Domande su GAIA
Le risposte dei lavoratori
1) Ora che i sindaci all'unanimità hanno deciso di mantenere GAIA come azienda pubblica, si può tracciare una cronistoria della vertenza dei dipendenti dell'azienda?
L’azione dei lavoratori è iniziata cinque mesi fa, quando abbiamo appreso su un trafiletto de La Stampa che gli azionisti di GAIA (115 Comuni della provincia di Asti) erano pronti a mandare in liquidazione l’azienda. Abbiamo lottato contro i facili qualunquismi sulla gestione dei rifiuti e le false informazioni sul nostro conto e sulla liquidazione “leggera”. L’attività si è intensificata a ridosso delle tre cruciali assemblee dei soci di GAIA svoltesi a novembre, dicembre 2009 e l’ultima a marzo 2010 in cui è stata adottata la soluzione che di fatto ha chiuso positivamente la vertenza sindacale.
2) Voi avete sottolineato il valore pubblico dell'azienda e il servizio al cittadino. Quali sono le caratteristiche dell'azienda in questo campo?
Il lavoro svolto è “servizio pubblico” per definizione: GAIA tratta, recupera e smaltisce i rifiuti urbani prodotti dagli astigiani. Il problema viene risolto con modalità che hanno al centro il bene pubblico: la tutela dell’ambiente e del territorio su tutto, la riduzione dei costi a parità di qualità dei servizi per i comuni soci, la massima trasparenza e il dialogo aperto con tutti, il rispetto e l’attenzione per chi abita vicino agli impianti, la tutela dell’occupazione, l’alto senso del rispetto della legge… Le principali ricadute socio-economico-ambientali di GAIA sul territorio sono verificabili nell’apposito bilancio di sostenibilità scaricabile dal sito www.gaia.at.it
3) Avete anche voluto far emergere la qualificazione professionale dei tecnici. Quali sono queste professionalità?
Le professionalità interne di GAIA sono molte e di alto livello perché si è voluto investire sulle persone, sui giovani e sulla qualità del sistema pubblico. Ne discende formazione, aggiornamento continuo, ricerca oltre ad aver ridotto al minimo le consulenze esterne. Le attività che ordinariamente gestiamo con personale interno vanno dalle innovazioni tecnicheper gli impianti alle campagne di comunicazione, dalla gestione della sicurezzaalla manutenzione impiantistica, dalla gestione interna delle paghe allaredazione dei progetti tecnici elaborati e firmati dai nostri ingegneri, dalla gestione di tutte le gare al controllo di gestione, la contabilità, l’organizzazione del personale, le certificazioni….
4) Avete anche fatto una campagna di informazione dei cittadini, puntando su quali argomenti?
Abbiamo voluto evidenziare l’efficienza gestionaledell’azienda che ha condotto l’astigiano fuori dall’emergenza rifiuti. GAIA è passata da 30 dipendenti nel 2004 agli attuali 131 diminuendo i costi complessivi a carico dei Comuni Soci, in 3 anni ha portato il costo medio di trattamento rifiuti da 144€/t a 117€/t (19% di riduzione).
Abbiamo anche cercato di far comprendere il ruolo strategicodell’azienda che garantisce l’autonomia sui rifiuti e contemporaneamente offre certezze sulla tutela dell’ambiente(certificate dal prestigioso riconoscimentoEMAS). I recenti problemi economici non derivano dalla gestione ma da un’inattesa sventura giudiziaria.
Il messaggio finale è che in un periodo di crisi e in un territorio senza grandi progetti di sviluppo, è irresponsabile chiudere un’azienda in piena espansione, che sta raccogliendo i frutti di 10 anni di gestione coerente, di investimenti pubblici e che può dare ulteriore lavoro e introiti all’economia astigiana.
5) Quali pensate possano essere le prospettive di sviluppo di GAIA?
Innanzitutto GAIA può soddisfare le molte richieste che arrivano per lavorare i rifiuti delle raccolte differenziate extraprovinciali. In secondo luogo si può puntare sulla produzione di energia: il motore a Biogas già funzionante nella discarica di Cerro Tanaro, l’impianto fotovoltaico sull’ex-discarica di Vallemanina e quelli previsti sui tetti degli impianti di GAIA trasformerebbero l’azienda in una vera e propria centrale di energia rinnovabile.
6) Per ora il risultato è importante, ma quali preoccupazioni apre il documento presentato dal Sindaco di Asti che richiede una riorganizzazione del lavoro?
Non vorremmo che le richieste giunte da più parti nascondessero il desiderio di stravolgere una struttura illudendosi che si possa trovare la gallina dalle uova d’oro. La vertenza sindacale ha difeso i posti di lavoro e la cultura aziendale cresciuta in GAIA: un modo di fare azienda pubblica efficace ed intelligente. Questo capitolo non è ancora chiuso e siamo molto preoccupati per un eventuale cambio indiscriminato degli attuali vertici tecnico-burocratici, come paventato in quel documento. Non siamo contrari a riorganizzare il lavoro, sempre che si abbia un’idea progettuale e si mantengano fermi alcuni pilastri del nostro operare: tutela dell’ambiente, legalità, economia reale, interesse pubblico degli investimenti, ricerca, sviluppo sostenibile, formazione, sicurezza. Sono paletti che hanno dimostrato di garantire anche l’occupazione.














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