L'urlo
di Pasquale di Lena
Quella mattina l’urlo straziante mi aveva tolto il respiro. Non era mai successo prima. Eppure da qualche anno si ripetevano le partenze che uno veniva a sapere sempre all’ultimo momento e, a volte, arrivando a scuola, quando il banco era vuoto o mancava solo uno degli occupanti. Il maestro, già anziano, ce lo annunciava all’inizio della lezione.
Cominciava a parlare con voce sommessa e la testa chinata sulla cattedra, pronunciando subito il nome, Francesco (Ciccillo), Primiano (Nanuccio), Vittorio, Michele Pasquale o Nicola (Lillino), Pardo (Parduccio), Raffaele (Lello), Antonio (Totonno) è partito per l’America, che voleva significare dal Nord al Sud, dal Canada all’Argentina, il Brasile, senza precisare quale di questi paesi, oppure per l’Australia, che era un paese come un altro dove cercare lavoro e fortuna, difficile, però, da raggiungere perché lontano, molto lontano.
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