Referendum per l'acqua pubblica
contro l'affidamento dell’acqua ai privati
Legge 133, 2008(Legge Tremonti) avvio del processo di affidamento dell’acqua ai privati
Decreto Fitto-Ronchi, 2009, passaggio della gestione dal pubblico al privato entro due anni
Decreto 26 gennaio 2010 abolizione entro un anno dgli Ambiti territoriali ottimali, organo di controllo della gestione pubblica.
Business ipotizzato per l’acqua privata 8 mld.
Giro d’affari per il comparto idrico 2,5 mld.
Contro la privatizzazione dell’acqua pubblica manifestazione 20 marzo a Roma
Da aprile a luglio raccolta firme per tre referendum
1) per abrogare l’art.23 bis L. 133/08 così come modificato dall'art. 15 della Legge 166/09;
2) per abrogare l’art. 150 del Decreto Ambientale 152/06;
3) per abrogare, all’art. 154 del Decreto Ambientale 152/06, le parole riferite all’inserimento in tariffa dell’adeguata remunerazione del capitale investito.
Nella provincia di Asti hanno deliberato per la gestione pubblica i Comunidi Cortiglione, Castagnole Lanze, Coazzolo, Castello di Annone, Anche Rocchetta Tanaro.
Per maggiori informazioni http://www.altritasti.it
Il gigante a biogas
DOSSIER IMPIANTO BIOGAS A S. MARZANOTTO
A S. Marzanotto, frazione di Asti, ancora conservata nel suo paesaggio con un panorama da mozzafiato sulla città e sul Tanaro fino alle Alpi, si vuole costruire da parte di due imprenditori agricoli, interessati ai contributi ministeriali, un maxi impianto a biogas alimentato da liquami animali sotto al Castello di Belangero del XII secolo e a pochi metri dalle case.
La popolazione di S. Marzanotto e dei comuni vicini, Mongardino e Isola d’Asti, è fermamente contraria al progetto e ha fatto osservazioni tecniche e proposte paesaggistiche. La decisione non è ancora stata presa dagli organi competenti e noi offriamo nel DOSSIER S. MARZANOTTO gli elementi di valutazione e i documenti prodotti e ne daremo gli aggiornamenti
Clicca per leggere i singoli articoli del dossier
>> Progetto della società agricola “S. Marzanotto Energy”
di Fiammetta Mussio, giornalista de La Stampa
>> Interessi di privati e interessi della popolazione: l’assemblea di S. Marzanotto
di Fiammetta Mussio, giornalista La Stampa
>> Anche Mongardino contro il gigante biogas
di Fiammetta Mussio, giornalista de La Stampa
>> Osservazioni del Comitato di Belangero
>> Osservazioni di natura idrogeologica
Prof. Renato Nervo, geologo
>> Conferenza dei servizi 16-02-2010 sull’impianto a biogas di S. Marzanotto
Pareri degli enti partecipanti
>> Notizie storiche su San Marzanotto
A cura di Agnese Argenta
>> La disciplina del PRG sugli indici di edificabilità
di Augusta Mazzarolli, urbanista
>> S. Marzanotto-Belangero nel Piano Paesaggisico Regionale
di Erildo Ferro, Osservatorio del Paesaggio
>> Comunicato stampa Dichiarazione
>> "Non è la valle dell'Eden" intervista al titolare dell'impianto
di Fiammetta Mussio, gionalista de "La Stampa"
>> Il panorama di San Marzanotto
Fotogallery
Pubblicato da: Redazione il 07/03/2010
in: Terra Aria Acqua Fuoco
Tags: energia , paesaggio , san marzanotto
Il diritto di voto
di Laurana Lajolo - ADL
Mi viene il dubbio che i nostri governanti vogliano farsi interpreti del potere assoluto codificato da Hobbes, il potere al di sopra di tutto e di tutti, e abbiano buttato via Montesquieu che ha proposto la separazione dei poteri e i limiti al potere politico anche rispetto alle libertà individuali.
Ma forse non hanno letto né l’uno né l’altro e hanno fatto una loro filosofia più semplice e premiante, quella degli interessi di parte e di aggiustare le cose a proprio beneficio, anche quando sono loro all’origine dei loro mali.
E che fare allora del testo della Costituzione? Delle leggi dello Stato? Delle istituzioni? Appellandosi al diritto di voto dei cittadini si può andare oltre e “aggiustare” le cose per decreto interpretativo.
Ma anche se non fossero presenti determinate liste (come del resto è successo altre volte anche ad Asti) non ci sarebbe nessun limite al diritto di voto, che potrebbe essere espresso su un’altra lista similare.
Anch’io voto per il partito che è meno distante da me e non per il partito che vorrei, eppure non mi sento defraudata del mio diritto di voto.
A proposito di OGM
La nuova patata autorizzata dall'UE come minaccia di qualità e identità delle produzioni piemontesi
La decisione dell’Unione Europea di ammettere la coltivazione della patata geneticamente modificata per uso animale ha scatenato le reazioni di chi si è sempre dichiarato contrario alle coltivazioni OGM. La Regione Piemonte ha stabilito una moratoria, sostenuta da Coldiretti, Cia, Acli terra, Confcooperative, Lega Coop), Confartigianato e Cna e da tutte le associazioni ambientali e dei consumatori e da Slow Food, mentre la Lombardia e il Veneto hanno autorizzato le coltivazione OGM.
Giorgio Ferrero, responsabile dell’agricoltura del PD piemontese ha sottolineato come il provvedimento della UE sta creando molta apprensione tra gli agricoltori piemontesi per la ricaduta negativa che potrebbe avere un comparto già pesantemente provato dalla crisi globale.
“Chi conosce la realtà agricola della nostra Regione, ha dichiarato Ferrero, sa che l’unica via di uscita per il futuro è puntare sulla qualità e sull’identità delle produzioni.
La coesistenza tra colture Ogm e tradizionali in Piemonte è impossibile per la natura frammentata delle nostre proprietà che rende inevitabile la contaminazione per impollinazione di specie simili (per esempio il mais).
Sarebbe poi altrettanto grave se il Piemonte compromettesse la propria immagine di Regione di grandi produzioni di qualità, ponendosi alla stregua dei Paesi sudamericani o asiatici che certo non possono vantare il nostro patrimonio e la nostra tradizione agroalimentare”.
E il nutrizionista Giorgio Calabrese invita la politica a non cedere alla pressione di lobby economiche internazionali ed attenda un pronunciamento certo del mondo scientifico, per non incappare in possibili gravi conseguenze per la salute umana e quella dell’ambiente.

















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