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Proviamo ad indignarci

di Claudio Sasso

Proviamo ad indignarci

Tracce della prima prova, tipologia b, saggio breve o articolo di giornale, Ambito storico politico. Argomento: Il ruolo dei giovani nella storia e nella politica. Parlano i leader.

Quattro i documenti proposti: il primo è quello di Benito Mussolini.

Non un discorso del ’19, non uno dei tanti discorsi sulla gioventù fascista, ma proprio il discorso del 3 gennaio 1925, quello dell’assunzione di responsabilità del delitto Matteotti, quello con cui si affossa definitivamente il parlamento e con cui si dà inizio al regime fascista. Quello che afferma che ” se il fascismo è stato un’associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere!”.
Il discorso, tra l’altro, viene proposto con il ripetuto corredo degli applausi(“vivissimi e reiterati applausi”) e di alcune selezionate voci che si levano dalla Camera dei deputati (“Molte voci: Tutti con voi! Tutti con voi!”). L’unico passaggio del brano scelto dal ministero in cui si fa cenno alla gioventù è il seguente:
”. . .se il fascismo non è stato che olio di ricino e manganello, e non invece una passione superba della migliore gioventù italiana, a me la colpa!(Applausi)”

Si potrebbe obiettare: il candidato è libero di condannare, deprecare, spiegare; a volte i documenti proposti dal ministero non sono del tutto condivisibili e bisogna esercitare la propria capacità critica su di essi, eventualmente contestandone le affermazioni.
Sembra che l’obiezione non tenga: non risulta che mai siano state introdotte nei documenti dell’esame di stato affermazioni di delinquenti o malfattori e qualsiasi documento proposto in tale sede assume di per sé una sua rispettabilità e viene affrontato come dotato di veridicità e serietà.
Inoltre mentre gli altri documenti proposti sono centrati sui giovani e la politica, che è l’argomento su cui produrre il saggio o l’articolo, questo non lo è affatto se non quando afferma che i giovani che hanno usato l’olio di ricino ed il manganello sono “la migliore gioventù italiana”.

Anche se degne di nota si possono anche superare le osservazioni che derivano dall’accostamento del documento in questione con il successivo di Palmiro Togliatti: quello che non si può tollerare assolutamente è la attribuzione di veridicità e dignità ad un discorso che, come scrive Adriano Prosperi su Repubblica”” gronda sangue”, quello in cui si giustifica l’olio di ricino, il manganello, lo squadrismo e, in particolare, il delitto, l’omicidio degli oppositori politici. Non un testo di Giacomo Matteotti, martire della libertà, ma del suo omicida morale.
Non molti tra i colleghi (ho apprezzato particolarmente l’intervento critico di Antonella Martina in un’intervista su “La stampa”) con cui mi sono confrontato hanno sentito la stessa indignazione per un atto gravissimo ed anche molti organi di stampa hanno dato la notizia in maniera neutra, come se questo discorso di Mussolini fosse un normale documento su cui discutere in un esame di stato accanto a quello di Aldo Moro, di Palmiro Togliatti e di Giovanni Paolo II.
Evidentemente il livello di assuefazione allo stillicidio di attacchi alla costituzione antifascista, al Presidente della Repubblica, alla Corte costituzionale, alla Magistratura, al Parlamento(“aula sorda e grigia”) da parte di questa maggioranza ha ormai pervaso tutti e tutto e l’esercizio continuo(cui non è estraneo del tutto neanche il centro sinistra)  di equiparazione di fascisti ed antifascisti e di “sdoganamento” a tutti i livelli del fascismo e delle sue efferatezze ci pervade ed ottunde.

Magari in pochi, ma protestiamo, invece, in tutte le sedi e le modalità che ci vengono offerte, contro questo palese affronto alla nostra coscienza di cittadini di una repubblica per ora dichiaratamente democratica prima che i manipoli di qualcuno bivacchino di nuovo nelle sedi della nostra democrazia
Invio questa breve nota ad alcuni di coloro che so essere di solito sensibili e spero che a loro volta la inoltrino a quanti desiderano, in modo che si discuta e si protesti come si può.

Pubblicato da: Redazione il 28/06/2010

in: Le mappe del tesoro

Tags: costituzione , scuola dimezzata

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