Senza fissa dimora
di Beppe Amico - direttore Caritas diocesana
Mercoledì 12 Maggio alle ore 17.30 nel salone dell’Opera Pia Milliavacca, in via Milliavacca 7, si terrà un incontro dal titolo “Senza fissa dimora”.
L’iniziativa, organizzata dalla Caritas diocesana, fa parte delle azioni si sensibilizzazione che compongono la campagna Zero Poverty che Caritas Europa promuove in occasione dell’Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale.
Il messaggio centrale di tale campagna è che per il 21° secolo la povertà è uno scandalo inaccettabile.
Ancor più inaccettabile è la povertà legata a quel bene primario che è la casa e che verrà approfondita in due incontri.
Il 12 maggio la Caritas focalizzerà la propria attenzione sui senza fissa dimora, su quei cittadini che per diverse ragioni, si trovano ad essere in lista d’attesa per un letto al dormitorio pubblico.
Pierfranco Verrua, assessore ai servizi sociali del Comune di Asti, illustrerà il servizio comunale di accoglienza maschile. Alessandro Franco, giornalista e volontario Caritas, intervisterà alcuni ospiti della struttura e l’operatore sociale Stefano Valfusi da otto anni in servizio presso il dormitorio gestito dalla Caritas di Alessandria. Alessandro Raviola, illustrerà il progetto di unità di strada grazie al quale la Croce Rossa è impegnata nel fornire coperte e bevande calde a chi dorme in strada.
Infine Gabriele del Grande, giornalista, scrittore e viaggiatore, leva 1982, presenterà il suo libro “Roma senza fissa dimora”. Mons Ravinale Francesco concluderà l’incontro.
Beppe Amico, direttore Caritas modererà gli interventi.
Nelle Città invisibili Marco Polo racconta a Kublai Kan, imperatore dei tartari, le mille città del suo impero, mille sfaccettature di una stessa irraggiungibile città. Italo Calvino amava contrapporre verità e punti di vista, così nel suo schedario incompiuto, pubblicato nel 1972, all’immagine di ogni città corrisponde il suo negativo. Vale lo stesso oggi per le nostre grandi metropoli, dove non c’è centro senza periferia e non c’è periferia senza centro.
La frontiera tra questi due luoghi si apre come una cerniera lungo i margini della società. Non sempre è una distanza geografica a definire il confine tra dentro e fuori, quanto piuttosto la lontananza dall’invisibile rete delle relazioni, familiari, affettive, sociali, economiche. Capita allora di trovare fazzoletti di periferia su un marciapiede, tra i cartoni in una piazzetta, alla stazione dei treni o su un autobus notturno. Seduti ai lati della strada, guardano la gente passare, come dai bordi di un fiume.
Per raccontare questa città, e di riflesso la capitale nel suo insieme, Gabriele Del Grande, ha vissuto e dormito per strada, a Roma, per venti giorni, lasciandosi guidare da alcuni dei suoi circa seimila speciali abitanti. Roma senza fissa dimora è il racconto di quel viaggio.
















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