CultureIncontri
Blog di informazione culturale, turistica, paesaggistica e ambientale a cura dell'Associazione Davide Lajolo
Ideazione e direzione: Laurana Lajolo
Direttore responsabile: Valentina Archimede
 

I vent'anni di “TEATRO E COLLINE”. Il festival di Calamandrana Alta festeggia

L'attore premiato a Cannes Elio Germano e tante altre ragioni per salire sulla collina del Teatro Contemporaneo

I vent'anni di “TEATRO E COLLINE”. Il festival di Calamandrana Alta festeggia
Dal 23 al 26 luglio 2010 il Festival “Teatro e Colline”, che si svolge a Calamandrana Alta, borgo situato su uno dei più suggestivi versanti collinari fra Monferrato e Langhe, nella provincia di Asti, festeggia le venti edizioni malgrado un taglio dei finanziamenti di oltre la metà. Si riducono gli spettacoli, gli spazi allestiti e altre risorse ma grazie alla sensibilità di artisti speciali, che si sono ridotti il cachet per dare una mano allo storico festival, il teatro contemporaneo non perde uno dei suoi presidi italiani e una più unica che rara occasione sul territorio piemontese.
 
Elio Germano, attore romano premiato come miglior interprete all’ultimo festival di Cannes, per il film “La Nostra Vita” di Daniele Luchetti, torna al teatro con il monologo Thom Pain (Basato Sul Niente), di Will Eno, testo già finalista Premio Pulitzer per la sezione Teatro 2005 e premio Fringe Award 2005 all'Edinburgh International Festival (il debutto italiano presenta solo una manciata di date estive prima della ripresa autunnale). Michele di Mauro, torinese, è mattatore in scena nello scomporre e ricomporre parole e suoni intorno all’Enrico IV di Luigi Pirandello mentre la compagnia milanese Animanera propone un originale “percorso a stanze” per singoli spettatori sul tema dell’eros con Try Creampie! (Vuoi venire a letto con me?). Da Pistoia Gli Omini divertono e segnano una ulteriore tappa di teatro che   è ricerca sociologica e studio della memoria del presente con Gabbato Lo Santo.
Per le vie del borgo anche la Fiesta del Teatro Due Mondi di Faenza, parata spettacolo ispirata a Garcia Marquéz, e le Serate Bastarde della Compagnia Dionisi di Milano, invettiva contro la televisione in forma di cabaret, nonché la musica e la canzone di Paola Tomalino. In coda, il festival saluta con gioia il debutto sulla scena contemporanea di una compagnia locale, Gruppo Teatrale AssenzaGli spettacolo sono a ingresso libero salvo quello di Elio Germano.
 
La ventesima edizione del Festival di Calamandrana Alta è organizzata dall’associazione “Teatro e Colline”, con il contributo e il patrocinio del Comune di Calamandrana d’Asti e della Regione Piemonte e per il quarto anno affidata alla direzione artistica di Stefano Labate. Il Festival ambisce a diventare luogo vero di incontro in cui il teatro contemporaneo (protagonisti, operatori e appassionati) e una piccola comunità (famiglie, anziani e bambini) possano entrare in relazione, condividere la piccola piazza e l'osteria, i cortili e la via maestra del borgo.
 
Per informazioni: http://www.teatroecolline.it/ e tel. 0141 75114.
Per restare in contatto ed essere aggiornato sul festival: http://frederick-wilteatrocontemporaneo.blogspot.com/

Pubblicato da: Redazione il 16/07/2010

in: Le mappe del tesoro

Tags: asti, cultura

Commenti

Non ci sono commenti a questo articolo

> Vedi tutti i commenti
> Commenta questo articolo

Un vergognoso emedamento del centro destra

Di Luciano Nattino, Regista

Un vergognoso emedamento del centro destra

Un atto parlamentare che si  commenta da se.
Si erano inventati un emendamento  proprio carino.
Zitti  zitti, nel disegno di legge sulle intercettazioni avevano infilato l'emendamento 1.707, quello che introduceva il termine di "Violenza sessuale di lieve entità" nei confronti di minori.

Firmatari, alcuni senatori di Pdl e Lega che
proponevano l'abolizione dell'obbligo di arresto in flagranza nei casi di violenza sessuale nei confronti di minori, se - appunto - di "minore entità". Senza peraltro specificare come si svolgesse, in pratica, una violenza sessuale "di lieve entità" nei confronti di un bambino.

 Dopo la denuncia del Partito Democratico, nel
Centrodestra c'è stato il fuggi-fuggi, il "ma non lo sapevo", il "non avevo capito", il "non pensavo che fosse proprio così" uniti all'inevitabile berlusconiano "ci avete frainteso".
Poi, finalmente, un deputato del Pd ha scoperto i firmatari dell'emendamento 1707:

  • sen. Maurizio Gasparri (Pdl), un nome una garanzia
  • sen. Federico Bricolo (Lega Nord Padania),
  • sen. Gaetano Quagliariello (Pdl), quello sempre tutto compunto che si è battuto contro l'"omicida" Beppino Englaro;
  • sen. Roberto Centaro (Pdl),
  • sen. Filippo Berselli (Pdl),
  • sen. Sandro Mazzatorta (Lega Nord Padania) e il
  • sen. Sergio Divina (Lega Nord Padania).


 Per la cronaca, il sen. Bricolo era colui che proponeva il "carcere per chi rimuove un crocifisso da un edificio pubblico" (ma non per chi palpeggia o mette un dito dentro ad una bambina); il sen. Berselli è colui che ha dichiarato "di essere stato iniziato al sesso da una prostituta" (e da qui si capisce molto...); il sen. Mazzatorta ha cercato di introdurre nel nostro ordinamento vari "emendamenti per impedire i matrimoni misti" mentre il sen Divina è divenuto celebre per aver pubblicamente detto che "i trentini sono come cani ringhiosi e che capiscono solo la logica del bastone" (citazione di una frase di Mussolini).

Pubblicato da: Redazione il 10/07/2010

in: Diritti e Rovesci

Tags: costituzione , politica, leggi

Commenti

Non ci sono commenti a questo articolo

> Vedi tutti i commenti
> Commenta questo articolo

Emergenza in Libia

La petizione

Nel carcere di Misratah in Libia, ci sono stati duri scontri tra profughi eritrei, che avevano rifiutato di fornire le proprie generalità all'ambasciata del Paese da cui stanno fuggendo,  e  la polizia di Gheddafi.
Più di 200 persone sono state deportate con i container  nel carcere di Brak, vicino a Sabah, nel deserto libico.
Tra loro anche una parte degli eritrei respinti in mare dalla marina italiana nell'estate 2009.
Se fossero arrivati in Italia probabilmente avrebbero avuto la protezione umanitaria.
Invece, in queste ore, oltre a subire le violenze della polizia libica, rischiano l'espulsione in Eritrea, paese dittatoriale da cui stanno fuggendo.

Tutto ciò deve essere fermato.
Invitiamo tutti a scrivere immediatamente al Presidente della Repubblica.
Cliccate qui per sapere come.

La comunità internazionale e le organizzazioni umanitarie si stanno mobilitando.
L'on.Tuadì ha presentato un'interrogazione parlamentare.
Le violenze e le ingiustizie in Libia ormai sono sotto gli occhi di tutti.
La politica dei respingimenti produce solo violenza e violazione dei diritti umani.
Il successo di Maroni è di aver reso l'Italia un Paese illegale rispetto alle convenzioni internazionali.
Ora tutto ciò va fermato.

COME UN UOMO SULLA TERRA e FORTRESSEUROPE

Pubblicato da: Redazione il 07/07/2010

in: Nuovomondo

Tags: accolti o respinti , diritti , povertà

Commenti

Non ci sono commenti a questo articolo

> Vedi tutti i commenti
> Commenta questo articolo

Rinnovare le politiche sociali Per ridisegnare un nuovo modello di welfare locale

Di Salvatore Rao, La bottega del possibile

Rinnovare le politiche sociali Per ridisegnare un nuovo modello di welfare locale

La crisi non è solo economico-produttiva ma anche sociale, culturale e valoriale.
La spesa per assistenza sociale è in costante diminuzione da alcuni anni, in termini di incidenza sul Pil la spesa sociale rappresenta l’1,9%.
Di fronte ad una domanda crescente non solo occorrerebbero più risorse ma certamente una diversa distribuzione delle attuali risorse disponibili
E’ opinione diffusa tra gli operatori e gli studiosi della materia come sia bassissima l’efficacia delle nostre politiche sociali di contrasto alla povertà
Il nostro paese, èsegnato da un grande divario territoriale.
Il nostro sistema di welfare è imperniato tuttora su un modello riparatorio
Il nostro sistema di welfare vive una sua crisi, ormai da tempo, che va anche ricondotta al  passaggio da una societa fordista a quella post-fordista..
Un welfare che si trova a fare i conti, oggi, con la sfida delle domande crescenti, poste anche da una maggiore molteplicità di soggetti rispetto al passato:
 

Un quadro mutato

Si rende necessario un traghettamento delle nostre politiche sociali:
il passaggio da un welfare improntato dalle politiche attive di inserimento economico-sociale contro l’esclusione alle politiche per la coesione e sviluppo locale chiamate a fronteggiare, non solo più l’esclusione, ma anche la vulnerabilità.
Un nuovo sistema di welfare locale
può affermarsi se vi sarà una partecipazione attiva e responsabile dei cittadini, dei soggetti e attori locali. Si realizza attraverso quel patto locale che viene stretto nella comunità dai suoi vari attori, soggetti pubblici e del privato sociale quale è appunto il PDZ.
La crisi ha evidenziato, ulteriormente, i limiti del nostro sistema di welfare specie sotto il profilo della tutela del reddito e degli ammortizzatori sociali.
Urgono politiche attive del lavoro, politiche abitative nuove,  urgono politiche per la salute, di sostegno al consumo responsabile, di sostegno al risparmio e al credito, di alfabetizzazione finanziaria
 

Il nuovo welfare e la relazione

Un nuovo welfare non può non operare per la valorizzazione del lavoro sociale, necessita di definire l’ambito territoriale ottimale, passa anche attraverso la gestione associata dei servizi,
Infine un nuovo welfare potrà affermarsi se saremo capaci di praticare e avvalerci di un modello di sussidiarità virtuosa, generatore di processi di cambiamento, di partecipazione, di responsabilità sociale di tutti gli attori.

Il testo riprende l’intervento di Rao alla presentazione del n. 21 di culture La memoria del futuro, Centro S. Secondo 21 giugno 2010.

Pubblicato da: Redazione il 06/07/2010

in: Diritti e Rovesci

Tags: costituzione , crisi , lavoro , politica, leggi

Commenti

Non ci sono commenti a questo articolo

> Vedi tutti i commenti
> Commenta questo articolo

Con la luna nei boschi dei Saraceni

Passeggiata notturna - Vinchio (At), 10 luglio 2010

Con la luna nei boschi dei Saraceni

Sabato 10 luglio alle ore 21.00 dal parcheggio della Riserva naturale della Val Sarmassa (sulla strada tra Vinchio e Cortiglione) parte la suggestiva passeggiata notturna “Con la luna nei boschi dei Saraceni” organizzata dall’Associazione culturale Davide Lajolo, il Comune di  Vinchio e l’Ente Parchi Astigiani.

E’ l’occasione per percorrere i sentieri nei boschi della Valle della Morte accompagnati da un mare di lucciole là dove la leggenda racconta che il marchese Aleramo nel 935 sconfisse i Saraceni.

Nel punto più profondo della Valle alla luce dei fari si potranno osservare, con l’aiuto del paleontologo Piero Damarco dell’Ente Parchi Astigiani, gli affioramento di fossili deposti durante l’età pliocenica dai 5 ai 2 milioni di anni fa.
Si consigliano scarpe comode e chiuse e una torcia.

Al ritorno, alle ore 23.00 al Bricco di Monte del mare nel cuore della Riserva naturale della Val Sarmassa, alla luce delle fiaccole, si svolgerà nella pineta un affascinante concerto di musica e poesia “Omaggio a Federico Garcia Lorca: Voci suoni e colori gitani” con Mario Nosengo voce recitante, Simona Scarrone flauto, Andrea Bertino violino, Mario Gullo chitarra.

In conclusione uno spuntino con degustazione dei vini della Cantina di Vinchio - Vaglio Serra.

>> leggi tutti i dettagli su www.davidelajolo.it
>> vedi il programma del concerto


 

Commenti

Non ci sono commenti a questo articolo

> Vedi tutti i commenti
> Commenta questo articolo

Proviamo ad indignarci

di Claudio Sasso

Proviamo ad indignarci

Tracce della prima prova, tipologia b, saggio breve o articolo di giornale, Ambito storico politico. Argomento: Il ruolo dei giovani nella storia e nella politica. Parlano i leader.

Quattro i documenti proposti: il primo è quello di Benito Mussolini.

Non un discorso del ’19, non uno dei tanti discorsi sulla gioventù fascista, ma proprio il discorso del 3 gennaio 1925, quello dell’assunzione di responsabilità del delitto Matteotti, quello con cui si affossa definitivamente il parlamento e con cui si dà inizio al regime fascista. Quello che afferma che ” se il fascismo è stato un’associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere!”.
Il discorso, tra l’altro, viene proposto con il ripetuto corredo degli applausi(“vivissimi e reiterati applausi”) e di alcune selezionate voci che si levano dalla Camera dei deputati (“Molte voci: Tutti con voi! Tutti con voi!”). L’unico passaggio del brano scelto dal ministero in cui si fa cenno alla gioventù è il seguente:
”. . .se il fascismo non è stato che olio di ricino e manganello, e non invece una passione superba della migliore gioventù italiana, a me la colpa!(Applausi)”

Si potrebbe obiettare: il candidato è libero di condannare, deprecare, spiegare; a volte i documenti proposti dal ministero non sono del tutto condivisibili e bisogna esercitare la propria capacità critica su di essi, eventualmente contestandone le affermazioni.
Sembra che l’obiezione non tenga: non risulta che mai siano state introdotte nei documenti dell’esame di stato affermazioni di delinquenti o malfattori e qualsiasi documento proposto in tale sede assume di per sé una sua rispettabilità e viene affrontato come dotato di veridicità e serietà.
Inoltre mentre gli altri documenti proposti sono centrati sui giovani e la politica, che è l’argomento su cui produrre il saggio o l’articolo, questo non lo è affatto se non quando afferma che i giovani che hanno usato l’olio di ricino ed il manganello sono “la migliore gioventù italiana”.

Anche se degne di nota si possono anche superare le osservazioni che derivano dall’accostamento del documento in questione con il successivo di Palmiro Togliatti: quello che non si può tollerare assolutamente è la attribuzione di veridicità e dignità ad un discorso che, come scrive Adriano Prosperi su Repubblica”” gronda sangue”, quello in cui si giustifica l’olio di ricino, il manganello, lo squadrismo e, in particolare, il delitto, l’omicidio degli oppositori politici. Non un testo di Giacomo Matteotti, martire della libertà, ma del suo omicida morale.
Non molti tra i colleghi (ho apprezzato particolarmente l’intervento critico di Antonella Martina in un’intervista su “La stampa”) con cui mi sono confrontato hanno sentito la stessa indignazione per un atto gravissimo ed anche molti organi di stampa hanno dato la notizia in maniera neutra, come se questo discorso di Mussolini fosse un normale documento su cui discutere in un esame di stato accanto a quello di Aldo Moro, di Palmiro Togliatti e di Giovanni Paolo II.
Evidentemente il livello di assuefazione allo stillicidio di attacchi alla costituzione antifascista, al Presidente della Repubblica, alla Corte costituzionale, alla Magistratura, al Parlamento(“aula sorda e grigia”) da parte di questa maggioranza ha ormai pervaso tutti e tutto e l’esercizio continuo(cui non è estraneo del tutto neanche il centro sinistra)  di equiparazione di fascisti ed antifascisti e di “sdoganamento” a tutti i livelli del fascismo e delle sue efferatezze ci pervade ed ottunde.

Magari in pochi, ma protestiamo, invece, in tutte le sedi e le modalità che ci vengono offerte, contro questo palese affronto alla nostra coscienza di cittadini di una repubblica per ora dichiaratamente democratica prima che i manipoli di qualcuno bivacchino di nuovo nelle sedi della nostra democrazia
Invio questa breve nota ad alcuni di coloro che so essere di solito sensibili e spero che a loro volta la inoltrino a quanti desiderano, in modo che si discuta e si protesti come si può.

Pubblicato da: Redazione il 28/06/2010

in: Le mappe del tesoro

Tags: costituzione , scuola dimezzata

Commenti

Non ci sono commenti a questo articolo

> Vedi tutti i commenti
> Commenta questo articolo
« · 1 · 2 · 3 · 4 · 5 · 6 · 7 · 8 · 9 · 10 · 11 · 12 · 13 · 14 · 15 · 16 · 17 · 18 · 19 · 20 · 21 · 22 · 23 · 24 · 25 · 26 · 27 · 28 · »
ADL via Alta Luparia, 5 14040 Vinchio (AT) - P.IVA. 91006490055 Valid XHTML / CSS - By emZED.it & Wiz