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Fotovoltaico e tutela del suolo agricolo

Cesare Quaglia, Coldiretti Asti

Fotovoltaico e tutela del suolo agricolo

La produzione di energia con sistema fotovoltaico è un’opportunità interessante, che sta prendendo sempre più piede sul territorio e che va colta con intelligenza, ovvero creando strutture a impatto zero sull’ambiente sfruttando, ad esempio, le coperture di stalle e capannoni agricoli.
Ovviamente il fotovoltaico deve essere considerata come una risorsa aggiuntiva all’attività di impresa, che è e resta a vocazione agricola: per questo motivo, non vanno creati impianti “a terra” che sottraggono terreno all’attività colturale primaria.
Per quanto concerne la buona pratica agricola, e la valorizzazione del territorio, a nostro avviso, non risulta coerente sottrarre suolo coltivabile per impegnarlo ad altre attività, proprio là dove sono particolarmente presenti buone caratteristiche agricole. Si ricorda inoltre che la normativa regionale ha già richiamato questi concetti per esempio nella normativa per gli impianti a biogas, dove, pur in ambito di attività agricola, viene disincentivato l’utilizzo dei terreni per la sola produzione energetica.
In particolare il Piano Territoriale Regionale(PTR) all’art. 24 delle norme di attuazione pone come obiettivo primario la valorizzazione e la  tutela delle unità produttive agricole ed in specifico al punto b del comma 4 (trattando degli indirizzi) afferma che  i territori agricoli vocati debbono essere salvaguardati e finalizzati esclusivamente allo sviluppo dell’agricoltura. Ancora all’art. 26 trattando dei territori vocati allo sviluppo dell’agricoltura, il PTR sostiene la necessità, per i terreni ricadenti in I e II classe di capacità d’uso, di garantire la permanenza  ed il potenziamento dell’attività agricola e pone l’obbligo a tutti gli strumenti di governo del territorio alle diverse scale di impedire progetti di nuova edificazione  per funzioni diverse da quelle agricole o ad essa correlate.
Inoltre  il Piano Paesaggistico Regionale (PPR), di imminente approvazione,  all’art. 20 delle norme di attuazione, riconoscendo come componenti rilevanti del paesaggio agrario e risorsa insostituibile per lo sviluppo sostenibile della regione le aree ad elevata capacità d’uso dei suoli e le aree che hanno acquisito una denominazione d’origine,  individua tra gli indirizzi l’obbligo di preservare ai fini agricoli tali aree subordinando la realizzazione di nuove costruzioni alla dimostrazione del mantenimento inalterato delle caratteristiche produttive e paesaggistiche dei luoghi.
In buona sostanza è ormai riconosciuto da tutti coloro che si occupano di pianificazione territoriale che il terreno agrario costituisce una risorsa limitata che negli anni è stata soggetta a ripetuti “saccheggi” ed oggetto di irreversibile e diffusa cementificazione.
La contrazione progressiva e irreversibile dei terreni agricoli costituisce oggi una delle più gravi minacce ambientali del nostro Paese.
 

APPROFONDIMENTO:

"Il Punto" della Coldiretti - Giornale di informazione per le imprese del sistema agroalimentare - segnala il pericolo di speculazione sul fotovoltaico.
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