storia di uno sterminio di massa, conosciuto come T4, dove T4 sta per Tiergatenstrasse 4, l'indirizzo dell'ufficio di Berlino che governava una macchina di medici, infermieri, psichiatri, impiegati che nella Germania nazista hanno soppresso 300 mila (almeno) "vite indegne di essere vissute". Perché? Forse perché rallentavano la marcia del Terzo Reich.
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Ci sono 1 commenti a questo articolo(Ultimo 27/01/2011 ore 20:45)
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