Progetto Ecoarte
a cura dell'Associazione Arthesis
Ecoarte è un laboratorio che intende generare trasformazioni inaspettate del paesaggio, attraverso lo studio del territorio e la ricerca creativa degli artisti.
Il progetto, patrocinato dalla provincia di Asti, dal Comune di Asti ed in partenariato con l’Azienda vitivinicola Dogliotti di Castagnole Lanze, l’Atc (Agenzia Territoriale per la casa della Provincia di Asti), il Comune di Coazzolo, la Comunità delle colline tra Langhe Monferrato e Roero, Codal Arredo Urbano, Zeta Solution e Idea Arredamento, si propone di dare un contributo alla già rilevante ricchezza culturale della Provincia di Asti, con il fine di contribuire a valorizzare il territorio attraverso interventi di rivisitazione di strutture industriali presenti in aree di pregio naturalistico e paesaggistico, al fine di riarmonizzarle con la bellezza dei paesaggi collinari e vinicoli circostanti. Il progetto nasce dalla collaborazione fra due associazioni impegnate in attività culturali, in particolare in ambito artistico e in ambito di progettazione del paesaggio, e precisamente l’Associazione Culturale Arthesis ed il Laboratorio di Riarmonizzazione del Paesaggio (Larpa).
L’idea di base è stata quella di condividere ed unire le diverse esperienze delle due associazioni al fine di trovare un approccio pratico e creativo per mitigare il forte impatto ambientale che le costruzioni industriali provocano sulle campagne piemontesi.
La crescita esponenziale, disorganica e inarrestabile delle infrastrutture industriali negli ultimi anni ha determinato lo svilimento del patrimonio naturalistico sia sotto il profilo del pregio paesaggistico che del valore economico che esso rappresenta. Quando le amministrazioni locali di Langhe e Monferrato hanno presentato la candidatura alla lista dei siti sotto la tutela dell’Unesco del territorio collinare e vinicolo del Piemonte Meridionale, una delle critiche mosse nei confronti di questa candidatura da parte dei valutatori è stato lo sviluppo disarmonico dei fondovalle di questi territori, invasi da costruzioni di ogni forma e tipo. L’ambizione di questa iniziativa è quella di giungere a sperimentare concretamente delle opere di rivestimento e restyling di queste architetture con lo scopo di instaurare un rapporto armonico di queste con il territorio circostante, e fare diventare queste zone un patrimonio paesaggistico, agricolo e vinicolo riconosciuto a livello internazionale al pari di altre regioni europee che già hanno raggiunto questo obiettivo (si pensi alla regione dell’Alto Douro in Portogallo, a Saint-Emilion (Bordeaux) in Francia, alla Media Valle del Reno in Germania ed alle Cinque Terre in Italia).
Per questi motivi si è deciso di ideare un programma di lavoro articolato in diverse fasi: la selezione di un capannone industriale presente nel Comune di Coazzolo (AT) al fine di ripensarne e riprogettarne la struttura esterna; il coinvolgimento di alcuni artisti a cui è stato chiesto di presentare un progetto di riqualificazione dell’area; lo studio di impatto ambientale dei materiali; la diffusione fra il pubblico e la condivisione dei risultati cui si è pervenuto, attraverso una mostra itinerante che toccherà diverse località del Piemonte e la cui prima tappa è l’esposizione organizzata al Complesso del Michelerio in Asti.
Oltre alle esigenze di riarmonizzazione del paesaggio, con questa iniziativa si è inteso analizzare in che modo i rivestimenti delle infrastrutture industriali proposti possano apportare dei vantaggi in termini di risparmio energetico nonché di impatto ambientale.
Uno degli spunti di partenza è stato offerto da altri modelli innovativi già sperimentati con successo in altre regioni Italiane (per esempio in Alto Adige), in particolare sulle cantine vinicole ed altre strutture agricole presenti nella campagna tirolese. Al di fuori dell’Italia l’esempio di riferimento è costituito (in particolare in Francia) dai “muri vegetali” di Patrik Blanc e Marc Dimanche, con i quali sono state rivestite strutture industriali, e non solo. Per ultimo, alcuni studi in questa direzione, e cioè commistione di arte e utilizzo di materiali ecocompatibili, sono stati affrontati con successo dalla Fondazione Pistoletto di Biella.
La nostra iniziativa, pur prendendo spunto da queste pratiche di successo, si distingue tuttavia da esse perché ha l’obiettivo di elaborare un approccio multi-settoriale, che a partire dagli artisti coinvolga professionalità e talenti di diversa provenienza, per ricercare una via originale finalizzata alla riarmonizzazione degli edifici industriali già presenti sul territorio. Ciò che ci interessa è la sperimentazione di nuove forme di collaborazione fra diversi ambiti professionali e scientifici, a partire dalla creatività degli artisti per arrivare agli architetti paesaggisti ed ai designers, fino a coinvolgere la popolazione stessa.
EcoArte rientra in un più vasto programma di promozione e riqualificazione del territorio perseguito dall’Associazione Arthesis: questa iniziativa si propone come la prima fase di un progetto più ampio che ha come obiettivo finale la sperimentazione pratica delle idee elaborate attraverso gli studi. L’Associazione Arthesis intende portare avanti progetti culturali, mostre, ricerche, sperimentazioni e attività di divulgazione indirizzate a rafforzare la consapevolezza che le associazioni sono veri e propri attori sociali, agenti culturali sul territorio d’appartenenza. Uno dei nostri obiettivi principali infatti è la creazione di una rete di collaborazioni con altre organizzazioni al fine di dare vita ad un network volto allo sviluppo del sistema culturale territoriale in cooperazione con le pubbliche amministrazioni e con i privati, in un’ottica di progettualità sostenibile nel tempo














Commenti
Non ci sono commenti a questo articolo> Vedi tutti i commenti
> Commenta questo articolo