Calderoli abolisce il reato di banda armata a fini politici per favorire 36 leghisti
Antonio Caputo, Giustizia e Libertà
Dal 9 ottobre 2010 e' stato eliminato dall'ordinamento italiano il reato di banda armata a scopi politici.
Il fatto e' passato nell'indifferenza pressocche' generale, fatta eccezione per quanti hanno contestato la norma abrogativa (azionata dal Ministro Calderoli, noto "taglialeggi" della Repubblica) in quanto consentira' a 36 leghisti "camice verdi" di essere prosciolti in quel di Verona.
Si e' parlato di legge "ad legam" e poco piu', omettendosi di considerare questioni ben piu' importanti e anche determinanti per l'ordine costituzionale democratico.
Ammoniva Costantino Mortati che scopo del divieto posto dall'art.18 della Costituzione, concernente "le associazioni che perseguono, anche indirettamente, un fine politico mediante un'organizzazione a carattere militare" va individuato "nella necessita' di eliminare tutti i fattori di turbamento dell'attivita' politica e in particolare di quelli che "tendono a sostituire alla suggestione delle idee quella della forza".
Tale e' sicuramente l'effetto prodotto dalle associazioni paramilitari le quali, imponendo agli aderenti un regime di cieca obbedienza, soffocano il libero dibattito e, inoltre, per la loro struttura e le loro caratteristiche esteriori, esercitano un'indubbia azione intimidatoria su tutti i consociati.














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