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Repressione su internet

a cura del Coordinamento degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani

Repressione su internet

http://www.perlapace.it/  http://www.perlapace.it/

Il 21 giugno il  Senato ha approvato il cosiddetto  pacchetto sicurezza (D.d..L. 733) tra gli  altri con un  emendamento del senatore Gianpiero D'Alia (UDC) identificato   dall'articolo 50-bis: "Repressione di attività di apologia o  istigazione a  delinquere compiuta a mezzo internet"; la prossima  settimana Il testo  approderà alla Camera come articolo nr.  60.
In pratica in  base a questo  emendamento se un qualunque cittadino dovesse invitare   attraverso un blog (o un profilo su fb, o altro sulla rete) a  disobbedire o a  istigare (cioè.. criticare...??!) contro una  legge che ritiene ingiusta, i  providers dovranno  bloccarne il  blog o il sito.
Questo provvedimento  può far oscurare la  visibilità di un sito in Italia ovunque si trovi, anche se  è  all'estero; basta che il Ministro dell'Interno disponga con proprio  decreto  l'interruzione dell'attività del blogger, ordinandone il  blocco ai fornitori  di connettività alla rete internet.  L'attività di filtraggio imposta dovrebbe  avvenire entro 24 ore;  pena, per i provider, sanzioni da 50.000 a  250.000  euro.
Per i blogger è invece previsto il carcere da 1  a 5  anni oltre ad una pena ulteriore da 6 mesi a 5 anni perl'istigazione   alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all'odio fra le classi  sociali.
MORALE: questa legge può ripulire  immediatamente tutti i motori di  ricerca da tutti i link ..."scomodi".
Dopo  la proposta di legge Cassinelli e l'istituzione di una   commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra  meno di 60  giorni dovrà presenterà al Parlamento un testo di  legge su questa materia,  questo emendamento al "pacchetto  sicurezza" di fatto rende esplicito il  progetto del Governo di  "normalizzare" con leggi di repressione internet e  tutto il  sistema di relazioni e informazioni che finora non riusciva a   dominare.
Mentre negli USA Obama ha vinto le elezioni  grazie ad  internet, l'Italia prende a modello la Cina, la  Birmania  e l'Iran.
Oggi gli unici media che hanno fatto  rimbalzare questa notizia  sono stati la rivista specializzata  "Punto Informatico" e il blog di  Grillo.

Pubblicato da: Redazione il 24/06/2010

in: Diritti e Rovesci

Tags: diritti , politica, leggi

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