SALVARE I PARCHI NATURALI ITALIANI!
lettera spedita ieri agli organismi internazionali competenti
Pubblichiamo la lettera spedita ieri agli organismi internazionali competenti, relativa allo stato di "abbandono" istituzionale in cui si stan facendo silenziosamente cadere le aree protette italiane, in particolare i parchi nazionali, ma a pioggia tutti gli altri...
Facciamola girare!
" L'Italia ha un patrimonio di biodiversità molto elevato e, in Europa, è il paese con il maggior numero di specie di vertebrati terrestri e di piante da seme. Gran parte di questa biodiversità, costituita anche da numerose specie endemiche e di importanza comunitaria, è ospitata nelle aree protette dove, per tale motivo, vi è anche la più alta concentrazione di siti natura 2000 (normativa comunitaria di riferimento: Direttiva 92/43/CEE e Direttiva 79/409/CEE), la cui gestione è affidata agli Enti Parco. In alcuni casi la perimetrazione dei Parchi Nazionali coincide totalmente con i siti natura 2000 e alcune specie di interesse comunitario prioritarie, come il camoscio appenninico, vivono esclusivamente all'interno di Parchi Nazionali.
Le aree protette, così intese ai sensi della dir. 92/43 (…) godono di un livello di protezione elevato che deve intendersi come “tutela assoluta” (…) L’obbligo per gli Stati di astenersi dal prendere iniziative tali da pregiudicare il valore ed il pregio naturalistico delle aree, risponde (…) anzitutto ad una logica di sviluppo sostenibile e di protezione integrata al fine di realizzare gli obiettivi di qualità ecologica che l’umanità si è posta per salvaguardare anche il diritto dell’ambiente naturale delle generazioni future.
I Parchi Nazionali italiani effettivamente operativi sono attualmente 23 e comprendono circa 1.500.000 di ettari di territorio protetto; 57.000 sono le specie animali tutelate e 6.000 le specie floristiche protette, ovvero circa la metà della flora europea.
I parchi sono le principali organizzazioni che oggi tutelano la biodiversità - anche nei siti natura 2000 - e più in generale i valori ambientali e culturali del Paese, oltre ad essere insostituibili laboratori per lo sviluppo sostenibile e la conservazione; operano sulla base di obiettivi di ampia portata stabiliti nella legge quadro nazionale n. 394 del 1991 e sono in grado di incidere concretamente sulle politiche ambientali e territoriali di aree vaste. [...]"
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