Trasformare gli stili di vita
Di Oscar Pastrone, gruppi di acquisto solidale, Asti
Correva l'anno 1994, in quel di Fidenza prendeva forma e sostanza l'embrione del primo GAS; due anni dopo, 1996, il Centro Nuovo Modello di Sviluppo pubblicava la "Guida al Consumo Critico".
Da quegli anni, ormai di pertinenza del secolo passato, ad oggi, sono diverse centinaia i G.A.S. attivi e diverse migliaia le persone coinvolte.
Sarebbero forse molte di più se considerassimo solo le prime due lettere dell'acronimo G.A.S.: Gruppo Acquisto: fare gruppo per acquistare con prezzi all'ingrosso anziché al dettaglio, soddisfare legittime aspirazioni di qualità dei prodotti. Sarebbero appunto, perchè la terza lettera dell'acronimo, S di Solidale, caratterizza l'acquisto e lo rende coerente ad un'idea di futuro.
Una caratterizzazione che consente di mettere in pratica nel quotidiano, nella sfera personale, nei propri stili di vita, la propria visione del mondo, i principi ed i valori che dovrebbero regolarlo.
Una caratterizzazione che come primo effetto ha lo svelamento della contraddizione in cui siamo immersi nel nostro ruolo di "consumatori”, contraddizione che si esprime spesso con un involontario consenso se non una complicità nei confronti dello stesso sistema che in altri momenti del giorno critichiamo.
Vorremmo un mondo più giusto, rispettoso dei diritti di ogni uomo alla libertà e ad una vita dignitosa. Poi al mercato riempiamo la borsa, inconsapevolmente, con le arance di Rosarno, il cui prezzo è reso accessibile dalla resa in schiavitù di centinaia di diseredati e dal controllo della malavità organizzata. Per coerenza bisognerebbe acquistare solo da produttori che garantiscono i diritti dei loro lavoratori ed il rispetto della legalità.
Vorremmo una terra più pulita e sana, ci opponiamo a tutte le forme di inquinamento. Poi caliamo nel carrello del supermercato, inconsapevolmente, il detersivo di quell'azienda che, per essere “competitiva”, ha trasferito i propri scarti di lavorazione nelle discariche abusive del napoletano. Per coerenza bisognerebbe scegliere produttori che garantiscono il più basso impatto possibile ed osservano scrupolosamente le norme disalvaguardia ambientale.
Vorremo un territorio non soffocato dal cemento, ci adoperiamo perchè ogni anno l'agricoltura non perda centinaia di ettari a favore della speculazione edilizia. Poi nel nostro cestino della spesa ci mettiamo il pacco di farina ucraina o le pere argentine:
per coerenza bisognerebbe acquistare la produzione locale, sostenere chi vuole garantire la continuità storica del territorio.
Vorremmo vivere in luoghi non solcati a ciclo continuo da bisonti carichi di merci, inquinanti e pericolosi. Poi carichiamo in macchina pesanti fustelli di acqua minerale molisana. Per coerenza bisognerebbe adattare i propri bisogni alle disponibilità e non il contrario.
Vorremo mangiare cibi sani, che la chimica la smettesse di depositarsi nei nostri piatti, che la terra non avesse dipendenza assoluta e perenne dai fertilizzanti sintetici. Poi non siamo disposti a spendere 25 euro in più all'anno (giusto la ricarica di un cellulare) per una pasta biologica. Per coerenza bisognerebbe acquistare daproduttori che hanno scelto tecniche di produzione bio-compatibili.
Ecco, tutte queste coerenze elencate sono le discriminanti sugli acquisti proprie di un Gruppo di Acquisto Solidale. Ognuna di queste coerenze richiede, ricerca, confronto, condivisione, tempo, visite ai produttori, una sintesi tra le diverse famiglie che partecipano al Gruppo, un adattamento dei bisogni dei singoli a quelli della comunità, la disponibilità a “rivedere” cosa è indispensabile da quello che non lo è.
Un percorso che comporta la trasformazione degli stili di vita, un modo più accurato di utilizzare il denaro, la scoperta che il risparmio non lo si ottiene solo pagando meno un bene, ma anche modificando o riducendo i proprii consumi.
Per saperne di più www.ilgasti.it














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