Il paesaggio di domani
Di Marco Devecchi
E’ sotto gli occhi di tutti la preoccupante trasformazione paesaggistica in corso in molte realtà dell’Astigiano che presenta forti analogie con il processo di omologazione in atto un po’ ovunque in ambito italiano e non solo.
L’Osservatorio del paesaggio, attivo dal 2003, costantemente registra un sentire diffuso di viva preoccupazione per una perdita di identità dei luoghi, per una irreparabile compromissione di un patrimonio prima di tutto culturale, oltre che fisico e percettivo, e per uno svilimento di beni collettivi appartenenti non tanto e non solo alla presente generazione.
Nel sentire comune è vivissima la consapevolezza di come non abbiano dignità di cittadinanza nel paesaggio astigiano i famigerati capannoni prefabbricati, accanto ad altre opere ed infrastrutture similari, che con una invasività allarmante proliferano anche in contesti ambientali di pregio, compromettendo seriamente la leggibilità dei luoghi.
La consapevolezza della necessità di agire in modo sollecito e tempestivo per preservare il comune patrimonio trova fortunatamente un sempre più ampio riconoscimento in tutti i livelli della società, lasciando sperare per una auspicabile soluzione del problema. E’, al riguardo, da interpretare in modo quanto mai favorevole il percorso di candidatura dei paesaggi viticoli del sud Piemonte a Patrimonio dell’Umanità attraverso il riconoscimento da parte dell’UNESCO che certamente concorrerà ad una più salda presa di coscienza del valore paesaggistico delle realtà interessate. Tale nuovo approccio può essere concepito anche come avvio di un processo virtuoso nuovo per una gestione più lungimirante del patrimonio paesaggistico esistente.
Nel fervore culturale che attualmente caratterizza la realtà astigiana grande interesse merita anche la recente costituzione del Comitato promotore per il Club UNESCO di Asti che saldamente si ispira ai principi fondativi dell’UNESCO. La conoscenza ampia ed approfondita delle Carte internazionali dell’UNESCO, anche nel contesto astigiano, appare indubbiamente un obiettivo importante nella prospettiva di realizzare convintamente paesaggi culturali di eccellenza.
In questa prospettiva il tema della diversità culturale risulta senz’altro un punto qualificante per uno sviluppo sostenibile a beneficio delle generazioni presenti e future . Ciò può essere realizzato attraverso l’identificazione, protezione, conservazione, valorizzazione e trasmissione alle generazioni future del patrimonio culturale e naturale presente, mettendo necessariamente in campo il massimo delle risorse disponibili ; mediante la promozione dell’educazione relativa alla protezione degli spazi naturali e ai luoghi della memoria, la cui esistenza è necessaria ai fini dell’espressione del patrimonio culturale immateriale , attraverso un’azione volta a rispettare e proteggere i saperi tradizionali ; mediante la promozione di interventi di valorizzazione e fruizione, specie turistica, degli elementi di patrimonio, da realizzarsi attraverso un’ampia condivisione e consenso delle comunità interessate con l’intervento attivo della società civile, dell’associazionismo, delle Università e della scuola, degli specialisti dei vari settori e dei media e soprattutto attraverso la compilazione di inventari del patrimonio culturale immateriale presente sul territorio e lo sviluppo di studi e ricerche scientifiche e tecniche per perfezionare i metodi di intervento .
Si tratta, in altri termini, di una semina culturale che certamente consentirà di raccogliere ottimi frutti in un prospettiva lungimirante di promozione e salvaguardia del paesaggio astigiano.
Per maggiori informazioni sul Comitato Promotore del Club UNESCO di Asti: www.comitatopromotoreclubasti.org
Convenzione dell’ UNESCO per la Protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali (2005)
Art. 6. (Principio dello sviluppo sostenibile) La diversità culturale è una grande ricchezza per i singoli e le società. La protezione, la promozione e la conservazione della diversità culturale sono una condizione essenziale per uno sviluppo sostenibile a beneficio delle generazioni presenti e future.
Convenzione dell’ UNESCO per la Protezione del patrimonio mondiale culturale e naturale (1972)
Art. 4 - Ciascuno Stato partecipe della presente Convenzione riconosce che l’obbligo di garantire l’identificazione, protezione, conservazione, valorizzazione e trasmissione alle generazioni future del patrimonio culturale e naturale di cui agli articoli 1 e 2, situato sul suo territorio, gli incombe in prima persona. Esso si sforza di agire a tal fine sia direttamente con il massimo delle sue risorse disponibili, sia, all’occorrenza, per mezzo dell’assistenza e della cooperazione internazionale di cui potrà beneficiare, segnatamente a livello finanziario, artistico, scientifico e tecnico.
Convenzione internazionale dell’ UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale (2003).
Art. 14 – (Educazione, sensibilizzazione e potenziamento delle capacità) Ciascuno Stato farà ogni sforzo, con tutti i mezzi appropriati, per:
a) garantire il riconoscimento, il rispetto e la valorizzazione del patrimonio culturale immateriale nella società, in particolare mediante:
- programmi di educazione, di sensibilizzazione e d’informazione destinati al pubblico in generale e in particolare ai giovani;
- programmi specifici di educazione e di formazione nell’ambito delle comunità e dei gruppi interessati;
- attività di potenziamento delle capacità nel campo della salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, in particolare della gestione e della ricerca scientifica;
- mezzi informali per la trasmissione delle conoscenze;
b) informare costantemente il pubblico sui pericoli che minacciano tale patrimonio culturale, nonché sulle attività svolte ai fini della presente Convenzione;
c) promuovere l’educazione relativa alla protezione degli spazi naturali e ai luoghi della memoria, la cui esistenza è necessaria ai fini dell’espressione del patrimonio culturale immateriale.
Dichiarazione universale dell'UNESCO sulla diversità culturale (2001).
Linee essenziali di un piano d'azione della dichiarazione universale dell'UNESCO sulla diversità culturale.
14. Rispettare e proteggere i saperi tradizionali, in particolare quelli dei popoli autoctoni; riconoscere l'apporto delle conoscenze tradizionali, specie in materia di protezione dell'ambiente e di gestione delle risorse naturali e favorire sinergie tra la scienza moderna e i saperi locali.
Convenzione internazionale dell’ UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale (2003).
Art. 12 – (Inventari) Al fine di provvedere all’individuazione in vista della salvaguardia, ciascun Stato contraente compilerà, conformemente alla sua situazione, uno o più inventari del patrimonio culturale immateriale presente sul suo territorio. Questi inventari saranno regolarmente aggiornati.













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