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Blog di informazione culturale, turistica, paesaggistica e ambientale a cura dell'Associazione Davide Lajolo
Ideazione e direzione: Laurana Lajolo
Direttore responsabile: Valentina Archimede
 

Ambiente e futuro nell’Italia 2.0 L’informazione contro il potere delle lobby

Intervista a Paolo Berdini di Marco Bombagi Coordinamento Salviamo il Paesaggio di Roma e Provincia

Ambiente e futuro nell’Italia 2.0 L’informazione contro  il potere delle lobby

Paolo Berdini, ingegnere urbanista e scrittore da tempo impegnato contro il consumo di suolo: “Tutela del territorio e qualità della vita. I cittadini non sopportano più, su questi temi, l’omertà dei grandi media condizionati da poteri economici e politici. Il voto nazionale lo dimostra”.

L’informazione è potere, specialmente se si vuole proteggere il paesaggio italiano e le sue inestimabili ricchezze dal cemento che le sta cancellando per sempre. Dialogo con Paolo Berdini, ingegnere urbanista e scrittore, sull’attuale contesto politico e culturale italiano in rapido mutamento, nel quale argomenti chiave per il futuro della collettività, come il consumo di suolo e l’espansione incontrollata delle città, drammaticamente ignorati in passato, stanno conquistando l’attenzione dell’opinione pubblica.

In questa campagna elettorale non si è parlato molto di consumo di suolo e “zero cemento”. Come possono i cittadini decidere consapevolmente su certi temi senza un’adeguata informazione?
Il controllo dell’agenda politica da parte dei partiti che hanno governato negli ultimi 20 anni è ferreo. Di bloccare la folle espansione edilizia e le grandi opere inutili non se ne deve parlare. Eppure, quanto è accaduto nelle elezioni nazionali ci dice che è in atto un profondo rivolgimento dentro la società civile che non sopporta più questa cappa di omertà calata sulle questioni fondamentali nella vita di tutti i giorni. La spinta giovanile che nel voto si è riversata verso il Movimento 5 Stelle è una straordinaria occasione per imporre temi che altrimenti vengono sistematicamente ignorati. Del resto, anche altri settori del mondo progressista, da Sel a Rivoluzione Civile sono molto sensibili alle tematiche della tutela del paesaggio e del recupero urbano. Hanno un consenso molto modesto rispetto al successo del 5 Stelle, ma mettono bene in luce che se nella prossima agenda di governo venissero poste le questioni dello stop al consumo di suolo e della cancellazione delle grandi opere inutili che devastano il territorio e asciugano le risorse pubbliche, ci sono le concrete condizioni per raggiungere risultati importanti.
Ma c’è un altro grande merito del Movimento 5 Stelle. Attraverso l’uso intelligente della rete, si è creato un sistema alternativo di informazione che se ne infischia dell’omertà che circonda alcune tematiche e diffonde conoscenze e consapevolezza. Ormai la strada alternativa è stata tracciata e non ci resta che continuare ad imporre i temi della tutela di ciò che resta del paesaggio italiano.

> I difensori del modello economico fondato sull’espansione edilizia etichettano spesso chi si oppone a tale visione citando l’atteggiamento noto con l’acronimo “Nimby”. Quali sarebbero, invece, le concrete alternative per salvare il suolo italiano e dare inoltre prospettive innovative all’economia?

> Il cemento si sta letteralmente mangiando l’Italia, come testimoniano i dati Ispra resi noti in un recente convegno, “Il consumo di suolo: lo stato, le cause e gli impatti”, tenutosi a Roma lo scorso febbraio. Il consumo di suolo non è solo una questione di estetica, ma riguarda drammaticamente la qualità della vita delle persone. Se non ci sarà un’inversione di tendenza cosa potrebbe concretamente accadere al territorio italiano?

> La politica spesso si schiera al fianco delle grandi lobby dell’edilizia. È una scelta che, pur dettata da convenienze, paga politicamente?

> Il mercato immobiliare è fermo da tempo; nessuno compra e chi vende lo fa deprezzando. Perchè si continua allora a costruire nonostante, a un primo sguardo, la cosa non convenga a nessuno?

> I bilanci delle banche, oltre ai risultati di una cattiva gestione dei complessi strumenti finanziari come i derivati, patiscono anche per i cattivi investimenti immobiliari? C’è oggi una concreta possibilità che esploda una bolla immobiliare in Italia tale da scatenare un effetto domino?

>> Leggi tutte le risposte di  Paolo Berdini  nel .pdf allegato!

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L'aria di Asti e la cultura del cambiamento

di Alessandro Mortarino (Redazione altritAsti)

L'aria di Asti e la cultura del cambiamento

Il dibattito aperto dall'incontro di venerdì 15 febbraio dalla rivista "Culture" sulle strade da percorrere per far uscire dal tunnel recessivo la società e l'economia astigiana, ha iniziato a delineare alcune proposte su cui riflettere e agire. Il primo punto pare proprio quello del "coraggio": occorre scegliere e non restare immobili. Da dove partire ? Dal Piano Regolatore di Asti, dalla valorizzazione del territorio del Monferrato, dalle vetrine vuote, dalla metropolitana leggera, dalla cultura, dall'eliminazione del traffico dal centro cittadino ... 

A discuterne sono stati chiamati gli Autori dell'ultimo numero della rivista curata da Laurana Lajolo, nei panni di stimolatori, il presidente della Cassa di Risparmio di Asti Aldo Pia e il Sindaco Fabrizio Brignolo.
Alla vivacità degli interventi di attori sociali, ricercatori, comunicatori è corrisposta una certa prudente disponibilità da parte del "banchiere" locale e una generica (troppo generica) prudenza da parte del Primo cittadino, a cui più volte è stata sollecitata la necessità di essere maggiormente brioso, perchè le scelte e gli atteggiamenti dell'amministrazione comunale di Asti - oggi che l'ente Provincia risulta commissariato e probabilmente candidato ad essere soppresso - valgono e varranno come pietre miliari di riferimento per tutta la nostra comunità.

Quella di Pia la definiamo "prudente disponibilità" in quanto ci saremmo aspettati qualche proposta in foggia operativa, mentre il suo intervento - chiaro nell'identificare nel valore del territorio la chiave di volta di un risorgimento possibile e tutt'altro che remoto - si è limitato a ribadire che la banca locale "c'è" e attende segnali e stimoli da parte di società civile e forze economiche.

Mentre un po' di delusione ci ha provocato la conclusione del dibattito da parte del Sindaco, a cui spettava il compito di riprendere gli spunti suggeriti e ricamarne le trame per dar forma ad un vestito di nuove opportunità. Brignolo si è invece limitato a riprodurre le tappe sin qui seguite dalla sua giovane amministrazione e la salmodiante elencazione dei molti tavoli di regia allestiti, ma - a nostro parere - ancora lontani dal suggerire passi operativi. 
Peccato. Perchè gli stimoli non sono mancati. E ne indichiamo i principali.

  • Un Piano strutturale e non un Piano strategico
  • L'edilizia come volano 
  • Il commercio delle vetrine vuote
  • L'aria malata cittadina può trasformarsi in fonte di rilancio economico
  • Senza auto in centro e con una metropolitana leggera fuori
  • Smettiamola di inseguire Alba
  • E colleghiamoci con Milano

>> Leggi tutto su www.altritasti.it


Pubblicato da: Redazione il 17/02/2013

in: Le mappe del tesoro

Tags: asti, cultura

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Gli argini del Tanaro e le bombe d'acqua

di Lucio Zotti (redazione altritAsti)

Gli argini del Tanaro e le bombe d'acqua

Seconda seduta della commissione urbanistica di Asti a "squadra allargata", cioè alla presenza dei cittadini iscritti all'apposito albo per la partecipazione democratica. All'ordine del giorno due soli punti, squisitamente tecnici, in attesa della prossima seduta che si concentrerà sul nodo della variante frazionale. Ma un po' di proposte analitiche emergono anche in questa occasione, perchè parlare di Piano di Assetto Idrogeologico significa ragionare di Tanaro, di argini e di una alluvione non lontana ... 

Sintesi del dibattito della Commissione Urbanistica del 13 febbraio 2013.

Era presente la maggioranza dei componenti della Commissione Urbanistica, nonché alcuni cittadini che avevano chiesto di entrare a far parte del gruppo per la trasparenza, partecipando alla discussione, senza diritto di voto.
Gli argomenti all'ordine del giorno erano due:

1. Approvazione del PAI (Piano di Assetto Idrogeologico);

2. Approvazione di un progetto denominato “Rasero Tende”.

In merito al primo punto ha relazionato brevemente l'architetto De Marchis e, a seguito di alcune domande dei cittadini presenti, si è innescata una discussione abbastanza accesa.
In pratica la Commissione doveva approvare, prendendone solo atto, vista la complessità e la difficoltà di comprensione dell'argomento, del Piano Assetto Idrogeologico, così come modificato dalla Regione. 
L'arch. De Marchis ha precisato che il documento ha avuto una lunga storia a partire dal 2003 fino al 2012.   
E' stata presa in visione, a titolo di esempio, la variante Regionale interessante le previsioni urbanistiche del quartiere San Fedele: la Regione ha  ulteriormente ridotto la già bassa capacità di costruire in corrispondenza della curva del fiume Tanaro, in zona interna agli argini, subito dopo il quartiere San Fedele.

A quel punto il sottoscritto ha chiesto se la Regione avesse previsto un rafforzamento degli argini presenti, considerato che dal 1994 (anno dell'alluvione) ad oggi il numero di abitazioni lì costruite è decuplicato (con notevole impermeabilizzazione del terreno) e viste, inoltre, le implicazioni che le variazioni climatiche stanno progressivamente apportando al regime pluviometrico di tutte le regioni italiane, Piemonte compreso.
Il professor Bianchino ha obiettato che il progetto era stato affidato (e profumatamente pagato) ad una Società di professionisti molto seri e che il mio era un falso allarmismo (quasi terrorismo psicologico). Io ho risposto che, secondo me, i calcoli probabilistici costruiti tenendo conto degli eventi del passato (tempi di ritorno di 300/500 anni), forse non sono così affidabili. 

>> Leggi tutto su altritasti.it

Pubblicato da: Redazione il 17/02/2013

in: Polis

Tags: asti, cultura

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E' uscito Culture incontri 25

NEL TUNNEL: LA CRISI E IL FUTURO

E' uscito Culture incontri 25

 I temi emergenti di questo numero sono argomenti ricorrenti della nostra rivista come la moralizzazione della politica e della società, un possibile sviluppo dell’economia e la partecipazione alla pianificazione urbanistica, che in questa occasione assumono un’evidenza maggiore da un lato per la crisi che è molto forte nell’Astigiano e dall’altro per le prospettive di una nuova visione della città che ci auguriamo che la nuova amministrazione di Asti voglia perseguire. Insomma sia consapevoli di essere in un tunnel buio, ma vorremmo uscirne. L’opinione di Emilio Giribaldi, presidente del Comitato per la Costituzione, è che la corruzione non sia solo politica, ma abbia permeato molta parte dell’economia e della società attraverso la presenza diffusa della criminalità organizzata, quindi la recente legge sulla corruzione appare ancora insufficiente per scardinare il sistema corruzione, che provoca un danno economico rilevante a tutta la collettività.

La sezione Quale futuro per l’economia artigiana? si apre con un’interessante riflessione di Aldo Pia, presidente della Cassa di Risparmio, che ha recentemente acquisito le quote di Biverbanca. Partendo dall’evidenziare la crisi profonda delle aziende e certe fragilità dell’economia come nel settore del commercio, Pia invita a guardare ai punti positivi e di eccellenza nell’agricoltura, industria e artigianato, senza dimenticare il vasto patrimonio paesaggistico, artistico, storico e culturale, tangibile e intangibile. Ma ora che la situazione è aggravata dalla perdita della provincia, le sole eccellenze non sono sufficienti e il presidente della banca propone come priorità assoluta le iniziative congiunte di tutti gli attori del territorio.
Roberta Favrin, responsabile ufficio stampa e comunicazione della Camera di Commercio di Asti, dà la fotografia dell’economia reale del territorio, dove si notano dati in decrescita per l’agricoltura (con dati in crescita dell’occupazione di salariati), per l’industria e il commercio, mentre il settore recettivo mantiene una certa vivacità. I servizi alle imprese e alle persone sono in crescita, spesso con il travaso dal lavoro dipendente a imprese individuali con l’accrescimento della presenza straniera. Un quadro di difficoltà soprattutto per l’occupazione.
Luisa Rasero, che si occupa del mercato del lavoro per la Cgil, guarda alla crisi con seria preoccupazione: dati su cassa integrazione, cassa integrazione in deroga, mobilità pongono l’Astigiano all’ultimo grado del Piemonte. La mobilità, che è l’anticamera del licenziamento, tocca ormai anche giovani al di sotto dei 40 anni. Le donne, come sempre, sono le più penalizzate. Ma confrontando da un lato i depositi bancari in crescita e dall’altro il debito delle famiglie altrettanto in crescita, evidenzia una forbice sempre più divaricata tra i pochi ricchi e i molti in difficoltà. Quindi bisogna mettere in atto misure di emergenza, sperando che la politica locale sia in grado di rintracciare una vocazione produttiva del territorio anche in settori nuovi.
Valentina Archimede, vicedirettore della rivista "Quaderni dell'Agricoltura" della Regione Piemonte, indica i criteri dellapolitica di programmazione nel settore agricolo dell’Unione Europea per il periodo 2014- 2020, che risulta fortemente orientata alla tutela dell’ambiente e attenta alle ricadute socioeconomiche. Evidenzia, comunque, che la pianificazione su tempi tanto lunghi, che deve essere negoziata da diversi soggetti a livello nazionale e comunitario con passaggi burocratici molto onerosi, può anche creare sfasature rispetto all’evolversi molto più rapido del quadro macroeconomico mondiale.

Nella sezione Da lavoratore a emarginato Walter Gonella, autore di uno studio sulla storia della Way Assauto, traccia il profilo del ruolo storico della classe operaia nella storia cittadina, mentre Mario Amerio illustra l’importanza della messa a disposizione dell’archivio storico della Camera del Lavoro anche in previsioni di tracciare una storia dei lavoratori.Alessandro Berruti pone la questione dell’aumento degli anziani e della loro condizione sociale e previdenziale, mentre le risorse destinate vengono a ridursi in modo drastico. La situazione potrebbe diventare drammatica soprattutto per i disabili. EBeppe Amico dà il quadro dell’aumento del tasso di povertà anche tra il ceto medio secondo l’osservatorio della Caritas diocesana.

Nella sezione Urbanistica per lo sviluppo, in consonanza con alcune proposte contenute nella sezione sull’economia, l’urbanista Augusta Mazzarolli, leggendo le risorse storiche della città dal punto di vista economico e culturale nel tessuto urbanistico, propone nuove vie di sviluppo che hanno radici nel passato, puntando soprattutto sulle offerte culturali per i cittadini e i turisti. Alessandro Mortarino, coordinatore del Forum Salviamo il paesaggio, sottolinea come soltanto con la partecipazione attiva dei cittadini alle scelte urbanistiche si può evitare il continuo proliferare di nuovi edifici, che spesso rimangono vuoti, e recuperare gli stabili esistenti evitando un ulteriore consumo del suolo.

Nella parte intitolata Proposta Gino Caron approfondisce il tema del testamento biologico non solo dal punto di vista dell’individuo che vuole decidere sul suo fine vita, ma anche secondo il nuovo prontuario dell’etica medica, che supera il tradizionale giuramento di Ippocrate, per valutare su un piano più razionale e meno emotivo il ruolo morale del medico. E’ il nuovo paradigma che considera il consenso informato un diritto inalienabile del paziente, che non può mai essere sottoposto contro il suo volere alle cure.

Viene quindi presentato il dossier del programma Davide Lajolo cento anni. Centenario della nascita 1912-2012, che ha visto incontri molto importanti e con un grande successo. E’ stato un “compleanno” lungo un anno, articolato tra passeggiate degliItinerari letterari, mostre d’arte e fotografiche, spettacoli teatrali, convegni. Vengono pubblicati alcuni contributi sulle diverse iniziative di Aldo Tortorella, Laurana Lajolo, Renzo Sicco, Maria Luisa Caffarelli, Fabienne Vigna e Luciano Ghione e Clizia Orlando. Il momento più significativo è stato l’incontro con il Presidente della Repubblica al Quirinale.

Il racconto fotografico è tratto dalla mostra Il palpito della terra di Fabienne Vigna e Luciano Ghione.

>> Scarica il .pdf su davidelajolo.it

Pubblicato da: Redazione il 05/02/2013

in: Le mappe del tesoro

Tags: asti, cultura , cultura

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Meno addetti in biblioteca

di Laurana Lajolo

Meno addetti in biblioteca

Cosa comporta per gli utenti il rientro di cinque addetti della Biblioteca alla Provincia, cioè a un ente dimezzato? Probabilmente una riduzione di orario? Questa è la conseguenza prima del ritiro della Provincia dalla Biblioteca e poi delle dimissioni della presidente Armosino, che ha fatto venir meno un interlocutore politico che possa prendere decisioni. Il commissario gestisce tecnicamente le uscite. Così ha disdettato anche la partecipazione all’Istituto della Resistenza. La riduzione della spesa incide anche sugli enti culturali, oltre che su altri servizi essenziali, ma la sorte delle istituzioni culturali sono i sensori della vita civile e non è tollerabile che la città sia ulteriormente depauperata, come disse bene Brofferio in un suo discorso al Parlamento Subalpino: “Fate man bassa sopra ogni protezione che il governo accorda alle lettere e alle arti e allora avrete spogliato il Piemonte di tutto, il Piemonte non avrà più che soldati che portano le armi e artigiani che piangono per le imposte che non possono pagare. Tolta ogni consolazione della mente e del cuore questo paese diventerà una caserma, un convento, una ragioneria grazie a coloro che in nome dell’economia politica aborrono il genio e la poesia. Distruggete le arti e distruggerete la civiltà e avrete la barbarie”. E oggi non ci sono più neppure i conventi e le caserme.

Pubblicato da: Redazione il 10/01/2013

in: Le mappe del tesoro

Tags: asti, cultura

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Gli alchimisti

di Catterina Simonelli

Gli alchimisti

Durante l’inverno del 2005 e l’estate del 2007 un’oscura minaccia aveva percorso la nostra piccola valle. Strani e invisibili emissari proponevano agli amministratori comunali e ai proprietari dei terreni il miracoloso, sicuro e ultraredditizio mistero del termovalorizzatore, che avrebbe in un solo colpo, eliminato il problema dei rifiuti e arricchito tutti quanti.

Sì perché tutti i cittadini del Comune, prescelto come sede dell’impianto, non avrebbero più pagato l’energia elettrica e il comune stesso, in proporzione della quantità di rifiuti magicamente sparita, avrebbe incassato annualmente una cifra a cinque zeri.

Era il 7 dicembre ed ero in cucina con mia madre quando arrivarono due nostri amici, che abitavano nella vallata, a portarci la notizia che Cortiglione, un comune piccolo, piccolo con poco più di 500 abitanti e decine di migliaia di alberi, era stato prescelto per ospitare un inceneritore in grado di bruciare 250.000 tn di rifiuti l’anno.
Rivedo la rabbia rossa che mi assaliva riflessa nello specchio dalla cornice azzurra di vetro soffiato. Una rabbia che sarebbe cresciuta , più tardi, nel sentire le rassicurazioni di mio padre e mio fratello o la passività di mio cugino: “ Tanto se vogliono farlo lo fanno”. Ci dissero che un incaricato della società aveva già incontrato i proprietari per avere un’opzione d’acquisto sui terreni. Prometteva di strapagare i loro appezzamenti agricoli, e tutti erano d’accordo ad accettare la generosissima offerta.
Tutti, tranne uno, che provò prima a trattenere gli altri dal firmare dicendo che avrebbero dovuto chiedere un prezzo più alto e poi, visto che l’offerta saliva, giocò la carta imprevedibile dell’onestà e disse che voleva prima sentire cosa ne pensavano i suoi vicini:” Perché sa, dottore, i rapporti di buon vicinato non c’è nessun soldo che li paghi”.
Un imprevedibile granello di sabbia duro come il diamante, in grado di tenere ferma per giorni e poi per sempre la macchina infernale.

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Pubblicato da: Redazione il 02/01/2013

in: Terra Aria Acqua Fuoco

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