CultureIncontri
Blog di informazione culturale, turistica, paesaggistica e ambientale a cura dell'Associazione Davide Lajolo
Ideazione e direzione: Laurana Lajolo
Direttore responsabile: Valentina Archimede
 

Conferenza dei servizi 16-02-2010 sull’impianto a biogas di S. Marzanotto

Pareri degli enti partecipanti

Conferenza dei servizi 16-02-2010 sull’impianto a biogas di S. Marzanotto

1 - Vigili del Fuoco: parere favorevole, senza sopralluogo!!!

2 - Ministero Sviluppo Economico: “L’autorizzazione potrà essere rilasciata”

3 - Pianificazione Territoriale e Geologica
: necessitano ulteriori foto soprattutto dall’alto, le foto fornite sono insufficienti e non evidenziano la localizzazione e l’impatto ambientale

4 - Comune di Asti – Settore Ambiente – Ing
. Valerio Vittone: necessità di ulteriori informazioni dal punto di vista ambientale ed energetico, di bilancio degli inquinanti, di bilancio energetico.
Inoltre dovrebbero essere utilizzati gli scarti energetici piuttosto che le colture energetiche.
Lascia alla Provincia per quanto concerne i limiti delle emissioni.

5 - Comune di Asti – Dir. Sportello Unico – Dott. Franco Larocca: in tale area agricola classificata 3B1 l’art.11 del PAI prescrive tra l’altro il divieto di costruzione di locali interrati. Sostiene che deve essere dimostrata l’effettiva appartenenza dei materiali all’azienda.

6- Provincia di Asti – Geom. Sergio Tirone: Richiede di conoscere la quantità e la tipologia dei veicoli in accesso e in uscita dall’impianto. Evidenzia che la viabilità sulla SP59 è già compromessa.

7 - Provincia di Asti – Servizio Agricoltura – Dott. Giovanni Pensabene:

  • la quasi titolarità dei terreni elencati non è in capo all’azienda del proponente
  • i terreni dove sorgerà l’impianto non risultano essere di proprietà della società proponente
  • sovrastima delle produzioni degli insilati
  • richiesta di una relazione agronomica
  • non c’è la rotazione delle colture
  • insufficienza dei terreni per lo smaltimento del digestato (rischio di accumulo di azoto)

8 - Igiene Pubblica, Asl di Asti – Dott. Giuseppe Allegro: attività classificata insalubre.

9 - Igiene Pubblica, Asl di Asti – Dott. Zicari (chimico):

  • Dubbi sull’approvvigionamento idrico,
  • Necessaria valutazione situazione pozzi dell’area
  • Non tornano i conti tra le sostanze in entrata e quelle in uscita
  • È necessario un monitoraggio delle caratteristiche chimiche e fisiche
  • Non è chiaro quanto incidano i trasporti sui costi, cioè quanta energia viene prodotta e quanta consumata

10 - ARPA

  • nel progetto viene indicata la quota di falda 1,80. è possibile una risalita dell’acqua fino a 1 metro. Sono necessarie delle verifiche in periodi di maggiore piovosità.
  • Area inondata dall’evento alluvionale del 1994. Nonostante le costruzione dell’argine occorre una valutazione dei rischi residue e prevedere appositi accorgimenti.

11 - ARPA – Dott. Valenzano – Primo parere sostanzialmente negativo

  • Valutare emissioni di ammoniaca
  • La copertura con i teli non risulta sufficiente
  • Non è presente un allevamento adiacente
  • Criticità sull’impatto acustico
  • Appunti sul riciclo delle acque
  • Ribadisce che le coltivazioni sono finalizzate alla produzione del biogas e non i loro residui
  • Verifica del piano della qualità dell’aria
  • Emissioni in atmosfera di ammonica e ossidi di azoto
  • L’azoto ammoniacale che si produce nella fermentazione ha tendenza ad evaporare
  • Emissioni odorigene da letame
  • Digestato dopo lo spandimento deve essere interrato nelle 3-4 ore successive
  • Occorrono almeno 200 ettari per smaltire il digestato indicato nella relazione, contro i 132 ettari dichiarati di asservimento della società
  • Nel SIC, si può spargere il digestato? Ci sono dei limiti?
  • Richiesta di chiarimento sul piano di utilizzo del digestato
  • Emissione di gas serra
  • Carenza di materiale fotografico paesaggistico del SIC
  • Impatto acustico: manca la planimetria che localizzi le sorgenti di emissioni rumorose
  • Richiesta analisi chimiche del terreno di risulta degli scavi

12 - Comune di Mongardino –Arch. Barbara Baino: come Sindaco del comune, non si approva la realizzazione dell’impianto in quel sito. Cede la parola all’ esperto del Comune di Mongardino, il geologo, prof. Nervo Renato (vedere anche relazione allegata)

  • Salvaguardia della falda, non sono stati studiati i dettagli
  • Studio della direzione dei venti, con anemometri posti sul sito per la verifica  dei venti

13 - Comune di Isola d’Asti- Assessore all’Ambiente
Mancano dati sui mezzi di trasporto sia in entrata che in uscita, che potrebbero transitare anche nel Centro abitato di Isola

Pubblicato da: Redazione il 03/03/2010

in: Terra Aria Acqua Fuoco

Tags: energia , paesaggio , san marzanotto

Commenti

Non ci sono commenti a questo articolo

> Vedi tutti i commenti
> Commenta questo articolo

Osservazioni del Comitato Belangero

Osservazioni del Comitato Belangero

L’intervento previsto appare improponibile dal punto di vista dell’impatto ambientale per la sua collocazione a valle del Castello di Belangero.
La relazione dei progettisti
che riguarda il settore concernente il “bene paesaggistico interessato” minimizza il reale impatto paesaggistico ed è alquanto inesatta su alcuni punti.
La mappa del territorio presentata non ha una provenienza ufficiale (manca di riferimenti ufficiali) ed è quasi illeggibile; in essa manca addirittura il castello di Belangero, il paese di San Marzanotto e molte cascine storiche del territorio tra cui proprio la cascina, “la corte”, del castello che è a fianco del progettato impianto.
Le alberature esistenti che nasconderebbero in parte l’eventuale costruzione, sono citate in modo generico, in realtà il viale di ippocastani di accesso al Castello, risale all’inizio del Novecento come da carte IGM dell’epoca.
Si sostiene che non ci siano elementi di valore storico-paesaggistico. In realtà siamo in presenza di notevoli segni storici; infatti la strada provinciale, ora “Strada dei vini”, è la strada fatta costruire da Napoleone I per motivi militari. A breve distanza vi è l’antica “Via del Porto”, proveniente dal fiume ed usata fino all’epoca napoleonica come principale strada di collegamento tra Asti ed Acqui. A mezza costa tra l’appezzamento indicato per l’impianto e il Castello passa ancora la strada, ora vicinale, denominata “Vecchia di Belangero o delle Nisarole” che metteva in comunicazione San Marzanotto Paese con Isola Villa.
Questa vecchia viabilità è segnalata come percorso paesaggistico.
Le foto allegate, scattate “in corsa” dalla tangenziale, non mostrano la realtà e la sostanziale integrità paesaggistica del luogo. Il sito, definito in un “contesto fortemente urbanizzato”, è in realtà uno dei punti rimasti intatti a livello paesaggistico proprio perché di pertinenza del Castello.
In foto da noi prodotte, sono inoltre visibili, a fianco del Castello risalente all’ XI secolo, non  restaurato ma di indubbio interesse storico-architettonico e con regolare proprietario, i fabbricati dell’agriturismo del Castello, già casa del fattore, di cui non si è fatta menzione nella progetto.
L’impianto, molto irrealisticamente e a dir poco con una buona dose di fantasia e approssimazione, viene definito di basso impatto visivo in quanto inserito adeguatamente nel contesto ambientale in cui è ubicato” e ancora “dal nuovo insediamento agricolo non ci saranno, pertanto, significative trasformazioni dal punto di vista paesaggistico dirette, indirette, reversibili ed irreversibili a breve e medio termine , nell’area di intervento e nel contesto paesaggistico sia in fase di cantiere che a regime” ma realisticamente non sarà così. Inoltre qualora per motivi idrogeologici le vasche ed altro venissero costruite più in superficie l’intero impianto diventerebbe un ben più grande “ecomostro”, viste le notevoli dimensioni, e nessuna alberatura prevista riuscirebbe a mimetizzarne le strutture.

L’alibi che nelle vicinanze vi sono già alcuni “insediamenti industriali e commerciali poco consoni”, che però sono stati  costruiti molti anni fa in tempi privi di coscienza ecologica e paesaggistica, non deve essere motivo per continuare su questa strada eliminando ulteriormente punti paesaggistici ancora intatti.
A tutela del Paesaggio sono  già state  inoltrate agli organi competenti  le firme per l’avvio della procedura di Dichiarazione di notevole interesse pubblico del paesaggio di San Marzanotto per chiedere la salvaguardia del territorio agricolo. L’iniziativa ha registrato anche il sostegno di diverse associazioni. 

 

ALTRE REPLICHE ED OSSERVAZIONI 

Non si comprendono i criteri che hanno determinato l’individuazione del sito per l’impianto se si tiene conto che nelle immediate vicinanze non esistono allevamenti di bestiame di consistenza tale da poter fornire una quantità di reflui sufficiente, o quasi, per il funzionamento dell’impianto stesso; la quasi totalità del materiale di origine zootecnica deve essere trasportata da distanze rilevanti (Villanova d’Asti, Castino, Priocca) con aggravio dei costi e con tutti i problemi connessi con il trasporto dei materiali nelle quantità previste (15,30 t/giorno di liquame suino e 30,00 t/giorno di letame bovino).
Si evidenzia, come si può facilmente verificare tramite una ricerca su Internet (come da allegati), che impianti di questo tipo sono generalmente collocati presso aziende zootecniche di consistenti dimensioni.
L’area interessata dall’intervento in progetto ricade in zona geologicamente identificata in classe 3 b. 1 (inondata nell’evento alluvionale del 1994), ai sensi della Variante strutturale al P.R.G. di adeguamento al P.A.I. adottata.
In tale zona secondo l’articolo 11 delle Norme Tecniche di Attuazione (N.T.A.) vige il divieto di costruzionedi locali interrati e sono esclusi depositi di materiali nocivi, pericolosi, insalubri, ecc.
L’intervento in oggetto prevede invece la realizzazione di locali interrati fino ad una quota inferiore di oltre 4,50 m dal piano campagna, ben al disotto della falda acquifera.
L’area interessata non è soltanto a rischio esondazione in seguito ad eventi catastrofici, ma viene allagata in occasione di tutte le precipitazioni di una certa abbondanza, come può riferire qualunque abitante della zona, a causa della situazione altimetrica dell’area stessa.
Il progetto prevede la realizzazione di oltre 1600 m di superficie coperta e la pavimentazione mediante conglomerato bitumoso dell’intero lotto (superficie dichiarata 23.670 mq); questo comporta la formazione di una superficie impermeabile molto ampia con conseguente variazione del regime delle acque superficiali a danno dei fondi circostanti, a meno che non si provveda ad un attento studio ed adeguamento della regimazione delle acque di tutta la zona.
Rimane poi da risolvere il problema dello smaltimento delle acque meteoriche inquinate dai reflui zootecnici utilizzati e dagli scarti dei liquami stessi.

Il sito indicato si trova in una zona che, seppur classificata come agricola dal P.R.G., è ormai da considerarsi come la prosecuzione del centro abitato di San Marzanotto Piana se si tiene conto che poco più a sud si trovano insediamenti residenziali che proseguono senza soluzione di continuità fino ad Isola d’Asti.
Nelle vicinanze del sito interessato non si trovano altre aziende agricole (come erroneamente indicato sulle planimetrie del progetto) ma soltanto fabbricati residenziali o porzioni non più utilizzate per scopi agricoli e suscettibili di recupero a fini abitativi.

Pur non essendovi al momento una distanza minima prescritta di un impianto come quello in progetto da fabbricati residenziali, occorre far notare che le N.T.A. del P.R.G. di Asti (art. 29) prescrivono una distanza minima di 200 m tra fabbricati destinati ad allevamento del bestiame ed il perimetro di zone urbanizzate; si tenga presente che la distanza prevista tra l’impianto in progetto e le più vicine abitazioni è di poco superiore a 100 m.

Il Comitato “Belangero” fa proprii gli ulteriori spunti e suggerimenti del geologo Prof. Renato Nervo.

Pubblicato da: Redazione il 03/03/2010

in: Terra Aria Acqua Fuoco

Tags: energia , paesaggio , san marzanotto

Commenti

Non ci sono commenti a questo articolo

> Vedi tutti i commenti
> Commenta questo articolo

Osservazioni di natura idrogeologica

Prof. Renato Nervo, geologo

A) caratterizzazione delle acque di falda (sotterranee)

  1. terebrazione di n. 3 sondaggi geognostisci a carotaggio continuo, spinti alla profondità di almeno dieci metri al di sotto della quota di posa delle fondazioni (n. 5) (cioè 10 – 20 e 20 – 15)
  2. registrazione dell’escursione della falda per un tempo opportuno (che sarebbe 1 anno almeno) per verificare le quote nelle diverse stagioni.
  3. Analisi della direzione di scorrimento delle acque sotterranee, al fine di verificare quale impatto possano avere eventuali inquinamenti dovuti all’attività dell’impianto ( è scontato che i 3 sondaggi dovranno essere dotati di piezometri, utili sia per la lettura della quota a cui si attesta la falda, che per i campionamenti e i prelievi finalizzati alle analisi chimiche delle acque).
  4. Indagine a tutto campo nell’interno del sito proposto sulla presenza e sulle caratteristiche costruittive di pozzi per uso irriguo e/o idropotabile, soprattutto a valle dello stesso!.

B) situazione delle acque superficiali

non è possibile che un’attività di questo genere possa “smaltire” nei fossi lungo la provinciale le acque meteoriche (e non solo) che cadranno su una superficie di  23.000 mq (n. 8 giornate; n. 2 ettari e più; almeno 5 campi regolamentari di calcio) anche perché quando tutto sarà edificato, sull’intera area movimentati scarti ……………e liquami zootecnici  e date le condizioni di manutenzione di questi fossi che non hanno pendenza, manutenzione e con percorsi tortuosi a cielo aperto in mezzo alle case ed infine sottopassano la provinciale, la ferrovia e la tangenziale prima di puntare al Tanaro. La problematica verrà accertata, dal momento che non ho sentito nominare la rete fognaria, questi fossi diventerebbe delle fogne a cielo aperto!

Del resto l’impianto è dotato di una fossa imhoff per la depurazione dei reflui (spero) antropici, ma nutro serie perplessità sul suo funzionamento (poiché sarà pressoché interamente “a bagno maria” nei momenti di falda superficiale).

Va detto che l’impianto, per quanto ho visto, non prevede ambienti per il lavaggio degli indumenti, stivali etc. e nemmeno una piastra per il lavaggio dei mezzi in ingresso e uscita dal sito (obbligatoria per le discariche e/o smaltimenti di rifiuti) per evitare che la viabilità esterna diventi una pattumiera disseminata di materiali persi dai mezzi. Va verificata la necessità di un depuratore per queste acque che dovranno essere  allontanate successivamente, con opportune metodologie (evitando i fossi lungo la provinciale).

Indagine anemologica

Mi sembra doveroso per l’autorizzazione di un siffatto impianto che sul sito venga installata una situazione meteo che possa documentare quali sono le caratteristiche dei venti in destra del Tanaro (e non a distanze discutibili). Scontato che i venti predominanti abbiano le dimensioni riportate (W; N; N-E) bisogna che venga chiaramente scritto chi si dovrà aspettare gli eventuali “profumi”.
Ad esempio: - Venti da Ovest _ San Marzanotto piana e/o per 150 gg/anno – venti da Nord e Nord –E – le colline alle spalle dell’impianto e cioè Mongradino, Isola (e via di questo passo) per 100gg /anno

Geognostica

Aggiungo che la caratterizzazione geotecnica dei terreno dovrà …… sulla base dei risultati dei sondaggi, che cedimenti, sprofondamenti dei manufatti (30 m di diametro per 10/11 di altezza, a regime colmi di liquami) possano determinare rotture con perdite di materiali  inquinanti! (bisogna ricordare che al di sotto del livello ghiaioso affiorano le argille, per niente gradite ai progettisti quando si parla di zone sismiche come ormai vanno considerate anche queste).

Piano regolatore

Io credo che il Comune attraverso i suoi tecnici/dirigenti dovrebbe spiegarci quali sono i criteri per cui una zona agricola convive con una classe III b1 (cfr pag. 15 e 19 della circolare P.G.R. n. 7 /LAP dell’8 maggio 96 e successiva nota esplicativa del dicembre 99) che alla pag. 6 della relazione geologica allegata al progetto riporta alcune disposizione per “assentire a nuove costruzioni” tra cui il divieto di costruire locali interrati e l’esclusione di depositi insalubri.
Forse i tecnici potrebbero anche dirci quali aree del territorio comunale di Asti sono utilizzabili per accogliere questa iniziativa! Oppure i progettisti ci dicano quali altri siti hanno escluso e per quali motivi!
Visto ce si parla di bacino di utenza di 70 Km dal sito e che i liquami arriverebbero da Villanova, Priocca, Castino, forse si potrebbe estendere la ricerca! O no?

Un ultima battuta sulla “torcia”

Se ho ben capito la fusione di questo strumento è rappresentato dalla combustione dei gas che non verranno  utilizzati immediatamente, quindi scatta in modo autonomo. Se è così niente vieta che ci si preoccupi di gas inutilizzati che vengono bruciati autonomamente e se disgraziatamente nella stazione di servizio, ubicata a lato del sito, un autocisterna sta rifornendo i serbatoi (con ovvi vapori di benzina, etc) che ne dicono i vigili del fuoco? Ma soprattutto cosa ne dice il gestore dell’impianto?

Pubblicato da: Redazione il 03/03/2010

in: Terra Aria Acqua Fuoco

Tags: energia , paesaggio , san marzanotto

Commenti

Non ci sono commenti a questo articolo

> Vedi tutti i commenti
> Commenta questo articolo

Notizie storiche su San Marzanotto

A cura di Agnese Argenta

Notizie storiche  su San Marzanotto

San Marzanotto è frazione di Asti, provincia di Asti, il concentrico sorge a 250 metri slme complessivamente conta circa 1200 abitanti. Di questi solo 300 circa abitano nel concentrico, San Marzanotto paese.  I rimanenti sono dislocati nelle diverse borgate: San Marzanotto Piana, Belangero, Stangona, Valdonata, Serra San Domenico, Valle Rivi e altre località: Boana, Torrazzo, provinciale per Mongardino, Terpone, Carretti e in cascine sparse.

Il territorio è ricco di reperti fossilirisalenti alla fine dell’Era Terziaria. Nel 1993 in una vigna del territorio è avvenuto un ritrovamento eccezionale: la struttura completa di una balenottera.
Non sono stati trovati reperti di epoca pre romana

Testimonianze di epoca romana, invece, sono i resti di una villa rustica del I secolo dopo Cristo ritrovati nel 1997 ma ora non più visibili.
San Marzanotto, come “Sanctum Marcianum de Rocha Sclavina”, compare per la prima volta nel 1159nel diploma con cui Federico Barbarossa riconosce al Comune di Asti il dominio su varie località che coincidono con quelle che Ogerio Alfieri, cronista astese, cita come le più antiche sottoposte ad Asti.

L’insediamento del sito attuale risale, probabilmente, al secolo XII. La denominazione “Sanctum Marcianum de Rocha Slavina” viene mantenuta per tutto il Duecento ed il Trecento, sul finire del quale muta in “Sanctus Marcianotus”.
Nel 1378S. Marzanotto entra a far parte del capitanato astese, passa in dotazione a Valentina Visconti in occasione del matrimonio di quest’ultima con Luigi d’Orleans, come Belangero con il suo castello che viene concesso in feudo agli Asinai, successivamente ai Roero di San Severino e ancora ad altre casate. L’attestazione del castello risale al secolo XI ed è rappresentato nel Codex Astensis detto De Malabayla

Nel 1576 S. Marzanotto, con le altre località del capitanato astese passa sotto i Savoia.
S. Marzanotto è indicato per la prima volta nella mappa del cosmografo domenicano Ignazio Danti dipinta fra il 1580 e il 1583 nella galleria delle Carte Geografiche del Vaticano ed esiste una rappresentazione del paese in un cabreo del 1699.
Nel 1585 S. Marzanotto contava 150 anime mentre nel 1753 risulta abitato da 81 capifamiglia per un totale di 300 persone, con campi coltivati, vigne, prati, boschi, gerbidi, caratterizzato dalle attività di vendita del vino e della bachicoltura.

Tra il Seicento e il Settecentoil paese vive le vicissitudini del territorio Sabaudo e soprattutto subisce l’occupazione militare delle truppe franco-ispaniche nella guerra del 1745-46 con epicentro il Castello di Belangero.
In periodo napoleonico il Comune di san Marzanotto è assegnato al dipartimento del Tanaro e poi a quello di Marengo, come facente parte del Mandamento di Rocca d’Arazzo.
Nei primi anni del Novecento il paese raggiunge i 1462 abitanti ma il Comune cessa di esistere nel 1929e S. Marzanotto diventa frazione di Asti. Nel 1936 il paese vive un momento di notorietà nazionale. La nuova Provincia di Asti regala al Maresciallo Badoglio, per l’impresa d’Etiopia, la “Villa della Vittoria,attualmente ancora chiamata “ Villa Badoglio”, situata sulla collina di S. Marzanotto, attestata a fine Settecento e rimaneggiata nelle forme attuali definita di “archiettura fiorentina” negli anni Ottanta dell’Ottocento.
In tutto il territorio esistono molte cascine attestate nel Sei-Settecento

Pubblicato da: Agnese Argenta il 03/03/2010

in: Terra Aria Acqua Fuoco

Tags: energia , paesaggio , san marzanotto

Commenti

Non ci sono commenti a questo articolo

> Vedi tutti i commenti
> Commenta questo articolo

La disciplina del PRG sugli indici di edificabilità

di Augusta Mazzarolli, urbanista

La disciplina del PRG  sugli indici di edificabilità

Il PRG di Asti, approvato con DPGR n. 3004 del 3 settembre 1974, disciplinava all' art. 22 bis le aree agricole , indicate in cartografia con il simbolo EL1, EL2, EL3 , rispettivamente  a tutela boschiva, la tutela paesaggistica,  a tutela idrogeologica.
Queste aree erano inedificabili, fatte eccezione per gli interventi finalizzati  alla riqualificazione agricola e forestale e al riassetto idrogeologico, ivi comprese le opere tecniche e di servizio strettamente indispensabili.
L' indice edificatorio ad esse attribuito dal PRG, pari a mc. 0,01 mc/mq, poteva essere utilizzato, come cubatura residenziale, per  costruzioni ricadenti in zona agricola e di espansione frazionale.
Tutte le opere che comportavano nuovi movimenti di terra, capaci di turbare l' equilibrio ecologico e forestale, dovevano essere preventivamente autorizzate dal Comune e dalle altre Autorità competenti.
Tutta la disciplina normativa relativa alle zone agricole /art 22), e "agricole speciali" (art 22 bis). era stata introdotta, in sede di approvazione del PRG ,da parte della Sezione Urbanistica Regionale, in fase di  accoglimento delle osservazioni formulate in sede di Consiglio Comunale.i 
A partire dal settembre del 1974 l' art 22 bis è diventato legge anche,se per la sua applicazione si è resa subito necessaria un' interpretazione autentica che definisse le caratteristiche tecnico edilizie delle "opere tecniche" ammesse, anche in riferimento alle colture realmente praticate, all' azienda agricola e alle garanzie necessarie per la sua conduzione.

Come vedi, da un riscontro che ho effettuato nel mio piccolissimo e polveroso archivio ho accertato che la norma risale al 1974 e non al 1975 (come avevo detto), anche se per la sua definizione, già allora, in commissione urbanistica, era stato determinante l' apporto dell' architetto Giorgio Platone, che successivamente. in veste di Assessore, si è adoperato per la sua corretta applicazione.

Pubblicato da: Augusta Mazzarolli il 03/03/2010

in: Terra Aria Acqua Fuoco

Tags: energia , paesaggio , san marzanotto

Commenti

Non ci sono commenti a questo articolo

> Vedi tutti i commenti
> Commenta questo articolo

S. Marzanotto-Belangero nel Piano Paesaggisico Regionale

di Erildo Ferro, Osservatorio del Paesaggio

S. Marzanotto-Belangero nel Piano Paesaggisico Regionale

Il PPR ha come obiettivo la tutela e la valorizzazione del paesaggio, ed ha come riferimenti il D.L. denominato Codice dei beni culturali e del Paesaggioin vigore dal gennaio 2004 e la   “ Convenzione Europea del Paesaggio ” che in Italia è legge dal gennaio 2006.
Lo scopo del PPR è quello di “Fondare sulla qualità del paesaggio e dell’ambiente lo sviluppo sostenibile dell’intero territorio regionale.”
Dopo una consultazione di base piuttosto affrettata, data dai tempi molto stretti per esporre eventuali rilievi, il PPR con le osservazioni pervenute da tutte le Province del Piemonte, è fermo dall’autunno scorso presso gli uffici regionali e non è stato approvato dal Consiglio regionale, ora scaduto.
Noi dell’Osservatorio del Paesaggio auspichiamo che il rinnovato Consiglio Regionale proceda rapidamente alla sua approvazione, in quanto una volta approvato, sarà poi con appositi strumenti normativi, adottato nei piani territoriali provinciali ( PTR ) per essere poi recepito negli strumenti di pianificazione comunali.
Il PPR si articola in N° 76 Ambiti di paesaggio di cui 9 interessano la provincia di Asti. Di questi il N°68 e il N°71 coprono quasi i 3/4 nostra provincia. Mentre gli altri comprendono soprattutto quei territori confinanti con le province di Alessandria, Cuneo e Torino.
L’ambito 68 è denominato Astigiano e il 71porta il nome di Monferrato-Astigiano, di cui fa parte S. Marzanotto nell’unità di paesaggio 7101 denominata Versante su valle Tanaro.

Ambito n° 71
Nella descrizione introduttiva si dice: “Dal punto di vista paesaggistico ad essere qualitativamente rilevanti sono soprattutto l’area collinare sulla destra del Tanaro, le colline tra ecc…..”
Nelle emergenze fisico-naturalistichedi questo ambito sono espressamente citati gli Stagni di Belangero descritti come un area golenale del fiume Tanaro in cui sono presenti alcune specie anfibie  interessanti, oltre ad ambienti di sosta e svernamento della avifauna migratrice.
Nei fattori qualificantid’ambito viene segnalata “per la stratificazione storica e per il valore delpaesaggiola dorsale collinare con affaccio sulla Valle Tanaro”
In questo ambito quando si parla di condizioni e situazioni di criticità, si evidenzia con preoccupazione come nella piana del Tanaro: “il continuo sorgere di nuove infrastrutture produttive e residenziali, unite all’ampliamento delle vie di comunicazione hanno sottratto sempre più spazio all’agricoltura con una progressiva cementificazione delle superfici”

Unità di paesaggio 7101 Versante su Valle Tanaro
Questa unità di paesaggio fa riferimento alla dorsale collinare che si affaccia sulla valle Tanaro che parte da S. Marzanotto e comprende i territori di Isola d’Asti, Motta di Costigliole fino a lambire il comune di Castagnole Lanze.
S. Marzanotto paese viene evidenziato come “insediamento rurale di costa ben esposto”, mentre S.Marzanotto piana è considerato un “insediamento rurale di fondovalle di particolare rilevanza e rappresentatività.”
La località Belangero viene elencata nei complessi specialistici isolati.
Tra i fattori caratterizzanti o qualificanti di questa unità di paesaggio vengono segnalati come sistemi storici territoriali rispettivamente:  S.Marzanotto per “reperti e complessi medioevali”e
Belangero per “sistemi di ville, vigne e giardini per la produzione e il loisir” (piacere e diletto per soggiornarvi)
Nelle relazioni caratterizzanti tra insediamento e contesto  S. Marzanotto viene citata come località con “relazioni storicamente consolidate tra emergenze isolate e insediamenti.”

Per quanto riguarda le specificità paesistiche e florofaunistiche vengono segnalati gli stagni di Belangero e le oasi del Tanaro come aree di pregio per naturalità diffusa e boschi di pregio di particolare rilevanza e rappresentatività.
Tra le specificità paesistiche caratterizzanti per aspetti di panoramicità viene posta in risalto la Chiesa  di S.Marzanotto come punto di vista panoramico sui beni nel loro contesto.
Tra i beni di rilevanza paesistica viene evidenziato il Castello di Belangero come fattore caratterizzante o qualificante.
Infine nella lista dei paesaggi di emergenza cioè che devono essere salvaguardati, mantenuti protetti e valorizzati, vengono elencati il borgo di S. Marzanotto paese e le oasi del Tanaro.
Ritengo personalmente il territorio di S. Marzanotto Belangero, dopo questa analisi fatta alla luce del PPR,  avere  tutte le carte in regola per ottenere, in base al Codice dei Beni Culturali e delPaesaggio, la dichiarazione di notevole interesse pubblico per la qualità del suo paesaggio.

Pubblicato da: Erildo Ferro il 03/03/2010

in: Terra Aria Acqua Fuoco

Tags: energia , paesaggio , san marzanotto

Commenti

Non ci sono commenti a questo articolo

> Vedi tutti i commenti
> Commenta questo articolo
« · 1 · 2 · 3 · 4 · 5 · 6 · 7 · 8 · 9 · 10 · 11 · 12 · 13 · 14 · 15 · 16 · 17 · 18 · 19 · 20 · 21 · 22 · 23 · 24 · 25 · 26 · 27 · 28 · »
ADL via Alta Luparia, 5 14040 Vinchio (AT) - P.IVA. 91006490055 Valid XHTML / CSS - By emZED.it & Wiz