Incisa Scapaccino
interpellanza sul consumo di terreno fertile destinato all’agricoltura determinato dalla installazione di pannelli fotovoltaici
Riguardo alla messa in opera di impianti fotovoltaici nel comune di Incisa Scapaccino i consiglieri di minoranza Mario Porta, Claudio Violo, Giacinto Sala, Luciano Simonelli hanno presentato un’interpellanza sul consumo di terreno fertile destinato all’agricoltura determinato dalla installazione di pannelli fotovoltaici, preoccupandosi dell’impatto ambientale, sottolineando in particolare che detti impianti posti su terreni rischiano di ridurre fortemente l’attività fotosintetica e la biodiversità, con impoverimento progressivo del tenore di carbonio nel suolo e di biomassa emergente. Inoltre gli impianti integrati sull’involucro esterno degli edifici, civili e industriali soprattutto, godono di una serie di vantaggi fondamentali rispetto alle centrali a terra Pertanto hanno presentato una interrogazione che riportiamo.
Il comune di Incisa Scapaccino in data 10 marzo 2010 ha emesso il bando inerente la ricerca di operatori disponibili a proporre progetti per l’energia fotovoltaica. In merito, visto i contenuti del decreto legislativo 29 dicembre 2003 ad oggetto “ Attuazione della direttiva 2001/77 CE relativa alla promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell’elettricità e i contenuti del decreto del Ministro dello sviluppo economico del 19 febbraio 2007 ad oggetto “criteri e modalità per incentivare la produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica della fonte solare, in attuazione dell’art 7 del DL 29 dicembre 2003 n° 387”
Dato atto che il comma 7 dell’art. 12 del D. Lgs nà 387 /2003 dispone che : gli impianti di produzione di energia elettrica – di cui all’art 2 , primo comma, lettere b) e c )- possono essere ubicati anche in zone classificate agricole dai vigenti piani urbanistici, nell’ubicazione si dovrà tenere conto delle disposizioni in materia di sostegno nel settore agricolo, con particolare riferimento alla valorizzazione delle tradizioni agroalimentari locali, alla tutela della biodiversità, cosi come del patrimonio culturale e del paesaggio rurale di cui alla legge 5 marzo 2001 n° 57 art. 7e8 nonché del decreto legislativo 18 maggio 2001, n° 228 art. 14 ;
Che il comma 9 dell’art. 5 del D.M. 19 . 02. 2007 dispone che, ai sensi dell’art 12 , comma 7, del D.lgs. n° 387/2003, anche gli impianti fotovoltaici possono essere realizzati in aree classificate agricole dai vigenti piani urbanistici senza la necessità di effettuare la variazione di destinazione d’uso dei siti di ubicazione dei medesimi impianti fotovoltaici..
Precisano che:
Anche in Italia è cresciuta la consapevolezza del pericolo che il nostro paese e l’intero pianeta stanno correndo attraverso l’esponenziale consumo di terreni agricoli, che genera il progressivo surriscaldamento del pianeta, pone problemi crescenti al rifornimento delle falde idriche, impoverisce la sovranità alimentare e non reca più alcun beneficio, né sull’occupazione né sulla qualità della vita dei cittadini,
I temi della qualità dell’aria, del risparmio energetico, del risparmio idrico, la conservazione del territorio agricolo e l’uso di energie alternative dovrebbero essere tra quelli posti come prioritari dal nostro comune in tutte le sue azioni.
Benché la tecnologia fotovoltaica consenta di produrre “energia pulita” , utilizzando una fonte rinnovabile, non la si può considerare priva tout court di impatto sull’ambiente, in quanto occorre distinguere tra le diverse tipologie di impianto. In particolare, essa è difficilmente condivisibile quando è realizzata mediante impianti a terra di pannelli su suoli agricoli.
Gli impianti fotovoltaici posti su terreni rischiano di ridurre fortemente l’attività fotosintetica e la biodiversità, con impoverimento progressivo del tenore di carbonio nel suolo e di biomassa emergente: la conseguenza più evidente è l’emissione anziché la fissazione di CO2 climalterante( il suolo rappresenta il maggior pozzo di assorbimento di carbonio) : questione paradossale , per una tecnologia che punta a ridurre le emissioni climalteranti.
Inoltre, per carenza / assenza di precipitazioni, a causa della copertura, la superficie andrebbe incontro a progressiva desertificazione , a meno che non si intervenga con recupero delle precipitazioni e loro utilizzo su tali superfici con impianti irrigui ad hoc, cosa che comporterebbe , per pompaggio/irrigazione, di una quota di energia prodotta.
In particolare, la concentrazione di potenza installata su impianti realizzati al suolo rischia in poco tempo di vanificare quella che è la caratteristica peculiare ed interessante dell’energia solare, ovvero la produzione/generazione distribuita sul territorio grazie a piccoli impianti che nell’ottica originaria dei creatori del meccanismo di incentivazione pubblica dovevano avere un peso consistente nell’economia generale del programma. Ovvero: gli impianti integrati sull’involucro esterno degli edifici , civili e industriali soprattutto, godono di una serie di vantaggi fondamentali rispetto alle centrali a terra : generano energia elettrica nel luogo del consumo; riducono le perdite di distribuzione; impiegano superfici dell’involucro altrimenti non utilizzate; favoriscono la creazione di una conoscenza diffusa del fotovoltaico; sicuramente sono meno appetibili da parte di speculatori stranieri e italiani che hanno a cuore solo l’interesse , se pure legittimo, privato. Inoltre, tali impianti, se realizzati negli edifici o nelle loro pertinenze, promuovono in modo più efficace gli operatori locali, contribuendo a sviluppare professionalità tra installatori e progettisti nostrani; essendo più vicini alle utenze promuovono una maggiore consapevolezza sull’importanza di ridurre i consumi energetici
Restano ancora aperte molte problematiche relative allo smaltimento delle celle esaurite a fine attività; inoltre, il rendimento delle celle fotovoltaiche diminuisce al crescere della temperatura. La conversione dell’energia raggiante solare in energia elettrica ha perdite del 92% che si trasformano in calore e abbassano il rendimento. Il problema tecnologico consiste nello studiare supporti delle celle che possano smaltire bene il calore prodotto, ad esempio mediante contatto con buoni conduttori di calore e circolazione naturale dell’aria.
Le attività tipiche contemplate nell’ambito agricolo non prevedono la realizzazione di impianti fotovoltaici(anche temporanei) e, pertanto, chiediamo che tali progetti debbano essere subordinati ad una variante urbanistica per la modifica della destinazione d’uso dei terreni.
Nel caso di volontà di trasformazione della destinazione d’uso dell’area ai fini della realizzazione di impianti fotovoltaici a terra, sia prevista; la richiesta di sottoporre i progetti a valutazione di impatto ambientale, di produrre garanzie relative al mantenimento della fertilità dei suoli .
Tutto ciò premesso:
Chiedono;
Di regolamentare la realizzazione di impianti fotovoltaici a terra , escludendo quelli progettati su terreni agricoli(salvo quelli marginali e,o, quelli pur essendo classificati agricoli di scarso interesse ) per le motivazioni in premessa.
Di individuare preventivamente i terreni marginali o di scarso interesse agricolo.
Di consigliare ad eventuali società proponenti di ricercare siti in aree a destinazione produttiva, su superfici coperte già esistenti o, in alternativa, siti all’interno della perimetrazione dell’abitato. Il fotovoltaico deve essere sensatamente installato su superfici già compromesse in termini di suolo perso, quali tetti di case e capannoni, aree adibite a parcheggio, altre superfici..
Di sensibilizzare e supportare le aziende agricole su un razionale uso del fotovoltaico, in particolare per quanto riguarda l’installazione su tetti per non consumare terreno.
Di promuovere, anche tramite l’istituzione di un apposito sportello, l’installazione di piccoli impianti famigliari al fine di creare una sensibilità diffusa nei confronti del problema energetico, nonché favorire un’equa e collettiva distribuzione degli utili resi possibili unicamente dagli incentivi distribuiti grazie ad una tassa che colpisce tutti i consumatori.
Di sensibilizzare e supportare le aziende artigianali, commerciali e industriali ad impiantare la tecnologia fotovoltaica sui tetti dei propri capannoni (la posa degli impianti, permetterebbe anche, in alcuni casi , la rimozione/sostituzione di coperture in eternit ormai obsolete)
Infine, ribadiamo che se l’energia fotovoltaica deriva da una fonte rinnovabile, il suolo, quello ancora libero, non lo è e la motivazione inerente il rinpinguamento delle casse comunali non può essere sufficiente a giustificare un degrado del nostro territorio con tutte le inevitabili conseguenze.
I sottoscritti consiglieri comunali
Incisa Scapaccino li 29/04/2010














Commenti
Non ci sono commenti a questo articolo> Vedi tutti i commenti
> Commenta questo articolo